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Montebelluna: ringraziamenti dal Cuamm e dalla Terra Santa per la generosità

Due lettere di ringraziamento hanno portato gioia e commozione nella parrocchia della Natività di Maria Vergine di Montebelluna.
I bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione quest'anno hanno scelto, difatti, di trasformare la loro festa in un gesto di solidarietà verso chi soffre, dimostrando che l'incontro con Gesù nell'Eucaristia apre immediatamente il cuore alla carità. Le parole di gratitudine giunte dall'Africa testimoniano come la fede di questi piccoli si sia già fatta concreta testimonianza d'amore.
La prima lettera porta la firma di don Dante Carraro, direttore del Cuamm Medici con l'Africa, che ha voluto ringraziare personalmente il parroco don Antonio Genovese e i piccoli per il loro contributo alla costruzione di un centro di formazione e di una maternità a Bossangoa, in Repubblica Centrafricana.
“Grazie di cuore per aver scelto di sostenere la costruzione del nuovo centro di formazione con il vostro dono bello e generoso - scrive don Carraro -. In un Paese così fragile dove mancano medici, infermieri e strumenti per curare, poter offrire formazione e competenze agli operatori sanitari locali è una speranza concreta per tante persone che ogni giorno lottano per vivere”.
Il direttore del Cuamm sottolinea la particolarità di questo gesto: “Il vostro gesto è speciale perché nasce proprio in un momento importante della vostra vita: ricevere Gesù nel cuore e insieme pensare a chi è più in difficoltà. Questo è segno di un cuore grande”.
Offerta per la Terra Santa
La seconda lettera arriva direttamente da Gerusalemme, firmata dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme.
In questo caso, i ringraziamenti sono rivolti all’intera comunità parrocchiale di Montebelluna per un’offerta di 8.500 euro destinata ai poveri della Terra Santa.
“Ti prego di trasmettere ai parrocchiani della parrocchia della Natività di Maria Vergine di Montebelluna i miei ringraziamenti cordiali per il generoso dono, gradito in modo particolare in questi tempi così drammatici”, scrive il cardinale al parroco, assicurando il ricordo nella preghiera da Gerusalemme.
Questi gesti di solidarietà sono la testimonianza concreta di una fede vissuta, di altruismo e manifestano un senso di comunità che non conosce confini geografici.
Le due iniziative rappresentano, altresì, un esempio luminoso di come la Parola di Dio possa ispirare gesti concreti di carità, animati dal desiderio di voler “camminare” nella vita, seguendo l’insegnamento di Gesù che ci invita ad amare il prossimo come noi stessi.