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Riabilitazione anche “online” con il dispositivo Homing
Ginnastica riabilitativa a casa, davanti al televisore. La nuova frontiera riabilitativa è realtà, grazie alla “teleriabilitazione” che è partita ufficialmente nella Marca trevigiana, in prima battuta a Castelfranco Veneto, e, poi, anche nelle altre strutture del territorio. Dopo tre anni di prove e sperimentazioni, da parte del dipartimento di Riabilitazione dell’ospedale territoriale (Treviso, Castelfranco. Montebelluna) dell’Ulss 2 diretto da Marco Gugelmetto, ecco creato il dispositivo “Homing” che, applicato anche al televisore di casa, aiuta i pazienti alla riabilitazione nella propria abitazione seguiti, però, da remoto dai fisioterapisti.
Garanzia di continuità
“In riabilitazione, spesso, il problema non è la singola seduta in ambulatorio, ma quello che succede nei giorni che separano un incontro dall’altro - spiega Gugelmetto -. Il paziente torna a casa, ha impegni fatica a spostarsi, magari vive lontano dall’ospedale, oppure semplicemente perde motivazione. La continuità e il lavoro autonomo a casa sono elementi di estrema importanza e non mantenerli significa raggiungere gli obiettivi in tempi più lunghi, e con maggiori difficoltà. Per questo motivo, abbiamo pensato a questo modello di teleriabilitazione, strutturato pensato per riempire il vuoto e tenere teso il filo del percorso, mantenendo alto il livello delle cure”.
Qualcuno potrà pensare ad una vera e propria sostituzione dell’attività riabilitativa ambulatoriale, “No, non si tratta di questo - spiega ancora il dott. Gugelmetto - né di fare tutto a distanza, ma di un modello ibrido in cui le valutazioni e le fasi più delicate restano in presenza, perché la relazione terapeutica e il giudizio clinico non possono essere delegati. Una parte del lavoro quotidiano, invece, quando il paziente è pronto e ci sono le condizioni, viene svolta a casa con esercizi guidati dal sistema. Il paziente non è in videochiamata con il fisioterapista, ma è il sistema stesso che lo segue passo dopo passo. Se sbaglia un movimento, un suono lo avverte e sullo schermo vede immediatamente dove sta l’errore. Il fisioterapista controlla, poi, regolarmente, i dati, che il sistema registra così sa esattamente come sta andando il lavoro a casa e può intervenire quando serve”.
Uno dei pazienti che stanno facendo terapia con il sistema della teleriabilitazione è Luciano Simeoni, 70 anni, di Castelfranco. Operato all’anca, Simeoni sta, ora, utilizzando il dispositivo “Homing”.
La soddisfazione dei pazienti
“È un progetto veramente interessante - ci confida -, e personalmente, lo sto sperimentando, con grande entusiasmo, perché vedo i risultati quasi insperati. Praticamente, dedico quaranta minuti al giorno, seguendo gli esercizi che devo fare attraverso il televisore di casa, dove ho installato il dispositivo. Seguo scrupolosamente quanto mi consigliano e mi dicono i fisioterapisti, che analizzano i miei dati e devo dire che il recupero dall’operazione sta procedendo in maniera molto veloce ed efficace”.
Quindi, un nuovo importante servizio a disposizione degli utenti con quali obiettivi? Gugelmetto conclude: “Per quest’anno puntiamo a estendere ancor di più l’impiego della teleriabilitazione, dentro i percorsi, mantenendo sempre al centro il rapporto umano e l’appropriatezza. L’obiettivo è dare più continuità. Più accessibilità ( soprattutto per chi fatica a spostarsi) garantendo la qualità clinica e senza trasformare la cura in qualcosa di impersonale”. Per la riabilitazione, il futuro è già qui.



