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Accanto agli anziani
Spesso per un anziano un ricovero in ospedale rappresenta un evento in seguito al quale la vita cambia moltissimo, con conseguenze sul suo fisico e sulla sua autonomia, rendendo necessario il ricorso a nuovi servizi e sostegni, che né lui né i suoi familiari possono prevedere.
Per “fotografare” in modo rapido ed efficace la condizione degli anziani in seguito a un ricovero, è stato messo a punto, di recente a Treviso, il “Ca’ Foncello score”, un innovativo strumento di valutazione socio-assistenziale per i pazienti anziani fragili.
A realizzarlo un’équipe coordinata dal dottor Andrea Rossi, geriatra, direttore dell’Unità operativa complessa e del Dipartimento di Medicina interna Ulss 2, in collaborazione con il professor Giuseppe Sergi dell’Università di Padova.
La struttura del test, somministrato all’inizio del ricovero, con poche, chiare domande rivolte ai familiari, permette di comprendere la situazione sociale e assistenziale dell’anziano. “Il «Ca’ Foncello score» - spiega il dottor Andrea Rossi - consente di attivare in anticipo la rete di supporto, evitando dimissioni affrettate o rientri domiciliari non sicuri. L’obiettivo è quello di non lasciar sole le famiglie, di renderle consapevoli prima possibile della situazione, in modo che possano attivarsi subito in vista del delicato passaggio dal reparto al domicilio”.
Il nuovo metodo, testato per 416 pazienti ultraottantenni valutati nei primi due giorni di ricovero, si è rivelato più efficace nel cogliere i bisogni reali della persona anziana rispetto alla tradizionale “Scala di Brass” (un altro metodo di valutazione della condizione del paziente, ndr). Il nuovo test si dimostra assai preciso - con una sensibilità del 98% - nel riconoscere quali pazienti e quali famiglie avranno necessità di maggiore supporto assistenziale. I risultati dello studio sono stati pubblicati dall’Ulss 2 e dalll’Università di Padova sulla rivista specialistica “Aging clinical and experimental research”, che ne ha validato i contenuti.
Occorre tener presente, come spiega il dottor Rossi, che “il 75% dei ricoveri al Ca’ Foncello di Treviso riguarda anziani over 75 e che l’età media dei ricoverati nel reparto Geriatria è attualmente di 89 anni, con la necessità di dimissioni protette nel 70% dei casi, mentre, ad esempio, è del 40% per Medicina”.
Il “Ca’ Foncello score” è uno strumento utile non solo per i ricoverati in Geriatria, ma anche in Chirurgia, Ortopedia, Medicina... E medici di altri reparti non geriatrici, come anche di altri ospedali, chiedono informazioni riguardo al nuovo strumento, che potrà, in prospettiva, essere utilizzato su larga scala, per aiutare gli anziani ricoverati e le loro famiglie.
La somministrazione del “Ca’ Foncello score” fa emergere con più frequenza alcune situazioni, talora non semplici. “Ci sono i casi degli anziani che vivono soli - spiega il dottor Rossi -; di anziani senza un caregiver familiare stabile, oppure di un caregiver anch’egli anziano o malato; ci sono reti familiari ridotte, magari con figli che abitano lontano, all’estero; emergono situazioni di precarietà abitativa o di contesti domestici non adatti alla gestione di una disabilità. Ci sono i casi in cui si riscontra un peggioramento cognitivo e comportamentale, che mette in difficoltà i caregiver, talora a rischio burnout”.
Alla luce di queste rilevazioni possono essere messe a fuoco subito le risposte di cui avrà bisogno l’anziano paziente dopo il ricovero, che possono essere diverse: la necessità di trovare una badante, oppure un posto in una casa di riposo; la necessità di una Svama (Valutazione multidimensionale dell’adulto e dell’anziano); la fornitura di presidi; la segnalazione alla Cot, la Centrale operativa territoriale; la necessità di assistenza domiciliare integrata o di assistenza con cure primarie con medici geriatri territoriali, che prendono in carico il paziente fragile a domicilio, svolgendo, quindi, un servizio suppletivo a quello dei medici di famiglia.



