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Padri Bianchi, il saluto dopo settant’anni e il grazie della città di Castelfranco

I Missionari d’Africa – Padri Bianchi, fondati nel 1868 dal cardinale Charles Lavigerie, arrivarono in Veneto negli anni Cinquanta, aprendo una casa a Castelfranco, che nel tempo è diventata punto di riferimento per la pastorale, l’animazione missionaria e la vita sacramentale. Generazioni di castellani li hanno conosciuti nelle messe, nelle confessioni, nei colloqui personali, nella disponibilità discreta e costante

Con una santa messa e un momento di convivialità, la comunità castellana ha salutato i tre sacerdoti dei Padri Bianchi - padre Alberto Zamberletti, padre Fausto Guazzati e padre Giancarlo Pirazzo - che lasciano in questi giorni Castelfranco Veneto per trasferirsi nella fraternità di Treviglio, in provincia di Bergamo. Una celebrazione vivacemente partecipata dalla comunità ha segnato la conclusione di una presenza che ha attraversato settant’anni di storia cittadina. I Missionari d’Africa – Padri Bianchi, fondati nel 1868 dal cardinale Charles Lavigerie, arrivarono in Veneto negli anni Cinquanta, aprendo una casa a Castelfranco, che nel tempo è diventata punto di riferimento per la pastorale, l’animazione missionaria e la vita sacramentale. Generazioni di castellani li hanno conosciuti nelle messe, nelle confessioni, nei colloqui personali, nella disponibilità discreta e costante. Tra le figure più amate, padre Tarcisio Bortoli, per trent’anni penitenziere al Duomo, che chiese di essere sepolto proprio a Castelfranco.

Nel corso dei decenni, i Padri Bianchi hanno promosso numerose iniziative concrete sul territorio: dall’animazione missionaria nelle parrocchie cittadine alla collaborazione con i gruppi missionari di Treviso e Padova, fino all’accompagnamento di giovani e adulti nei percorsi di formazione alla mondialità. Padre Luigi ha portato a Castelfranco la sua esperienza di dialogo interreligioso maturata a Kinshasa, mentre padre Giancarlo ha sostenuto cammini vocazionali e attività di sensibilizzazione missionaria, nate dalla sua lunga presenza in Burkina Faso. Attraverso incontri, testimonianze e serate comunitarie, i Padri Bianchi hanno raccontato alla città i progetti sociali sostenuti in Africa, dalle fraternità ruandesi che accolgono ragazzi di strada ai centri educativi del Congo,- mantenendo vivo un ponte tra Castelfranco e le comunità africane.

Durante la celebrazione, il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, ha inviato un suo messaggio, riconoscendo il valore della loro esperienza nel territorio: “Sono stati una presenza significativa che ha segnato nel bene la vita della Chiesa diocesana e della comunità castellana, con cui hanno condiviso un lungo percorso fatto di presenza, di fede, di iniziative concrete. Hanno attraversato 70 anni di cambiamenti importanti con generosità e passione; sono stati stimolo, modello ed incoraggiamento nel seguire il Vangelo. Serve fare tesoro dell’esperienza vissuta in questi anni e condividere lo slancio apostolico con cui hanno caratterizzato il loro servizio”. Un passaggio, questo, che avviene in un momento particolare per la parrocchia. Il parroco di Santa Maria della Pieve, don Daniele Vettor, ha sottolineato: “Questo saluto avviene il giorno dopo l’annuncio che il nostro cappellano, don Davide Crespi, partirà missionario fidei donum in Paraguay. Un segno di continuità e rinnovato impegno missionario”.

Commosso il saluto di padre Fausto, che ha ripercorso la storia della comunità: “Ringrazio con affetto e calorosamente tutti coloro che oggi sono venuti a salutarci, vicini e lontani. Nelle diverse generazioni abbiamo avuto un’accoglienza aperta e fraterna. Con gioia siamo stati al servizio della pastorale, specie nelle celebrazioni eucaristiche e nelle confessioni. Ora, andiamo a Treviglio, dove ci inseriremo in un progetto apostolico e missionario con generosità e impegno, dispiaciuti di lasciare questa comunità, ma contenti di poter proseguire mettendo a disposizione il nostro carisma. Staremo uniti nella preghiera, nell’amicizia e nel ricordo dei meravigliosi anni vissuti insieme». Il provinciale, padre Claudio Zuccala, ha aggiunto un’immagine efficace: “Portiamo con noi i tre moschettieri che qui hanno fatto molto. Soprattutto, hanno trovato amici, sacerdoti e cristiani che a loro volta sono stati esempio da seguire per camminare insieme sulla via del Vangelo. Hanno dato uno e ricevuto cento”. A nome della città, la sindaca, Maria Ghimenton, ha espresso gratitudine: “Con nostalgia e gratitudine vi salutiamo, ricordando che la vostra presenza è stata un segno tangibile dei valori che costituiscono il fondamento della società civile: la solidarietà, la giustizia, la cura del creato. Auguri per la vostra missione, ovunque sarete chiamati a farla”. Con il trasferimento a Treviglio si chiude dunque un capitolo importante della storia religiosa di Castelfranco Veneto. La comunità saluta i Padri Bianchi con affetto, consapevole che la loro testimonianza continuerà altrove, ma resterà parte viva della memoria cittadina.

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