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I dirigenti scolastici costretti al doppio incarico sono pronti allo sciopero
Chiediamo il punto di vista dei dirigenti scolastici a Gianni Maddalon, preside dell’Einaudi-Scarpa di Montebelluna e ora anche “reggente” del Cpia (Centro formazione per adulti) di Belluno, con sedi anche a Feltre e Pieve di Cadore, e dal 2015 presidente dell’Associazione nazionale presidi di Treviso e Belluno.
Alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico prende consistenza una protesta inedita, quella dei dirigenti scolastici - o come sono stati sempre comunemente chiamati - i presidi. Da qualche anno è stata introdotta e incrementata la prassi di affidare gli istituti scolastici rimasti per qualche motivo senza guida al dirigente scolastico di un’altra scuola, con l’incarico di “reggente”. Quindi un doppio lavoro, con l’impossibilità di una presenza, se non part-time, nella vita dei due istituti scolastici. Una pratica sempre più utilizzata da parte degli uffici territoriali regionali. In provincia di Treviso le reggenze per il 2018-2019 saranno 38 (in Veneto sono 231) su 112 scuole (75 istituti comprensivi e 37 scuole superiori), cioè in un terzo delle scuole trevigiane.
Cosicché, stanchi di essere sfruttati e di lavorare in condizioni precarie, i dirigenti scolastici hanno ora deciso di rompere il silenzio e di protestare pubblicamente, pronti anche a percorrere le vie legali. Chiediamo il punto di vista dei dirigenti scolastici a Gianni Maddalon, preside dell’Einaudi-Scarpa di Montebelluna e ora anche “reggente” del Cpia (Centro formazione per adulti) di Belluno, con sedi anche a Feltre e Pieve di Cadore, e dal 2015 presidente dell’Associazione nazionale presidi di Treviso e Belluno.
Maddalon, qual è la situazione delle reggenze in provincia di Treviso?
Le reggenze in provincia di Treviso sono 38. Ma ancora peggiore, in Veneto, è la situazione nelle province di Belluno, Venezia e Rovigo, dove ci sono più reggenze che dirigenti disponibili e occorre quindi “importarli”. Cosicché cinque di Treviso – tra cui il sottoscritto – sono stati nominati a Belluno; altri da Treviso e da Padova sono stati chiamati per scuole di Venezia e Rovigo. E va considerato che il nuovo concorso rischia di non esaurirsi entro questo anno scolastico, quindi la “passione” durerà verosimilmente altri due anni.
Cosa comporta essere dirigente scolastico reggente di una seconda scuola?
I dirigenti ci stanno rimettendo in salute. Pensi che io oggi ho dovuto mettere la sveglia alle 5 per essere nella mia scuola, prima di fare 70 chilometri per raggiungere la scuola di Belluno; avrò il tempo al massimo per un panino, prima di tornare alla mia scuola per concludere la giornata. Nel mio caso dovrò mettere in contro tre ore di solo viaggio al giorno per essere presente in entrambe le scuole. E per chi deve raggiungere isole o valli alpine è anche peggio. E’ una situazione veramente disperata, con la sensazione, oltre che di essere sfruttati, di essere considerati carne da macello.
Perché?
Per una sorta di “riduzione del danno”, stiamo proponendo scambi di dirigenti scolastici entrambi disponibili a scambiarsi reggenze più vicine alla loro scuola principale. Ebbene, vengono rifiutate anche queste proposte, che sono “scambi alla pari a saldo zero” e anzi mettono in condizione di lavorare meglio. Non si capisce proprio perché venga detto “no”.
Sotto c’è anche una questione di costi..
Lo Stato ci guadagna decisamente a non fare il concorso per i dirigenti scolastici. Mentre un dirigente costa intorno ai 5mila euro lordi, cioè sui 2.500 netti, la reggenza gli costa sui 7-800 euro.
Come siete orientati ad agire?
Ci sono questioni di legittimità costituzionale, di violazione della par condicio tra lavoratori. Noi tentiamo di proporre, almeno per i casi estremi, soluzioni sensate, finora rigettate. Come Associazione Nazionale Presidi, di fronte a una chiusura tale, non escludiamo la possibilità di azioni davanti al giudice del lavoro”.



