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Collaborazione Ponte di Piave, ragazzi di seconda media sui passi di Francesco

Questo pellegrinaggio si svolge da anni e ha lo scopo di avvicinare i ragazzi che si preparano alla Cresima, o che l’hanno appena ricevuta, alle figure di san Francesco e san Carlo Acutis per stimolare in loro una riflessione profonda sul tema delle scelte e su quale sia la loro vocazione, il disegno di felicità e vita piena che Dio ha per loro e che si può realizzare, solo se lo riconoscono e lo accolgono con cuore disponibile

Nei giorni dal 15 al 17 febbraio si è svolto tra Assisi e Loreto il pellegrinaggio dei ragazzi di II media della collaborazione pastorale di Ponte di Piave. Domenica 15 di buon’ora due pullman con 68 ragazzi e una trentina di accompagnatori adulti tra catechiste, genitori e animatori, guidati da don Antonio Ziliotto parroco di Ponte di Piave sono partiti alla volta dell’Umbria. Questo pellegrinaggio si svolge da anni e ha lo scopo di avvicinare i ragazzi che si preparano alla Cresima, o che l’hanno appena ricevuta, alle figure di san Francesco e san Carlo Acutis per stimolare in loro una riflessione profonda sul tema delle scelte e su quale sia la loro vocazione, il disegno di felicità e vita piena che Dio ha per loro e che si può realizzare, solo se lo riconoscono e lo accolgono con cuore disponibile.

Appena giunti ad Assisi la prima tappa è stata la basilica dove è custodito il corpo di San Francesco dove fervevano i preparativi per l’esposizione del corpo del Santo in occasione degli 800 anni dalla morte, avvenuta nel 1226; la serata è stata dedicata a una avvincente caccia al tesoro per le vie di Assisi, alla scoperta della città.

Lunedì mattina, i pellegrini hanno incontrato suor Valeria suora francescana alcantarina che li ha introdotti all’infanzia e adolescenza di san Francesco, simbolico il momento di preghiera dentro la cattedrale di San Rufino vicino al fonte battesimale dove san Francesco, ma anche santa Chiara, sono stati battezzati. Poi, il gruppo si è spostato a Chiesa nuova, dove hanno scoperto il rapporto, conflittuale dopo la conversione, che san Francesco aveva coi suoi genitori; infine, santa Chiara, con la preghiera dei pellegrini davanti al Crocifisso di San Damiano, che parlò al giovane Francesco, rivelandogli il disegno di Dio per lui: “Va’ e ricostruisci la mia chiesa, che, come vedi, è in rovina”. Nel pomeriggio il gruppo si è recato alla basilica della Spoliazione e, qui, ha incontrato fra’ Walter frate minore cappuccino che ha risposto alle domande dei pellegrini sulla figura di Carlo Acutis. Ha raccontato come Carlo fosse un giovane come tutti loro, con pregi e difetti e ha sottolineato che “i santi non sono persone perfette, ma sono uomini e donne che hanno accolto con cuore aperto e disponibile il progetto di Dio su di loro, cadendo a volte, sbagliando altre, ma con la certezza che quel disegno fosse la strada per la felicità”. Fra’ Walter ha anche raccontato la sua vita prima della vocazione: un’adolescenza segnata da droga e cattive compagnie fino a toccare il fondo, fino a rendersi conto che stava sprecando il dono più prezioso: la vita e la decisione di entrare in convento per il postulato e il noviziato, fino alla professione perpetua dei voti.

Nella mattinata di martedì 17, il gruppo si è diretto verso Santa Maria degli Angeli, dove ha incontrato suor Alessandra, alcantarina, che ha raccontato ai pellegrini cosa ha vissuto san Francesco alla Porziuncola: la nascita della prima comunità con gli amici che desideravano vivere il Vangelo come Francesco faceva, e la morte, una morte chiamata sorella, una morte serena consapevole, che era solo un passaggio per la vita eterna. Nel pomeriggio, tappa a Loreto per la visita alla basilica e alla Santa casa; il gruppo ha anche ricevuto il saluto del vescovo di Loreto, Fabio Dal Cin, originario di Sarmede e che è stato in servizio al Santuario di Motta di Livenza per ben 8 anni; anche lui ha ricordato ai ragazzi di avere un cuore disponibile, aperto alle piccole chiamate di Dio, per essere poi ponti a dire sì anche alle chiamate importanti, quelle che possono cambiare la vita. (Manuela Corbanese)

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