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Treviso: sarà abbattuto il platano del ponte di San Francesco

Un’ordinanza mette nero su bianco una serie di interventi di abbattimento delle alberature in diverse aree pubbliche cittadine.
12/08/2026

Gli interventi riguardano piante per le quali le valutazioni tecniche hanno evidenziato condizioni tali da rendere necessaria la rimozione a tutela della sicurezza delle persone e degli spazi pubblici fra cui la golena tra Porta Calvi e Ponte de Fero, Viale Cacciatori, i parchi di Villa Manfrin e Villa Margherita, gli impianti sportivi di via Tandura, via Mure, il Cimitero Maggiore e via Terraglio.

Tra gli esemplari interessati figura anche un platano in Riviera Comisso, a ridosso del Ponte di San Francesco, esemplare di notevoli dimensioni che, per la sua collocazione, rappresenta un elemento caratteristico del quadrante. Proprio per questo motivo, sono stati effettuati ulteriori e specifici approfondimenti.

“Purtroppo le verifiche hanno evidenziato gravi fenomeni di carie e cavità interne, con compromissione della stabilità”, sottolinea il vicesindaco Alessandro Manera. “L’albero è classificato in classe di propensione al cedimento D, rendendone necessaria la rimozione. In ogni caso, verrà sostituito con una nuova pianta a pronto effetto”.

In proposito, giunge una riflessione da parte di Luigi Calesso, di Coalizione Civica: “Quello che trovo difficilmente comprensibile e ancor meno accettabile è che in molti casi gli alberi di cui (giustamente) viene decretato l’abbattimento presentino (sulla base delle schede di valutazione redatte dai periti) ferite, decorticamento delle radici o capitozzature che molte volte influiscono negativamente sullo stato di salute delle piante. Se per le ferite si può pensare a fenomeni naturali è indubbio che le capitozzature siano frutto di una scorretta manutenzione degli alberi e violino le prescrizioni del Regolamento comunale del verde. Viste anche le numerose testimonianze che costantemente provengono da tante parti della città sulla pratica della capitozzatura su piante sia di proprietà pubblica che privata, mi chiedo ancora una volta se l’amministrazione cittadina intende far rispettare le regole di cui il Comune si è dotato per la salvaguardia del patrimonio arboreo della città”.

L’amministrazione tira avanti: “Gli altri interventi che andremo ad effettuare rientrano comunque nella costante attività di monitoraggio e manutenzione del patrimonio arboreo cittadino nelle aree di competenza comunale”, conclude Manera. “Dove possibile, come in Riviera Comisso, si procederà con la messa a dimora di altre piante al posto di quelle rimosse”.

Messa a dimora insufficiente, se poi manca la manutenzione, come sta accadendo al cosiddetto Bosco di San Paolo: quattro anni fa l’amministrazione aveva vantato la piantumazione di 1670 alberi, i quali oggi versano in buona parte in pessimo stato, a rischio di vita. Sul tema si era espresso anche Marco Zabai, consigliere Pd: “Treviso ha bisogno di aumentare in maniera importante il proprio patrimonio arboreo, ma dobbiamo piantare con criterio: specie adeguate, terreno adeguato, spazio sufficiente per le radici e soprattutto manutenzione e irrigazione nei primi anni. Piantare un albero e poi condannarlo a morire non significa fare politiche ambientali”. Aggiunge inoltre il rammarico rispetto alla mancata pubblicità all’iniziativa regionale “Alberi in Pianura”, un’opportunità che per Zabai potrebbe coinvolgere direttamente migliaia di cittadini: “La Regione Veneto, attraverso Veneto Agricoltura, mette gratuitamente a disposizione dei cittadini dei Comuni aderenti giovani alberi e arbusti autoctoni. Anche i giardini privati possono dare un contributo importante alla forestazione urbana e alla costruzione di una città più verde”.

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