giovedì, 22 ottobre 2026
Meteo - Tutiempo.net

Don Ermes Ronchi a Castello di Godego: "Festa, giorno di Dio"

È riuscito a catturare l’attenzione di un’assemblea che lo ha ascoltato, con trasporto, dall’inizio alla fine don Ermes Ronchi, presbitero e teologo italiano dell'Ordine dei Servi di Mari, che giovedì scorso nella chiesa parrocchiale di Castello di Godego ha illustrato la pagina di Luca sull’Annunciazione.

“Ricordati della festa, giorno di Dio e non dei centri commerciali, nuove cattedrali”: non ha usato mezze parole don Ermes Ronchi, giovedì scorso nella chiesa parrocchiale di Castello di Godego, dove ha illustrato la pagina di Luca sull’Annunciazione. Noto per i suoi commenti al Vangelo domenicale e per le sue presenze televisive nel programma “A sua immagine”, il presbitero e teologo italiano dell'Ordine dei Servi di Maria è riuscito a catturare l’attenzione di un’assemblea che lo ha ascoltato, con trasporto, dall’inizio alla fine.
Difficile perdere il filo del potente effluvio verbale del Servo di Maria, capace di parlare insieme di Dio e del mondo, portando Dio nel mondo, e il mondo in Dio. Insistendo sulla necessità di dedicare a Lui un “tempo di qualità”, a partire dal giorno della festa, in cui sarebbe bene praticare l’astensione dal lavoro, perché in quel giorno Dio si è riposato. Eppure, nonostante sia stato Dio ad inventare la vacanza, oggi invece “se qualcuno non è stressato non è nessuno”. Insomma, andrebbe cercato – e trovato – un tempo per Lui, che, da parte sua, “si fa a misura di ciascuno di noi”, perché l’anima di ciascuno lo possa magnificare. Come la Vergine, gravida di Cristo: “L’anima mia magnifica il Signore”.
Ed è proprio quella della donna gravida l’immagine più realistica del cristiano. Ma “come posso essere incinto di luce, gravido di Dio?” domanda don Ermes Ronchi. La strada parte dal precetto del risposo nel giorno della festa, per stare con Dio, curare le relazioni. Ma bisogna anche “vedere l’Angelo, aprire gli occhi per vedere lo scintillio di un tesoro” nel prossimo, nella storia, nella Creazione. E per riuscirci, è necessario inginocchiarsi, guardare dal basso, con umiltà. Il passo evangelico prosegue con l’invito dell’Angelo a “non temere”: non bisogna avere paura di aprirsi all’altro, non bisogna temere Dio, che viene al mondo come un bambino, nell’incredulità della Madre, che chiede a Gabriele: “Com’è possibile?”. Una delle numerose domande presenti nel Vangelo: d’altra parte “non esiste fede senza dubbi” ricorda padre Ermes, spiegando che la “fede granitica” non è necessariamente meglio di quella che si pone degli interrogativi. “Come è possibile? Non conosco uomo” dice Maria, che nel porre la domanda, non esclude l’eventualità che l’impossibile diventi possibile. In questo consiste la missione degli angeli, “mandati per dire che l’impossibile diventa possibile” spiega don Ermes Ronchi, per aprire le porte a Dio, che giungendo “dilata” la vita, aprendola verso la “pienezza” e il “superamento di sé: l’Oltre”.
Ecco, dunque, le domande suggerite da padre Ermes, le domande che “dilatano” la vita a Dio: sono contento? Cosa mi rende felice? Cosa cerco? Quali sono i miei desideri? Se la mia vita fosse una nave, chi sarebbe il capitano? Abbà o Mammona? E infine: conta più uno “zero virgola” in economia, o cento migranti che annegano in mare?

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
15/10/2026

Il recente viaggio apostolico di papa Leone in Francia ha suscitato commenti entusiastici, a tratti persino...

TREVISO
il territorio