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Il sindaco di Treviso propone un nuovo "piano casa"
La proposta rivolta al Governo dal presidente di Anci Veneto, nonché sindaco di Treviso, Mario Conte, prevede l'utilizzo dei fondi del Pnrr per avvicinare i numeri dell'edilizia popolare italiana alle medie europee, ridurre gli sprechi energetici e abbassare bollette e spese condominiali nelle case popolari.
L’idea, lanciata nel corso dell’assemblea nazionale dei Comuni a Roma e ripresa durante un convegno sull’“Abitare precario” organizzato dalla Cgil, lo scorso 7 luglio a Treviso, ha trovato anche l’approvazione del segretario generale della Cisl Belluno Treviso, Massimiliano Paglini.
“La proposta del sindaco di Treviso, nonché presidente Anci Veneto per un nuovo «Piano casa» che recuperi e riqualifichi le migliaia di abitazioni vecchie, energivore e molto spesso da restaurare, va presa seriamente in considerazione e per questo chiederemo al più presto un incontro per confrontarci nel merito - ha commentato Paglini -. Va da sé che accanto a un piano del genere, per il quale bisognerà verificare la possibilità di utilizzare risorse del Pnrr, è necessario definire strumenti e criteri che favoriscano la locazione degli immobili sfitti a prezzi calmierati e con sufficienti garanzie per i proprietari”.
Sono 46 mila, infatti, secondo i dati forniti dal Sunia, sindacato inquilini Cgil, le abitazioni sfitte in provincia di Treviso, ma solo una minima parte (868) appartiene da Ater, l’ente per gli alloggi di residenzialità pubblica della Marca, il resto sono case di privati.
È fondamentale che in primis si agisca sul fronte della crescita dei salari - ha proseguito Paglini - attraverso il rinnovo tempestivo dei contratti collettivi, vero argine per contrastare i minimi salariali, e dall’altro che si definiscano condizioni di garanzia per chi vorrà locare e condizioni di sostenibilità per chi cerca una abitazione in affitto: sono pochissimi i cittadini che possono permettersi canoni da 600, 700, 800 euro. Sul tema alloggi - conclude Paglini - si rischia la tempesta perfetta, se non si interverrà rapidamente, visto anche l’andamento dei tassi di interesse che rende pressoché impossibile accesso ai mutui soprattutto per i giovani”.
Nel frattempo, sempre più famiglie cercano di accedere alla casa popolare: sono quasi 800 le domande presentate a Treviso con l’ultimo bando, a fronte di un centinaio di alloggi che Ater ha pronti per l’assegnazione. Tanto per farsi un’idea, nel Trevigiano, secondo i dati di Coalizione civica, dal 2010 le domande sono aumentate del 68%, da 475 a 773, ma meno del 10% di queste è stata soddisfatta. E questo nonostante gli sforzi per trovare i fondi per rendere agibili gli alloggi chiusi. Nel 2022 sono state sistemate in totale 172 abitazioni in tutta la provincia, ma il lavoro è ancora lungo e il presidente Ater Mauro Dal Zilio denuncia le pessime condizioni degli alloggi rilasciati dagli inquilini. Malgrado le morosità, che hanno lasciato un buco da 5 milioni di euro, i bilanci Ater sono oggi in attivo, e Dal Zilio conta di poter reinvestire i ricavi: “La volontà di Ater è quella di tornare a genere un utile che è destinato a essere subito re-investito in riqualificazioni. Grazie al piano di alienazioni e alla politica di riduzione della morosità messa in atto negli ultimi anni, stiamo dunque tornando a investire per riattare e realizzare nuovi progetti per la residenzialità pubblica, sempre più necessari in questa fase storica dove cresce il disagio sociale e la necessità di casa”.



