mercoledì, 13 maggio 2026
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E' morto Gustavo Selva, giornalista e già parlamentare nel collegio di Treviso

Giornalista nella stampa cattolica, in Rai e al Gazzettino, fu sempre legato alla Marca trevigiana. Europarlamentare della Dc, fu tra i fondatori di Alleanza nazionale. Aveva 88 anni.

Si è spento a 88 anni Gustavo Selva. Ne danno notizia i figli. Giornalista e politico, è morto a seguito di una malattia nella casa di Terni, dove viveva da alcuni anni con la seconda moglie. Lascia tre figli (uno era morto nel 2008) e quattro nipoti. Selva iniziò la carriera giornalistica come cronista per poi diventare inviato speciale e capo della redazione triveneta del quotidiano bolognese L'Avvenire d'Italia dal 1946 al 1956. In quel ruolo lavorò anche a Treviso e collaborò in qualche occasione con il nostro settimanale diocesano.

Quindi fu giornalista parlamentare per le testate cattoliche del Paese. Nel 1960 entrò in Rai, azienda in cui salì tutti i gradini della scala gerarchica: corrispondente a Bruxelles, Vienna e Bonn; caporedattore del Telegiornale (all'epoca unico), e conduttore del Tg delle 13.30; poi, dal 1975 al 1981 fu direttore del giornale radio Radio2 (passato alla storia come "radio belva"); dal 1981 presidente di "RAI Corporation" a New York. Infine, dal 1983 al 1984 fu direttore del Gazzettino. La sua carriera giornalistica ebbe, nel momento in cui era a capo del Gr2 una battuta d'arresto per la sua presenza nelle liste della Loggia P2. L'iscrizione alla loggia fu sempre smentita da Selva, che nella sua attività giornalistica non nascose mai il suo anticomunismo.

La carriera politica Selva la avviò come europarlamentare, nel 1979 e nel 1984 per la Democrazia cristiana, nella circoscrizione Nordest. Aderì ad Alleanza Nazionale e alle politiche del 1994, quelle della discesa in campo di Berlusconi, fu eletto con il Polo delle libertà per An. A quella prima esperienza parlamentare ne seguirono altre (in particolare nel 2001 fu eletto alla Camera nel collegio uninominale di Treviso), sia alla Camera che al Senato, fino alle elezioni politiche del 2006. L'anno successivo passò al gruppo di Forza Italia.

Mantenne sempre un particolare legame con Treviso.

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