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A Montebelluna i nuovi spazi di Kairos, a misura di minori

Inaugurata la nuova comunità diurna gestita dalla coop sociale Kirikù: offrirà un servizio educativo per giovani, ragazzi e ragazze in situazioni di momentanea difficoltà, personale o familiare.

Venerdì sera 18 settembre taglio del nastro a Montebelluna per la nuova realtà Kairos, un luogo gestito dalla cooperativa Kirikù per offrire un servizio educativo a giovani, ragazzi e ragazze in situazioni di momentanea difficoltà, personale o familiare. La ristrutturazione ha richiesto circa tre anni di lavori e 250mila euro di spesa, tra investimento di Kirikù e la generosità della comunità.

La cerimonia al numero 25 di viale Matteotti si è tenuta alla presenza di varie autorità e famiglie. La nuova Comunità diurna montebellunese accoglierà nelle ore diurne minori dai 14 ai 17 anni provenienti da famiglie in situazioni di momentanea difficoltà, con lo scopo di affiancarli nella realizzazione dei propri percorsi di vita. Al taglio del nastro erano presenti il sindaco e la vicesindaca di Montebelluna, Adalberto Bordin e Lucrezia Favaro, l’assessore alla famiglia e alle politiche giovanili Andrea Marin, l’assessora al sociale Maria Bortoletto, il direttore U.O.C. Infanzia Adolescenza Famiglia e Consultori Pasquale Borsellino, il parroco di Montebelluna, don Antonio Genovese, l’Imam Sallahdine Mourchid, e il presidente di Kirikù, Mauro Gazzola con numerosi educatori ed educatrici.

La struttura dispone di una luminosa cucina e un ampio tavolo per la condivisione della vita quotidiana, affiancata da spazi più raccolti e accoglienti dedicati all’ascolto, allo studio, al confronto e alla crescita personale, in un equilibrio tra comunità e attenzione ai bisogni di ciascuno.

Kairos – termine greco che significa “momento opportuno”, “tempo favorevole” o “occasione giusta” – accoglierà in orario diurno giovani adolescenti in situazioni di difficoltà personale o familiare proposti dai Servizi sociali, o in accordo con i servizi specialistici dell’Ulss di residenza della famiglia, oppure su richiesta della famiglia stessa. L’obiettivo è sostenere la famiglia e rafforzare il ruolo genitoriale, creando un ambiente educativo adeguato alla crescita che possa accompagnare i ragazzi a un percorso di autonomia.

Questa progettualità cerca, per quanto possibile, di proporre uno stile di tipo familiare (senza però sostituirsi all’ambito familiare), pertanto prevede l’accoglienza di ragazzi e ragazze al rientro da scuola, il momento dei compiti e della merenda e infine la partecipazione alle varie attività sportive e/o ai laboratori creativi, il tutto in compagnia dei propri coetanei e con l’accompagnamento di educatori ed educatrici altamente professionalizzati, che non sostituiscono i genitori ma li affiancano condividendo regolarmente con loro progettualità e strumenti educativi. Le sere e i fine settimana, invece, i ragazzi li trascorrono con le rispettive famiglie, perché al centro dell’educazione e crescita dei figli rimane sempre il genitore. Nel periodo estivo, inoltre, Kirikù prevede l’accoglienza fin dalle ore del mattino, cui si aggiungono gite divertenti e formative sul territorio nelle quali mettere in campo e maturare le proprie abilità relazionali e di gruppo.

Da oggi Kairos si aggiunge dunque a Girorà e Ollivander, le altre due Comunità diurne di Kirikù presenti rispettivamente a Crocetta del Montello e a Fossalunga di Vedelago.

“Una Comunità educativa diurna è un investimento sul presente e sul futuro di un territorio. È la scelta di non lasciare soli i ragazzi nei momenti di fragilità e di non lasciare sole le famiglie nella responsabilità educativa. È un porto aperto, non una bolla: uno spazio dove si arriva, si cresce e si riparte” - ha spiegato Mauro Gazzola, presidente di Kirikù.

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