Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Con “Sconfinamenti” il successo della comunità educante
Dopo 4 anni di attività nel territorio, è arrivato alle battute finali “Sconfinamenti – Uscire dai propri confini per crescere una comunità educante”, progetto di rete che ha coinvolto 18 partner tra enti pubblici e del Terzo Settore sul tema delle povertà educative, andando dunque ad agire direttamente sul fenomeno del disagio giovanile emergente negli anni post pandemia. Un progetto rivolto a ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, sviluppatosi nei territori di Casale sul Sile, Casier, Silea e nei quartieri di San Lazzaro e di San Zeno a Treviso.
Sono 5.000 i ragazzi coinvolti complessivamente nelle attività del progetto, nel corso dei 4 anni di attività molto diversificate: volontariato attivo, laboratori musicali, artistici, giornate sportive, campi svolti fuori casa, oltre all’educativa di strada con il camper di Sconfinamenti presente nelle piazze e nei parchi per coinvolgere i ragazzi in momenti di dialogo e condivisione. Sono 500 i nuclei familiari coinvolti e 345 tra insegnanti ed educatori ad aver preso parte alle attività. A partire dal tema della povertà educativa e della dispersione scolastica, aggravato dall’emergenza sanitaria, “Sconfinamenti” si è posto come obiettivo finale la costruzione e il rafforzamento di una Comunità educante aperta e inclusiva, capace di attivare tutti i luoghi e le occasioni in cui si crea il rapporto con i giovani: la scuola, la famiglia, lo sport, i quartieri, le associazioni e le istituzioni del territorio. Tutto questo attraverso la valorizzazione delle passioni, degli interessi e delle idee dei ragazzi, affrontando e gestendo insieme a loro anche paure e disagi, nell’ottica di prevenire situazioni a rischio.
“Sconfinamenti” ha visto come capofila Volontarinsieme OdV e come partner Ulss 2 Marca Trevigiana, CSV Belluno Treviso, Veneto Lavoro, i Comuni e gli Istituti Comprensivi di Casale sul Sile, Casier e Silea, l’Istituto comprensivo n. “Felissent” di Treviso, l’istituto professionale “Fabio Besta” di Treviso, e le associazioni APS Sogno Numero 2 Anteas, Federazione Mani Tese ETS, Fondazione Pime Onlus, NATs per... OdV, Servitium Emiliani Onlus e UISP Comitato Territoriale Treviso-Belluno APS. Sconfinamenti ha avuto il sostegno dall’Agenzia per la Coesione Territoriale e finanziato nell’ambito del FSC - Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e il sostegno di Fondazione BCC Pordenonese.
Sabato prossimo, 26 settembre, dalle ore 9.00 alle 13.00 all’Auditorium Sant’Artemio ci sarà l’evento conclusivo del progetto, dal titolo “Ci vuole un Villaggio – Educarsi insieme. Fiducia, partecipazione e reti di cittadinanza”. Una giornata di confronto e condivisione dedicata al benessere dei minori e alla costruzione di comunità capaci di ascoltare e valorizzare bambini e ragazzi. Il programma prevede una sessione plenaria con esperti sul benessere dei minori e sulle alleanze educative, seguita da tre workshop dedicati alla solitudine e al ritiro sociale degli adolescenti, all’ascolto e al coinvolgimento delle famiglie in situazioni di fragilità e alla costruzione di comunità inclusive. A conclusione dei lavori è previsto un buffet conviviale, momento di incontro e condivisione tra i partecipanti. Per facilitare la partecipazione delle famiglie sarà disponibile un servizio di babysitting per bambine e bambini dai 3 anni in su. La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria online.
Il commento di Anna Corò, presidente di Volontarinsieme OdV, capofila del progetto: “Il risultato più importante non è soltanto il numero delle attività realizzate, ma la capacità di aver costruito relazioni che possono continuare nel tempo, oltre il progetto stesso. I Patti Educativi di Comunità rappresentano infatti un impegno condiviso tra soggetti diversi che hanno scelto di riconoscersi come parte di una stessa Comunità Educante. La conclusione non coincide quindi con la fine del percorso, ma con l’avvio di una nuova fase di collaborazione, di ulteriore crescita e rafforzamento delle stesse Comunità Educanti”.
«Il progetto Sconfinamenti ci ha permesso di imparare a lavorare in rete e a collaborare in modo sempre più efficace con gli altri partner – spiega Angela Trevisin, sindaca di Silea –. Il nostro auspicio è che possa esserci un ulteriore investimento da parte degli enti sovraordinati, affinché questo percorso possa proseguire anche in futuro. È fondamentale, inoltre, che tutti gli enti comunali maturino una piena consapevolezza dell’importanza di investire oggi nelle politiche educative. Abbiamo bisogno di una visione collettiva che ci consenta di sostenere queste azioni in modo organico, coordinato e continuativo nel tempo».
«Si conclude un progetto che ha permesso di costruire e consolidare un percorso all’interno del nostro Comune – spiega Chiara Naibo, assessore alle Politiche giovanili di Casier –. Attraverso il Patto Educativo di Comunità abbiamo creato una vera e propria cabina di regia, capace di dare vita a nuovi progetti e, soprattutto, a una rete di relazioni e collaborazioni: una Comunità Educante costruita attorno ai nostri giovani, con l’obiettivo di accompagnarli nel loro percorso di crescita, sostenerli e promuovere il loro benessere».
LE ATTIVITÀ SVOLTE 2022-2026
Particolarmente significativi i risultati dell’area dedicata all’educazione alla cittadinanza attiva e globale. Sono stati realizzati 21 percorsi formativi nei diversi Istituti Comprensivi. Complessivamente, il percorso di educazione alla cittadinanza globale ha raggiunto 2.000 studenti, a fronte dei 1.500 inizialmente previsti. Anche la formazione rivolta ai docenti ha superato gli obiettivi iniziali: sono stati 156 gli insegnanti formati, rispetto ai 72 previsti. Il tutto si è svolto attraverso incontri e dibattiti svolti all’interno delle scuole, di approfondimento ed incontro.
Lo sport si è confermato uno strumento educativo capace di creare relazioni, intercettare interessi e offrire nuove opportunità di partecipazione. Nel corso del progetto sono stati coinvolti 433 minori nelle attività sportive, con 42 nuove realtà sportive coinvolte. Tra le esperienze più significative figura lo sviluppo delle attività presso lo Skate Park Extreme Sport di Sant’Antonino a Treviso, che ha permesso ai ragazzi di sperimentare discipline come skateboard, parkour, BMX e arrampicata. Il Treviso Street Sport Festival, realizzato il 6 settembre 2025 al Parco delle Vecchie Pioppe di Casale sul Sile, ha coinvolto circa 200 persone, mentre l’evento di inaugurazione e lancio dello Skate Park del 1° maggio 2026 ha visto la partecipazione di 120 giovani tra gli 11 e i 17 anni e 80 genitori. Particolarmente significativo anche il valore educativo assunto proprio dallo Skate Park: alcuni giovani sono oggi coinvolti nella supervisione dello spazio, nella gestione degli strumenti e nelle attività di ordinaria manutenzione, sperimentando concretamente la cura di un bene comune.
Il progetto ha rafforzato le opportunità di sostegno scolastico ed educativo: sono state realizzate 955 ore di doposcuola, con 150 studenti coinvolti, con un accompagnamento individualizzato costruito in collaborazione con insegnanti, educatori e psicologi. È stata inoltre sperimentata presso la Casa del Giovane di Casale sul Sile una nuova esperienza di assistenza allo studio, nata dalla collaborazione tra la cabina di regia del territorio, la Parrocchia, l’Amministrazione comunale e l’Istituto Comprensivo. L’iniziativa è stata valutata positivamente e potrà proseguire anche negli anni successivi. Nel complesso, doposcuola e laboratori hanno coinvolto 643 minori, superando l’obiettivo iniziale di 600. Sono stati inoltre realizzati percorsi dedicati all’intercultura, al teatro, all’orientamento professionale e alla consapevolezza emotiva.
Uno degli elementi distintivi di Sconfinamenti è stato il coinvolgimento diretto dei ragazzi in esperienze di volontariato, cittadinanza attiva e cura della comunità. Le diverse esperienze – dai campi estivi alle attività di volontariato presso le organizzazioni del territorio, fino alle esperienze residenziali e ai percorsi dedicati all’animazione – hanno coinvolto complessivamente 621 minori, superando il target iniziale di 500. Un’attenzione particolare è stata riservata ai giovani con minori opportunità: 31 ragazzi e ragazze con disabilità o situazioni di disagio giovanile hanno potuto partecipare alle esperienze insieme ai propri coetanei, sperimentando occasioni di socialità, autonomia e partecipazione alla vita della comunità.
Nell’ultima fase del progetto è stata inoltre ripensata l’esperienza di educativa di strada, individuando nel territorio di Treviso, con particolare attenzione alla zona sud e al centro storico (area stazione ferroviaria e stazione bus), un contesto strategico per intercettare adolescenti e giovani. Da maggio 2026 sono riprese le uscite con il camper educativo, realizzate in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Treviso e la Polizia Locale. Sono stati così intercettati nelle attività un centinaio di giovani. L’esperienza, pensata come sperimentazione in vista della possibile strutturazione del servizio, ha permesso agli operatori di strada di costruire relazioni con i ragazzi direttamente nei luoghi da loro frequentati, raccogliendo bisogni, interessi e proposte. Con un amplificatore e le basi musicali, sono stati realizzati momenti musicali improvvisati, anche semplicemente di dialogo tra gli educatori e gli stessi ragazzi.
Il cuore del progetto: i Patti Educativi di Comunità
Il risultato più rilevante di Sconfinamenti è rappresentato dalla nascita dei due Patti Educativi di Comunità di Casale sul Sile e Casier. La loro elaborazione è avvenuta attraverso un percorso partecipato che ha coinvolto amministrazioni comunali, istituzioni scolastiche, associazioni, parrocchie, servizi, famiglie e cittadini. Le cabine di regia territoriali hanno costituito il luogo stabile di confronto e coprogettazione, attraverso decine di incontri, laboratori e assemblee pubbliche.
A Casale sul Sile il percorso ha portato alla definizione di un modello educativo orientato allo sviluppo integrale dei ragazzi e delle ragazze, articolato in quattro dimensioni: il Sé, la relazione, la comunità e il mondo. Il Patto è stato presentato pubblicamente il 23 ottobre 2025 e successivamente rilanciato attraverso iniziative rivolte alla cittadinanza.
A Casier, il Patto è stato presentato alla cittadinanza il 20 gennaio 2026, dando continuità al lavoro della cabina di regia e aprendo nuove prospettive di collaborazione sui temi educativi, sociali ed ecologici. Nel corso del progetto sono state coinvolte complessivamente 430 persone come nuovi cittadini volontari, a fronte delle 320 previste.
Una rete che resta oltre la conclusione del progetto
La costruzione dei Patti ha permesso di consolidare una rete territoriale composta da numerosi soggetti: amministrazioni comunali, istituti scolastici, associazioni sportive e culturali, parrocchie, cooperative sociali, servizi sanitari, comitati genitori e organizzazioni di volontariato. Tra le esperienze nate o rafforzate grazie al percorso vi sono collaborazioni per il doposcuola, iniziative sportive, laboratori di orientamento, attività di volontariato, progetti di riqualificazione degli spazi, iniziative culturali e nuove opportunità di partecipazione per i giovani. La conclusione del progetto segna dunque un passaggio di testimone: le reti costruite, i Patti Educativi sottoscritti e le collaborazioni attivate costituiscono una base concreta per proseguire il lavoro di una comunità educante capace di ascoltare i giovani, valorizzarne il protagonismo e costruire insieme nuove opportunità di crescita.
Ufficio stampa



