Chiesa

Un incontro con “una terra molto povera e con una Chiesa giovane”. Un viaggio che “lascia molte e profonde emozioni e ricordi, su cui tornare in futuro”. Così, appena tornato dal Ciad, il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, parla del suo primo viaggio in una missione diocesana, quella nella diocesi di Pala. E ci confessa: “L’incontro con questa Chiesa in missione mi fa capire che siamo davvero Chiesa missionaria e che per poter davvero essere missionari nelle nostre terre e nelle nostre vite quotidiane, nelle situazioni in cui ci troviamo anche qui a Treviso, dobbiamo avere questo sguardo aperto a tutta la Chiesa e a tutto il mondo”.

“Il carisma di Chiara - afferma Michele Zanzucchi - ha da dire oggi quello che ha da dire il Vangelo, nulla di più nulla di meno. Lo dice in un modo particolare, centrato sul Vangelo dell’unità, su un Vangelo radicalmente aperto al dialogo con l’altro diverso da sé, un Vangelo che attraverso l’abbandono di Gesù sulla Croce, si può proporre anche a chi ha altre fedi o chi non ne ha”.

Per Giovanni il Battista è il momento di farsi da parte. Il suo compito era rendere manifesta la venuta di colui che, solo, è in grado di togliere il peccato. Ma c’è un altro passaggio di “testimone” nel brano di questa domenica: quello tra il Battista e l’evangelista Giovanni, che renderà la propria testimonianza mediante il racconto evangelico; ma poi arriva fino a ogni credente che abbia sperimentato che cosa significa vivere “nello Spirito”

“Ci trattarono con gentilezza” è il titolo della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2020: cita una frase dalla traduzione ecumenica degli Atti degli apostoli (28,2) che nel testo della Cei suona “ci trattarono con rara umanità”. Appuntamento presieduto dal vescovo Tomasi il 23 gennaio.

Treviso celebra la Giornata, voluta dal Papa, con la “Lettura continuata del Vangelo di Matteo”, a cura di numerose persone: dal Vescovo a personalità del mondo delle Istituzioni (il Sindaco e il Prefetto), delle Forze dell’Ordine, del mondo imprenditoriale (Alessandro Benetton), delle professioni e della cultura, tutti riuniti per una “staffetta” di lettura che vede al centro la Sacra Scrittura.

L’annuncio da parte dell’arcivescovo Georg Gänswein, segretario privato di Benedetto XVI: “Benedetto XVI ha preso le distanze dalla paternità del libro sul sacerdozio e sul celibato, pubblicato dal cardinale Robert Sarah” e la richiesta all’editore di “rimuovere il nome e l’immagine di Benedetto XVI dalla copertina del libro”. Sul celibato le chiare parole di Francesco.

Si tratta di un percorso di quattro incontri che culmineranno con la possibilità di partecipare agli Esercizi spirituali di marzo promossi dall’Ac.Primo appuntamento venerdì 10 gennaio con “Mosè: la scoperta sorprendente dell’iniziativa di Dio”. Il 24 gennaio “Rut e Noemi: il progetto dell’uomo e l’imprevedibilità di Dio”.

“Quale Dio annunciamo? Scoprire, vivere e annunciare il Dio di Gesù Cristo oggi” è stato il filo conduttore delle “due giorni” che i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet) hanno vissuto nella Casa Maria Assunta di Cavallino (Venezia) insieme ad altri rappresentanti – sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici – delle rispettive Diocesi.

Dalle 10.00 del mattino chiunque entrasse in Duomo avrebbe pensato di essere arrivato in un “formicaio umano”; ci si trovava di fronte ad un fermento di voci, di suoni, di colori che raccontavano la frenesia dei preparativi per un avvenimento che si sarebbe vissuto poco dopo. MOns. Tomasi: "Una volta che si vive nella paura è questa che detta le regole, per tutti e sembra che non ci sia nessuna via di uscita".

Tempio di san Nicolò gremito, stamattina, 4 gennaio, per il funerale di don Ernesto Soligo, il decano dei sacerdoti della diocesi, morto a cento anni nella notte tra il 1° e il 2 gennaio. L'omelia è stata pronunciata da mons. Lino Cusinato. Il rito è stato presieduto dal vescovo Tomasi e concelebrati dai vescovi Magnani, Gardin e Bottari de Castello.

Fa tappa in Polonia, il “pellegrinaggio della fiducia sulla terra” che la comunità di Taizé promuove tutti gli anni dal 28 dicembre al 1° gennaio. 15mila sono i giovani che hanno accolto l’invito a trascorrere il capodanno in modo alternativo, impegnati in un programma che alterna preghiere, canti e silenzio, meditazioni sulle pagine del Vangelo, laboratori tematici.

“Stefano era diacono, uno dei primi sette diaconi della Chiesa. Egli ci insegna ad annunciare Cristo attraverso gesti di fraternità e di carità evangelica. La sua testimonianza – ha precisato il Papa -, culminata nel martirio, è fonte di ispirazione per il rinnovamento delle nostre comunità cristiane, chiamate a diventare sempre più missionarie".

“Il Figlio di Dio, disceso dal Cielo sulla terra, sia difesa e sostegno per quanti, a causa di queste ed altre ingiustizie, devono emigrare nella speranza di una vita sicura. È l’ingiustizia che li obbliga ad attraversare deserti e mari, trasformati in cimiteri. È l’ingiustizia che li costringe a subire abusi indicibili, schiavitù di ogni tipo e torture in campi di detenzione disumani. È l’ingiustizia che li respinge da luoghi dove potrebbero avere la speranza di una vita degna e fa loro trovare muri di indifferenza”. Così il Papa prima della Benedizione “Urbi et Orbi”.

Nel tradizionale discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi, sabato 21 dicembre, il Papa ha citato il card. Newman, in positivo, e la frase più celebre de “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi” - per spiegare il senso autentico della sua opera di riforma della Chiesa. “Non siamo nella cristianità, non più! Oggi non siamo più gli unici che producono cultura, né i primi, né i più ascoltati”, ha detto Francesco.

"Buon Natale!Vorrei salutarvi così, semplicemente. Senza giudizi, senza lezioni a chicchessia, senza prediche. In questo mio primo Natale a Treviso mi piacerebbe guardare negli occhi ciascuno di voi che state leggendo queste righe, sia che ci conosciamo già, almeno un poco, sia che non ci siamo ancora mai visti", scrive mons. Michele Tomasi.

A una settimana dal Natale, il Papa ha dedicato la catechesi dell'udienza di oggi al presepe, invitandolo a farlo sempre nelle nostre case. E ha raccontato di un presepe speciale ricevuto o una piccola immaginetta dal titolo evocativo della "tenerezza" della famiglia: "Lasciamo riposare mamma".

Con un rescritto diffuso oggi, il Papa abolisce il segreto pontificio per gli abusi commessi da membri del clero a danno di minori. Mons. Scicluna: "Scelta epocale". D'ora in poi gli atti si potranno trasmettere alle autorità civili.