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Confartigianato: aperto l’anno nel Mandamento di Asolo e Montebelluna
Alla domanda su quali siano le principali difficoltà che incontra l’impresa artigiana oggi, il 50 per cento dei soci del mandamento Confartigianato di Asolo e Montebelluna ha risposto: “Trovare personale”.
Il mandamento, un’eccellenza nel calzaturiero, nelle bevande e nel vitivinicolo, ha i piedi di coccio. Manca chi deve supportare nel tempo questo polmone economico che genera ogni anno 94 mila euro di fatturato per addetto, quasi 10 mila euro in più del resto del Veneto.
Il nuovo presidente, Loris Fabbris, succeduto a Fausto Bosa dopo il rinnovo delle cariche di dicembre 2025, lavora nel settore dell’autofficina e gestisce, tra l’altro, un distributore a Castelcucco. “Da qualche mese ho notato che si fermano persone provenienti da Brescia, Bergamo, Milano spesso dirette verso Agordo, alla Luxottica. Sono il segnale che la Superstrada Pedemontana Veneta ha avvicinato questa zona al Nord-Ovest, siamo più raggiungibili. Certo, i giovani trovano nelle grandi città maggiori opportunità, però anche noi cominciamo a essere vicini e a offrire occasioni. Abbiamo aziende nuove da conoscere e spero che tanti giovani tornino da noi”.
Quello che manca è l’accoglienza da parte del territorio: spazi di residenza, servizi adeguati. “Al momento non vedo supporto dal territorio, la speranza è di poter collaborare con i Comuni e di essere, come Confartigianato, volano di attrazione. Il nostro territorio è abbastanza frammentato, non è facile: c’è il problema del campanilismo. Noi abbiamo dimostrato, unendo Asolo e Montebelluna, che si diventa più forti”.
Lo sforzo verso i giovani è stato presentato durante la conferenza di inizio anno, lo scorso venerdì, dal direttore, Matteo Berno. “Nel 2025 abbiamo coinvolto 900 studenti nelle nostre iniziative con 42 aziende del territorio. Abbiamo svolto 116 ore di formazione nelle scuole con le iniziative dal titolo «Galleria dei mestieri» e il format «E adesso», con i convegni e soprattutto con l’apprendistato duale, che consente agli studenti di stare in azienda anche nei fine settimana e di avviare collaborazioni in sicurezza e spendibili al termine degli studi. Con lo spazio hub, patrocinato anche dalla Cciaa di Treviso e Belluno, abbiamo offerto un percorso per diventare imprenditori: alla fine 15 giovani stavano realmente progettando un’impresa”.
C’è il Gruppo giovani, titolari e soci di imprese associate oppure figli di imprenditori che ancora studiano (in passato fu presidente del gruppo proprio Fabbris) che offre percorsi sulle “soft skills”, le competenze personali e sociali, e incontri di approfondimento su singoli problemi. Queste iniziative, assieme alla collaborazione con il Centro antiviolenza di Montebelluna, sono seguite dalla vicepresidente Barbara Barbon.
“Quasi un terzo dei nostri 1.935 associati è donna - ha detto la vicepresidente -, sotto i 40 anni la metà sono donne. Serve attenzione nei servizi e nelle risorse offerte dalla nostra associazione. A questo aggiungiamo una sensibilità per le donne vittime di violenza che, assieme al Centro di Montebelluna, tentiamo di accogliere nelle nostre aziende”.
Altro tema è quello delle reti che, secondo il direttore Berno, “Già vedono 21 aziende collegate. Il progetto Impact Move, ad esempio, con fondazione Sport System del settore calzaturiero, coinvolge sei aziende sul tema della sostenibilità. Una delle risposte alla crisi, al calo del potere di acquisto e al calo, anche se minimo (2%), dell’export”.



