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VI Domenica del Tempo ordinario: la Legge che apre a un amore più grande

La via per custodire la vita e cercare la volontà di Dio

Seduti anche noi con i discepoli, attorno a Gesù, sulla montagna, siamo attratti dal suo insegnamento: è veramente Parola di Dio che tocca la nostra carne, mentre dichiara beati i poveri, i piccoli, i perseguitati. Ci incoraggia dicendoci: voi siete sale della terra, voi siete luce del mondo, non perdete il vostro sapore, non nascondetevi!

Ma oggi, questa parola si fa più esigente, forse saremmo tentati di passare oltre... non temiamo, invece, di ascoltare anche le parole più esigenti di Gesù: proprio nei passi che sentiamo più difficili del Vangelo possiamo trovare gli insegnamenti più profondi per la nostra vita.

Al centro del suo insegnamento c’è la Legge, via per custodire la vita e cercare la volontà di Dio (cfr. Sir 15,15; Sal 118, 2). Gesù afferma che non è venuto per abolire la Legge antica, ma per darvi pieno compimento. E che il discepolo del Regno, per essere giusto, cioè serio nell’adempiere la volontà di Dio, può e deve spingersi oltre quel modo di fare “minimo” dei maestri della Legge.

Da segno di amore a muro

Proviamo a capire meglio cosa intende dirci Gesù. La Legge, data da Dio al Popolo di Israele durante l’Esodo, era un cammino, una strada da percorrere per seguire il Signore. Come un dito puntato verso l’alto, essa era un segno dell’amore di Dio che aveva liberato il suo popolo dalla schiavitù e lo chiamava, giorno dopo giorno, alla libertà del cuore e a un amore più grande verso il prossimo.

Nel tempo, i maestri della Legge ne avevano fatto un muro, una siepe di divisione... invece di essere una strada che apriva a un amore sempre più grande, essa veniva interpretata in modo riduttivo, minimale. Non uccido, non faccio del male al mio prossimo, non rubo, non giuro il falso contro di lui... Una Legge chiusa per impedire il peggio e non aperta a un bene più grande.

Ripetendo con insistenza: “Avete inteso che vi fu detto..., ma io vi dico”, Gesù riprende alcuni dei comandamenti e compie un’operazione di liberazione, di apertura: li allarga, li estende, riportandoli al loro senso originario.

Da una parte ci dice: Va’ oltre la Legge. Non fermarti all’osservanza legale, per sentirti a posto, ma cerca a chi, a cosa essa ti rinvia, ossia all’amore di Dio, al suo volto, al suo cuore che ama gratuitamente. È un modo nuovo di concepire la Legge, che allarga l’orizzonte, ci aiuta a guardare l’altro come un fratello da custodire, a immagine e somiglianza di Dio. E sentiamo che questo orizzonte ci attira, ci spinge ad approfondire il nostro rapporto con Dio, a cercare il suo volto.

Dall’altra parte, Gesù ci invita ad andare dentro il nostro cuore, sede dei desideri e dei sentimenti nei confronti degli altri. Ci chiede di identificare cosa ci paralizza, ci impedisce di amare di più e meglio gli altri. Di estirpare alla radice tutto ciò che ci porta fuori strada: l’ira, l’insulto, il rifiuto del perdono, lo sguardo che rende l’altro oggetto di un desiderio egoistico, la parola che non è affidabile.

La vera misura delle Legge

Allargando e approfondendo la Legge, Gesù ci rinvia al suo senso ultimo: l’amore a Dio e al prossimo.

Gesù compie la Legge, con la sua vita donata, fino alla fine, al Padre e agli uomini. Egli è la Via, la Verità e la Vita. Ricordiamo quante volte nei Vangeli lo abbiamo visto spingersi oltre la stretta osservanza, quando si trattava di liberare qualcuno, di ridare vita, di guarire chi non era lecito toccare... Con fiducia, sentiamoci accompagnati da Lui lungo questo cammino, imitiamolo e impariamo da lui, dalla sua vita donata, la vera misura della Legge, che è l’amore senza misura.

Discepole del Vangelo - Algeri

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