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Los domingos: storia di una chiamata per la 17enne Ainara

Paesi Baschi, Spagna del nord. Oggi. Le domeniche sono lo spazio in cui la diciassettenne Ainara coltiva il suo desiderio di entrare in un convento di clausura. Un desiderio atipico in una ragazza così giovane e un tema ancora più raro nella produzione cinematografica odierna.

Eppure la regista, Alauda Ruiz de Azúa, consolidata regista che spesso si cimenta con tematiche che riguardano la famiglia, riesce a proporre una storia che si offre allo spettatore in maniera pulita, lasciando allo stesso tempo una grande libertà di interpretazione. Mai la scelta di Ainara viene sminuita, ma viene proposta nella sua purezza e sincerità. Allo stesso tempo la regista, però, senza paura e presentando una serie di personaggi come la superiora, il prete padre spirituale o “accompagnatore”, come gli piace definirsi, la zia Maite e il papà di Ainara, arriva al nocciolo: si può fare una scelta come quella della clausura a diciassette anni?

Ognuno darà la sua risposta, tutti reagiranno alla scelta di Ainara in modi diversi, a volte anche scomposti o di comodo.

Nella storia raccontata si mescolano molte problematiche e realtà della vita quotidiana: una visione tradizionale e convenzionale della fede e della Chiesa, a tratti stereotipata, problemi economici e scontri in famiglia sull’eredità, rancori e nuove esperienze sentimentali, piccoli segni dispotici in chi dovrebbe invece guidare con amore le consorelle del proprio convento.

E, diciamolo, una certa superficialità in alcuni passaggi del discernimento che accompagna la scelta di Ainara di abbracciare la vita contemplativa.

Tutto questo, però, non scalfisce né sporca la sua scelta; lei resta salda nella sua decisione. Inevitabilmente, e forse anche evangelicamente, Ainara con il suo percorso e la sua fermezza sconvolge i rapporti con la sua famiglia e in tutto questo non c’è nulla di nuovo sotto il sole. La regista, però, ci ricorda che è possibile irrigidire il cuore anche con il Vangelo in mano e, allo stesso tempo, si può diventare duri e intransigenti anche da non credenti, in nome di una laicità che si trasforma in ideologia.

“Los Domingos” ha vinto 5 Goya, il premio per eccellenza del cinema spagnolo, e davvero li merita tutti. Ma il suo pregio più grande è quello di proporre una tematica insolita e “nuova” al grande pubblico e di lasciare che sia ciascuno di noi a rispondere alle mille domande che questo film, con dolcezza, finezza e rispetto, risveglia.

Nelle sale cinematografiche a Pasqua, al cinema Busan subito dopo Pasqua.

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