venerdì, 03 aprile 2026
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Altri contagi da virus West Nile nel Veneto orientale

Quattro i nuovi casi segnalati al dipartimento di prevenzione. I casi di contagio riscontrati ad oggi nell’ambito dell’Ulss4 sono complessivamente 12 e si sono risolti nella stragrande maggioranza con uno stato febbrile

In questi ultimi 2 giorni al dipartimento di prevenzione dell’Ulss4 sono stati segnalati 4 casi di persone contagiate dal virus West Nile, di cui 2 residenti nei comuni del Veneto orientale.

Il primo caso - fa sapere una nota dell'Azienda sanitaria - riguarda una donna di 46 anni residente a Meolo; il secondo un uomo di 55 anni di Annone Veneto, per entrambi non è stato necessario il ricovero in quanto la malattia si è manifestata come una semplice sindrome influenzale. Il terzo caso ha riguardato un settantottenne residente nell’ambito della Città metropolitana che ha soggiornato a Jesolo, il quarto caso un bresciano di età avanzata che ha soggiornato ad Eraclea. Per entrambi è stato necessario il ricovero in ospedale.

Come da prassi, il Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha aggiornato costantemente i sindaci dei comuni dell’Ulss4 sull’evolversi della situazione, ricordando loro la necessità di applicare il “Protocollo regionale di sorveglianza integrata e misura di lotta dei vettori” che prevede la disinfestazione larvicida e adulticida della zanzare nelle aree in cui la persona sarebbe stata punta dalla zanzara infetta, ma anche disinfestazioni ad ampio raggio attorno al luogo di residenza della persona contagiata.

Si ricorda che ad oggi il sistema di sorveglianza regionale funziona alla perfezione, i trattamenti di disinfestazione sono stati prontamente effettuati dai comuni interessati dai possibili casi di contagio, anche se risulta molto difficile stabilire il luogo in cui la persona è stata punta dalla zanzara che ha trasmesso il virus.

Il dipartimento di prevenzione dell’Ulss4 puntualizza che ogni allarmismo è attualmente ingiustificato, in particolare nella fascia costiera dove tra luglio e agosto (periodo di massima proliferazione delle zanzare, quindi potenzialmente con maggior rischio di infezione) si sono registrati solo 3 casi a fronte di milioni di presenze turistiche.

I casi di contagio riscontrati ad oggi nell’ambito dell’Ulss4 sono complessivamente 12 e si sono risolti nella stragrande maggioranza con uno stato febbrile. Si ricorda che l’80% dei casi di contagio gli effetti sono asintomatici e nel restante 20% provoca febbre che si risolve, anche in questo caso, nella stragrande maggioranza dei casi senza la necessità di ricovero. La persona contagiata va tuttavia monitorata, e in particolare vengono monitorati in corso di ricovero i soggetti che hanno patologie pregresse e debilitanti, con ridotte difese immunitarie, nei quali il virus può evolversi nella forma più pericolosa: neuro invasiva.

I consigli per la prevenzione non cambiano: bisogna continuare a eliminare i ristagni d’acqua dove le zanzare proliferano, eseguire con regolarità gli interventi di disinfestazione larvicida e adulticida, proteggersi dalla puntura di zanzara utilizzando prodotti insetto repellenti, protezioni alle finestre, zampironi, etc.

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