venerdì, 17 aprile 2026
Meteo - Tutiempo.net

Cave, i sindaci battono i pugni, la Regione li tranquillizza

L’assessore Bottacin ha garantito che verrà trovata la miglior formula per esplicitare nel provvedimento in discussione i tetti per ciascuna provincia, in cui sarà reso evidente che la provincia di Treviso non sarà soggetta a nessun ulteriore carico, andando quindi nella stessa direzione del piano in attesa di approvazione.

La delegazione dei 12 Comuni della provincia di Treviso (Altivole, Castello di Godego, Loria, Montebelluna, Morgano, Paese, Ponzano Veneto, Povegliano, Trevignano, Giavera del Montello, Istrana, Spresiano), che hanno rappresentato anche i delegati degli altri sette Comuni coinvolti ma che per ragioni diverse non hanno potuto essere presenti, è stata accolta questa mattina a Palazzo Ferro Fini a Venezia durante un momenti di pausa del consiglio regionale in corso.
A riceverli l’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin, delegato dal presidente Luca Zaia, a cui si si sono uniti i capigruppo, in particolare Massimo Giorgetti. La delegazione ha ringraziato l’assessore Bottacin per l’immediata disponibilità a convocare un incontro per discutere sui temi sollevati rispetto alla proposta di modifica dell'art. 50 del disegno di legge regionale di stabilità 2017 in materia di attività di cava.
Durante l’incontro i sindaci hanno ribadito la convinzione che alcune previsioni non siano accettabili. Infatti nell’articolo 50 si fa riferimento al fatto che la realizzazione di alcune importanti opere pubbliche può comportare l’utilizzo delle cave limitrofe come bacini di deposito della ghiaia scavata. Appare una disposizione però contraddittoria, nel momento in cui si va a riportare ghiaia nei bacini di escavazione, prevedere un aumento delle escavazioni degli stessi, un prolungamento del periodo di concessione che non sia limitato allo smaltimento della ghiaia accumulata. Dalla discussione di questa mattina a Venezia è emerso che l’emendamento all’articolo 50, nasce dal fatto che ci sono province venete che hanno bisogno di previsione di estensione nell’escavazione.
Da parte loro, i sindaci hanno sottolineato come quello della Provincia di Treviso sia un territorio che ha già dato molto, troppo, in termini di escavazioni, con ripercussioni notevoli anche dal punto di vista del traffico pesante. Inoltre, il fatto che venga posto il limite del 3% della superficie utile scavabile e che si profili il prolungamento delle attività di cava o in futuro estensioni delle escavazioni, risulta incongruo e non accettabile, soprattutto alla luce del fatto che la Superstrada Pedemontana Veneta andrà a rifornire di nuova ghiaia le cave che diventeranno dunque anche cave di deposito.
La posizione dei Comuni è stata unanime, al di là delle logiche appartenenza politiche. Ad esprimere le preoccupazioni dei comuni è stato il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero: “L’assessore Bottacin, insieme ai capigruppo, ha preso atto di questa specificità della dei Comuni trevigiani impegnandosi a riconoscere le richieste avanzate dai sindaci. In altre parole, l’emendamento che dovrà essere in ogni caso rivisto, non riguarderà nei suoi effetti la Marca trevigiana nella quale rimangono quindi in vigore tutte le limitazioni attualmente vigenti..
Come sindaci abbiamo chiesto anche di essere coinvolti nei prossimi mesi dalla Regione, essendo in corso l’elaborazione del nuovo Piano regionale delle attività di cava sul quale abbiamo desiderio di esprimere la nostra volontà perché negli ultimi 30 anni il paesaggio di questi territori è stato stravolto. Le nostre comunità avvertono fortissima la necessità di conciliare le esigenze economiche con quella della ricomposizione paesaggistica e della sostenibilità ambientale e quindi è giusto che i Comuni, che negli ultimi anni sono stati interessati pesantemente dalle attività di cava come quelli trevigiani, possano avere voce in capitolo”.

Da parte sua l’assessore Bottacin, si legge in una nota diffusa dall'ufficio stampa della Regione, "ha espresso apprezzamento nei confronti della crescente sensibilità verso l’ambiente e ha assicurato che in seno alla maggioranza si stanno già facendo gli opportuni ragionamenti per trovare un punto di equilibrio su questo articolo e sull’emendamento presentato. Un equilibrio – ha aggiunto - che dovrà necessariamente essere coerente con quanto previsto dal Piano cave e dal disegno di legge sulle attività estrattive già depositati in consiglio regionale ma non ancora approvati".

Proprio dai dati del nuovo Piano cave emergono esigenze differenziate sul territorio regionale per i prossimi dieci anni. L’assessore ha perciò garantito che verrà trovata la miglior formula per esplicitare nel provvedimento in discussione i tetti per ciascuna provincia, in cui sarà reso evidente che la provincia di Treviso non sarà soggetta a nessun ulteriore carico, andando quindi nella stessa direzione del piano in attesa di approvazione. L’assessore regionale Gianpaolo Bottacin si è impegnato a reincontrare i sindaci trevigiani per approfondire le tematiche.

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
16/04/2026

Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.

Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...

19/02/2026

Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...

05/02/2026

È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...

TREVISO
il territorio