giovedì, 24 settembre 2026
Meteo - Tutiempo.net

La pallavolo Giorgione in A3 ha sogni di gloria

La presentazione ufficiale della squadra femminile si tiene il 4 ottobre nel vecchio palazzetto. Intanto una rappresentanza è stata ospite del Pantheon castellano

Non di solo Imoco vive il tifo pallavolistico locale, ma da qualche tempo a questa parte la voce dei tifosi grida anche “Forza Giorgione volley”.

Infatti, la compagine femminile castellana ha raggiunto la serie A3, nella quale giocherà in questa stagione che va a iniziare. L’entusiasmo è, quindi, alle stelle. Il vecchio palazzetto, l’astronave come è stata ribattezzata, in centro città a Castelfranco è ritornato a riempirsi come ai tempi magici della pallacanestro “Pedrini” e nella stagione appena conclusa talvolta ha sfiorato anche i mille spettatori. Questo per dire che l’attesa dei tifosi per la nuova stagione in A3 della squadra è molto alta e dovranno aspettare il 4 ottobre prossimo per vedere sfilare tutte le beniamine di casa nella presentazione ufficiale che sarà, appunto, “stellare”, all’interno dell’astronave castellana.

Ma come spesso accade in zona castellana, certi avvenimenti vengono “anticipati” da chi lo sport locale la macina, lo pratica, lo applaude e lo esalta da sempre, e cioè il Panathlon club cittadino, che, in una serata molto particolare, ha chiamato a raccolta una rappresentanza della società e della squadra per sentire in anticipo pensieri e parole anche della nuova storica stagione.

Così, in una conviviale, sono stati invitati l’amministratore delegato della società, Davide Boldrin, il direttore sportivo, Lamberto Facchinelli, uno dei soci della società, Pierantonio Vago, e due giocatrici, le “centrali” Ilaria Fanelli, capitana e anima della squadra, e Tatiana Fucka, figlia del mitico Gregor Fucka, uno dei giocatori di basket italiani più forti di sempre.

Sollecitati dal presidente del Panathlon castellano, Alessandro Zanetti, gli ospiti hanno spiegato gli obiettivi della società (che gestisce la pallavolo femminile a Castelfranco da tre anni) e si sono presentate le prospettive per quest’anno, tra la curiosità dei panathleti presenti.

“La nostra prima azione è stata quella di regalare il trofeo della promozione vinto, al Comune di Castelfranco - ha spiegato l’ad Boldrin -. Questo perché noi ci sentiamo «custodi» temporanei del patrimonio umano del volley che appartiene alla città. Noi ci siamo da tre anni e abbiamo voluto imprimere le nostre idee. Come Pallavolo Giorgione ci sentiamo una piattaforma sociale che ha una missione sportiva, relativa alla prima squadra, e una sociale che è quella del vivaio, con più di 200 atleti (19 squadre). Inoltre, puntiamo ad aprire anche al maschile. Soprattutto l’ambito sociale per noi è importante, perché, oltre alla pallavolo, vogliamo insegnare anche valori quali l’accoglienza, la socializzazione, la solidarietà, la partecipazione al progetto. Per quest’anno il nostro budget è di 450 mila euro e con la prima squadra in A siamo stati inseriti in un girone nazionale con diverse trasferte in Puglia, Campania, Sicilia, dove ci sono società che hanno budget da un milione di euro l’anno. Noi, grazie anche al proficuo lavoro fatto in questi anni, abbiamo trasferito alcune nostre ragazze del vivaio in prima squadra, tesserato alcune nuove molto motivate, mentre altre ragazze, pur di rimanere, si sono ridotte l’ingaggio; ecco, questo siamo noi”.

E a proposito di motivazioni, la capitana Ilaria Fanelli ha aggiunto: “Per questa stagione non ci poniamo limiti e sogniamo. Abbiamo una rosa molto competitiva e lo vediamo ogni giorno negli allenamenti; il livello raggiunto è molto alto. Il nostro obiettivo è quello di giocare la finale di Coppa Italia il 7 febbraio prossimo visto che lo scorso anno l’abbiamo perso per un nulla. E poi naturalmente rimanere in categoria. Anzi, penso che siamo da prime 8”.

Molta curiosità su Tatiana Fucka, figlia di cotanto padre: “Capisco la curiosità intorno a me. Comunque, quando ho comunicato a mio papà, avevo 15 anni, che volevo giocare a pallavolo, lui non ha detto nulla di particolare. Mi ha solo consigliato di andare via da Bologna e, poi, di lavorare, lavorare, lavorare. È quello che ho cercato di fare in questi anni e per me la pallavolo è la cosa più importante. Il cognome? A me non pesa, anzi, ne sono orgogliosa, anche perché sono due sport differenti. Forse sente più i paragoni mio fratello che gioca a basket in serie C”.

Insomma l’Imoco è senza dubbio il faro del volley locale, ma la Pallavolo Giorgione comincia a vivere di luce propria.

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
09/07/2026

La polemica l’ha innescata Flavio Briatore, il noto imprenditore che, quanto a offrire ghiotte occasioni...

TREVISO
il territorio