Chiesa

“Vedere il mondo in un granello di sabbia/ e un paradiso in un fiore selvatico,/ tenere l’infinito nel palmo della mano/ e l'eternità in un’ora” (William Blake). Fatichiamo, sempre, ad accettare che ciò che conta non sia anche ben visibile e appariscente. Eppure se avessimo uno sguardo attento e penetrante potremmo lasciarci affascinare anche dalla forma perfetta di un fiocco di neve.

Si terrà sabato 27 febbraio alle 18, per ricordare le vittime del Covid e tutti coloro che sono morti in questo tempo lontani dalle persone care, e per ringraziare il Signore per quanti si sono prodigati, e ancora sono impegnati, nella cura dei malati e nella gestione dell’emergenza. Ci saranno il sindaco di Treviso, Mario Conte, e il prefetto, Maria Rosaria Laganà.

Tanta tristezza nasce, a volte, dalla pretesa, più o meno consapevole, del voler vedere i frutti del nostro impegno con le persone. E’ difficile dirlo: ma sembra che siamo più attenti alla nostra gratificazione che al bene dell’altro.

Incontri organizzati dalla Comunità teologica del Seminario di Treviso. Prossimo appuntamento con la Parola di Matteo, mercoledì 3 marzo alle 20 nella chiesa di Santa Bona (Tv) e in diretta sui canali social del Seminario

Non c'è un posto o un tempo particolare in cui tu possa accedere a quella stanza, perché la porti sempre con in te. E nella “clausura” più sofferta, quella piccola stanza diventa il più grande spazio di libertà di cui tu possa godere.

“Innanzitutto si esortino i fedeli alla partecipazione di presenza alle celebrazioni liturgiche nel rispetto dei decreti governativi riguardanti gli spostamenti sul territorio e delle misure precauzionali contenute” nel Protocollo stipulato con il presidente del Consiglio dei ministri ed il ministro dell’Interno del 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico: è la prima indicazione offerta dalla Presidenza della Cei per le celebrazioni della Settimana Santa.

Se fosse proprio uno sguardo duro ad allontanare ancor più chi si trova in difficoltà e nell'errore?

Oggi si avverte quanto sia preziosa la presenza di uomini e donne, che pur senza particolari competenze psicologiche, sanno essere vicini a tante storie disperate. Magari l’abbiamo sperimentato anche noi, quando la sola presenza di una persona buona e attenta nell’ascolto ci ha fatto intravvedere una luce in fondo al tunnel. Come santa Maria Bertilla...

Nella ricorrenza del 16° anniversario della morte del servo di Dio mons. Luigi Giussani (22 febbraio 2005) e del 39° del riconoscimento pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione (11 febbraio 1982), il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, presiederà una messa lunedì 22 febbraio alle ore 20:00 presso la Cattedrale di Treviso.

Nel cammino di questo lungo deserto quaresimale, che la pandemia sembra ancor più allungare, non venga meno il canto della speranza.

L’annuncio della prossima beatificazione della Serva di Dio Armida Barelli “è stato accolto con grande gioia e gratitudine per il Pontefice” dal Comitato di beatificazione e canonizzazione, che riunisce l’Azione cattolica italiana, l’Istituto secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Diversamente da chi si dice “ottimista”, perché gli pare che tutto vada bene, chi vive la speranza è, invece, un “realista”. Sono tante le cose che non vanno bene, sono tante le situazioni negative. Eppure l’uomo e la donna di speranza credono che quel dolore, quel fallimento non hanno l’ultima parola ma sono il terreno che accoglie il seme di un futuro di bellezza e di gioia.

Le proposte degli uffici pastorali e dall'Azione cattolica in questo tempo liturgico per giovani, adulti e famiglie

Mons. Bruno Gumiero ha festeggiato i 100 anni nella Casa del clero, circondato da confratelli e personale. Prete da 77 anni, "don Bruno" ha vissuto una vita intensa, soprattutto come pastore nella parrocchia del Duomo di San Donà. Un ministero ricco di incontri, di relazioni, di responsabilità, ma soprattutto di servizio ai sofferenti

“La riconoscenza più profonda nasce dal:“non sapevo”,“non immaginavo”,“non me l’aspettavo”;

ecco perché Dio abita il mistero”. Chi non ha mai provato il brivido di uno stupore colmo di gratitudine, di fronte ad un inatteso dono? Ce lo ricorda la pedagogista Antonia Chiara Scardicchio.

Il Papa ha nominato un vescovo peruviano per la sede titolare di Asolo. Naturalmente, anche per evitare qualsiasi malinteso che potrebbe essere sorto in questi giorni, il nuovo vescovo Juan José Salaverry non eserciterà concretamente il suo magistero ad Asolo, bensì nell’immensa capitale peruviana

L’unico coraggio è “accettare di essere accettati”, di essere amati da Dio così come siamo, con tutta la nostra mediocrità e i nostri passi falsi”. Il francescano padre Thaddèe Matura (1922-2020), riconosceva che la fiducia in questo amore gli consentiva di sentirsi pienamente vivo anche nella vecchiaia e di accogliere la morte con serenità.

"Oggi più che mai siamo chiamati ad un serio percorso di conversione, da vivere non per conquistare un aiuto che Dio ci nega fino a che non ce lo meritiamo, ma per poter finalmente accogliere la forza e la luce del Risorto, già presente nella nostra vita. Lui, il crocifisso per amore, è risorto ed è davvero presente, ma quanto dobbiamo noi cambiare nella mente, nel cuore, nei sentimenti, negli atteggiamenti e nelle scelte affinché la sua forza possa dispiegarsi nella storia, nelle nostre vite, anche e soprattutto in questo tempo di crisi". Lo scrive nel suo messaggio mons. Tomasi. Che invita a convertire i sentimenti alla tenerezza, gli atteggiamenti alla cura, conversione delle scelte all’impegno per il bene comune.

Francesco ha presieduto la Messa delle Ceneri ricordando che la Quaresima è un viaggio di ritorno a Dio. "Dove mi porta il navigatore della mia vita?". "Tutti abbiamo delle malattie spirituali", ma "non possiamo vivere inseguendo la polvere". "La salvezza non è una scalata per la gloria". "Nei buchi più dolorosi della vita, Dio ci aspetta con la sua misericordia infinita".

La speranza non muore perché Qualcuno abita già il futuro: il Cristo Risorto. E noi un giorno saremo con Lui. Perché al termine del deserto non c’è il deserto ma la terra promessa; al termine della Quaresima non c’è il venerdì santo, ma la Pasqua. Al fondo di ogni paura non c'è la più grande delle paure, quella della morte la morte, ma il seme di una pienezza di vita.

Proposta formativa della Scuola di formazione diocesana in collaborazione con il Centro missionario e Azione cattolica. Si inizia sabato 13 febbraio. Tutte le informazioni sui siti internet degli enti e tramite richiesta e-maill

A Maria il Vescovo ha affidato tutti malati e quanti si prendono cura di loro, “samaritani discreti e forti, tenaci, sorridenti e fedeli”, ricordando questo tempo di pandemia e il dolore di tante persone, famiglie, comunità, le difficoltà economiche, la precarietà lavorativa, l’incertezza del futuro.