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Treviso città che legge?
La notizia è già arrivata forte e chiara lo scorso 23 ottobre: Treviso non sarà la capitale italiana del libro 2027 (lo sarà, invece, la città palermitana di Monreale). Il Comune aveva partecipato con un dossier dal titolo “Memorie correnti, pagine viventi”, che è entrato tra le prime sei favorite su trentadue candidate, ma non è stato abbastanza per convincere la giuria. Al di là delle proposte future avanzate dal Comune (con un percorso che si è dichiarato essere partecipativo, ma poi smentito dalla conta di persone e associazioni del territorio che erano a conoscenza del progetto), ci si è chiesti quanto la nostra città sia effettivamente una città che legge.
Il motore biblioteche
In città ci sono cinque biblioteche: la principale è la biblioteca Zanzotto (di cui oltretutto si attende l’apertura dell’ala nord, ristrutturata con i fondi Pnrr), poi c’è la Comisso in Borgo Cavour, dove i libri sono a disposizione quasi esclusivamente per la consultazione interna, la biblioteca dei ragazzi BRaT a palazzo Rinaldi e due piccole biblioteche di quartiere, una a Sant’Antonino (aperta due pomeriggi a settimana oltre ad alcune mattine dedicate alle scuole) e una a San Liberale, ospitata al Gat fino a due anni fa e attualmente alla scuola elementare Toniolo, in attesa della riapertura del Gat (anche in questo caso chiuso per rifacimento con fondi Pnrr).
Dati alla mano, la BRaT è quella che registra performance migliori: dal 2020 al 2025 gli accessi sono aumentati costantemente da 24.149 a 64.514, e così i prestiti, da 40.595 a 56.621: in un conteggio teorico, potrebbe significare che nell’89% dei casi, chi frequenta la biblioteca, anche per le letture e le attività, prende in prestito almeno un libro. Del resto, la BRaT è probabilmente la nostra eccellenza in materia, tanto che una settimana fa l’Unicef Italia l’ha dichiarata “Amica delle bambine, dei bambini e degli adolescenti”, quattordicesima biblioteca in Italia e la prima del Veneto a ricevere questo riconoscimento (nella foto). La Zanzotto registra dati più oscillanti: nell’insieme, vediamo un incremento dal 2020 (48.446 accessi) al 2025 (95.264 registrati, considerando, però, la centralina fuori uso per tutto il mese di novembre di quell’anno), ma c’è stato un picco, sia di accessi (104.980) che di prestiti (17.349), nel 2023; ricordiamo che questo è il luogo di studio (sostanzialmente l’unico in città) per gli studenti universitari, una buona parte dei quali, probabilmente, utilizza la biblioteca senza richiedere prestiti. Un poderoso balzo in avanti lo registra, invece, la struttura di Sant’Antonino, da 187 a 1.042 accessi e dal 190 a 1.000 prestiti. Facendo due conti finali, nel 2025 le biblioteche di Treviso hanno registrato 76.681 prestiti: fingendo che non ci siano utenti da fuori comune e che non ci sia l’interprestito provinciale, in una città da 86 mila abitanti e togliendo chi non ha l’età per leggere, potremmo dire un libro all’anno a testa.
Imprese della lettura
I dati, ottenuti dall’Ufficio studi e statistica Cciaa di Treviso - Belluno su dati Infocamere, offrono un panorama d’impresa nel comune di Treviso non esattamente incoraggiante nel settore della lettura, con un generale -47% dal giugno 2009 al giugno 2026 delle sedi lavorative classificate come vendita di libri, vendita di riviste, agenzie stampa, biblioteche e archivi privati ed editoria. Il calo più significativo riguarda il codice Ateco delle librerie, dove si passa da 12 a 5 imprese (-58%); il commercio al dettaglio di giornali scende del 50% con ad oggi 21 attività, l’editoria invece si attesta quest’anno a 23 imprese (erano 36 nel 2009). Al giugno 2026 le persone impiegate in questi settori in comune di Treviso sono 64, e tra i titolari si registra una presenza giovanile (titolarità di under 35 superiore al 50%) e straniera che si ferma, in entrambi i casi, al 4%: nel secondo concentrata interamente nella vendita di quotidiani (9,5% del totale). La titolarità a prevalenza femminile in questi esercizi è complessivamente del 32%, con picco nella vendita dei libri (4 su 5 titolari sono donne).
Il panorama italiano
I dati Istat rilevano che in Italia nel 2024 il numero di biblioteche è di 13.636 strutture, e sono frequentate almeno una volta l’anno dal 15% della popolazione di tre anni e più. Il 57% della popolazione italiana sopra i 6 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (per la maggior parte donne, con più lettori e lettrici al Nord), di cui il 10% sono i cosiddetti “lettori forti” (leggono tra i 13 e i 30 libri l’anno). In questi giorni l’Associazione librai italiani ha pubblicato il primo report dedicato al settore, che vale 1,8 miliardi (15,2% in più rispetto al 2017) e conta 4.451 punti vendita e 3.755 imprese, ma 8 Comuni su 10 non ne hanno nemmeno uno. Sorprende il Nord-est, che ospita solo il 19,7% dei punti vendita (il dato più basso in Italia).



