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Volontari, insieme per la vita

Il 5 febbraio si celebra la Giornata per la Vita in ogni parrocchia. Uniti per la vita Cav - Mpv di Treviso opera a favore delle mamme in difficoltà, a sostegno di gravidanze difficili, grazie all’impegno quotidiano di oltre 140 volontari tra quelli impegnati in associazione e nei vicariati. Un “popolo della vita” gioioso e sempre più giovane, grazie al neonato gruppo.

Ottanta persone impegnate nell’associazione “centrale” e una sessantina nei vicariati, senza contare le tante che sono di aiuto generosamente nelle parrocchie: sono i volontari di Uniti per la vita Cav - Mpv di Treviso, il “popolo della vita” che si muove e lavora nella nostra Diocesi, spesso senza clamore, ma con passione, dedizione e coraggio, nella consapevolezza che ogni vita è preziosa e unica, e per ciascuna vale la pena dedicare tempo ed energie, inventare e sollecitare soluzioni, costruire percorsi e progetti. E i numeri, dietro i quali i volontari riconoscono uno per uno i volti di tante mamme e dei loro bambini, danno ragione di questo impegno: 430 mamme accolte nel 2016, con 165 nuove gravidanze e 137 bambini nati, alcuni dei quali rischiavano di non venire al mondo. Diciotto le mamme aiutate a livello economico, nove delle quali con il Progetto Gemma.
Ad ascoltare le testimonianze delle volontarie (perché di donne si tratta, nella stragrande maggioranza) si scopre un filo rosso comune, fatto di gioia e soddisfazione per un’esperienza unica, un volontariato “speciale” che “ha a che fare con la sacralità della vita, in un tempo e in una cultura dominante che tende a banalizzare o a manipolare il nascere e il morire” racconta Cinzia Trivini Bellini, due figlie, che si è presentata al Cav (Centro aiuto alla vita) per offrire la propria disponibilità, dopo che la locandina dell’associazione l’aveva “interpellata” per anni, appesa in parrocchia: “E’ stata una chiamata. Quando le mie figlie sono cresciute mi sono resa disponibile, ed oggi mi occupo soprattutto di accoglienza delle mamme e di formazione dei giovani” afferma Cinzia, che è anche consigliera dell’associazione e referente nella Consulta per le aggregazioni laicali.
Lisa Forte invece, quattro figli dai 10 ai 2 anni, è arrivata al Centro aiuto alla vita con il passaparola: “Cercavano una psicologa volontaria - racconta -, conoscevo questa realtà in parrocchia, ma poi il coinvolgimento è stato intenso. Ora coordino i percorsi di formazione con le mamme. E’ una formazione e un arricchimento continuo anche per noi. Io, poi, ho avuto la mia ultima figlia mentre ero impegnata con le altre mamme. E’ stato uno scambio arricchente. Il bello di essere volontari in realtà di questo tipo - aggiunge - è che ci sei dentro come persona, ti giochi fino in fondo. Invito spesso le mie colleghe a fare questa esperienza, che consente di toccare tematiche con le quali difficilmente ci si confronta nella nostra professione, ma anche le altre donne, perché si sente in modo forte la bellezza di essere donna e si può ritrovare l’orgoglio del proprio femminile in modo gioioso”.
Irma, mamma e volontaria storica, prima lavorava in Caritas, dove seguiva le ragazze madri, poi ha conosciuto il Cav e non l’ha più lasciato. E’ probabilmente uno dei segreti dell’associazione: nessuno lascia il proprio impegno, ma questo non impedisce ai giovani di entrare, anzi. E sono proprio le volontarie storiche ad affiancare le nuove “leve” che arrivano sempre più spesso dagli stage delle scuole superiori (25 l’anno scorso), fino a lasciare loro spazio quando, finito il tirocinio, restano come volontari. Irma fa parte della Commissione colloqui e racconta il bello del rapporto con le mamme: “Il coinvolgimento a livello umano è sempre molto bello, con alcune si diventa amiche, e si stabilisce un legame forte anche tra noi volontarie”. I giovani vengono accompagnati nella formazione, che passa sempre attraverso un “fare” concreto, a contatto con le donne, ma anche una preparazione seria sui temi etici. Come testimonia Miriam Giacomel, 23 anni, che a gennaio si è laureata in Scienze dell’Educazione allo Iusve con il massimo dei voti proprio con una tesi sul corso pre-parto di Uniti per la vita. “Sono stati 5 mesi intensi - spiega Miriam - non facili all’inizio, ma entusiasmanti, tanto che, finito lo stage, ho deciso di restare come volontaria. Mi ritengo fortunata, ho tantissime occasioni per confrontarmi anche con altri giovani, e penso che questa esperienza sia importantissima per il mio futuro professionale”. Miriam, insieme ad una ventina di ragazzi e ragazze, fa parte del Gruppo Giovani - Uniti per la vita, nato da poco all’interno dell’associazione.
“E’ uno dei nostri fiori all’occhiello” sottolinea Angela Calesso, che ha tre figli e dell’associazione è presidente. Arrivata come volontaria, e poi presidente del Cav, dopo l’unificazione l’anno scorso con il Movimento per la vita, Angela riconosce che l’orizzonte si è ampliato, ma il campo di lavoro è entusiasmante. L’unificazione tra Mpv e Cav ha “fatto scuola” e sono diverse le associazioni che stanno “copiando” il modello Treviso. “Tra i progetti qualificanti ci sono certamente gli incontri nelle scuole, il concorso europeo per gli studenti, i progetti con gli enti locali e le parrocchie, con la costruzione di reti territoriali. E abbiamo aperto un dialogo anche con l’Ulss di Treviso. Insomma, c’è tanto lavoro da fare e i volontari sono la nostra forza. Per questo non mi stupisco quando arrivano, pieni di entusiasmo: è la forza attrattiva della vita, che tocca i cuori. Vorrei ringraziarli tutti, uno ad uno, a nome anche di tutte le mamme e i bambini che sono stati aiutati”.

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