Chiesa

Il Vangelo raccontato dagli artisti. Ambito Veneto “il Battista indica Gesù alle folle” sec. XVI, Chiesa parrocchiale di Briana - Noale (particolare della predella della pala con il battesimo di Gesù)

Oggi Papa Francesco festeggia 50 anni di sacerdozio - di cui 27 da vescovo e quasi 7 da successore di Pietro - presentando gli scritti del suo padre spirituale, Miguel Angel Fiorito. Il 21 settembre 1959 l'origine della sua vocazione, all'insegna della "paternità spirituale". La diocesi di Roma è in festa dall'8 dicembre.

Un appello ad agire a 360° per scongiurare che il mondo cada nel baratro della paura, della sfiducia e dell'indifferenza per le sorti del pianeta. E' il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio. "Non possiamo pretendere di mantenere la stabilità del mondo attraverso la paura dell'annientamento".

“Paolo ci insegna la perseveranza nella prova e la capacità di leggere tutto con gli occhi della fede”, di “essere fedeli fino in fondo alla nostra vocazione di cristiani, di discepoli del Signore”, ha detto Fancesco in piazza San Pietro.

Sì al “metodo sinodale”, no all’”astrazione”. A sostenerlo è il Papa, nel testo scritto consegnato all’inizio dell’udienza concessa oggi ai redattori e i collaboratori di “Aggiornamenti sociali”. “Il discernimento dei fenomeni sociali non può essere compiuto da soli”, il monito di Francesco.

"L’augurio che vi rivolgo in questa giornata di festa della vostra associazione - scrive mons. Tomasi - è di trovare ancora, nella fedeltà alla vostra ispirazione, la capacità di rinnovarvi per essere sempre a servizio della nuova realtà ecclesiale e sociale, attraverso l’informazione e il confronto nei gruppi, che caratterizza da sempre la vostra formazione".

Nel caloroso saluto iniziale il Vescovo ha ringraziato i consiglieri per la disponibilità a far parte di quest’organismo, di cui ha sottolineato l’importanza, e li ha incoraggiati ad offrire il proprio contributo di riflessione e consiglio, nell’ottica di una Chiesa sempre più sinodale.

“Il presepio è un segno importante dell'incarnazione e quindi un segno centrale della nostra fede, prima di tutto la fede che Dio ha in noi, scegliendo di donarci suo Figlio”: così il vescovo di Treviso Michele Tomasi riflette sulla bella tradizione di allestire il presepe, un “admirabile signum”, come lo definisce papa Francesco nella Lettera apostolica sul significato e il valore del presepe.

“Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago”, il monito: “La fede è abbandono fiducioso nelle mani di un Dio affidabile che si fa conoscere non attraverso pratiche occulte ma per rivelazione e con amore gratuito”. La magia – l’analisi del Papa – non è “una cosa antica”, si pratica anche oggi “nelle grandi città”, dove la gente va a farsi leggere i tarocchi o le carte.

"Non è importante come si allestisce il presepe, ciò che conta è che parli alla nostra vita". Si conclude così la lettera apostolica sul presepe, firmata a Greccio da Papa Francesco. "È come un vangelo vivo", il presupposto di una "bella tradizione" da sostenere e realizzare.

Mercoledì 4 dicembre in Seminario incontro di formazione, per tutti coloro che svolgono un servizio nella liturgia delle parrocchie, in occasione della pubblicazione della III edizione italiana del Messale Romano. Ospite mons. Franco Magnani, direttore dell’Ufficio Liturgico nazionale

Il nuovo anno liturgico si apre con una parte del “discorso escatologico” di Gesù. Il credente può davvero comportarsi come se la luce del giorno fosse già presente in tutto il suo splendore, anche se permangono degli elementi di tenebra che vorrebbero scoraggiare dal rischiare di vivere una vita nuova

La Conferenza Episcopale Triveneto si è incontrata da lunedì 25 a martedì 26 novembre 2019 nella casa della Diocesi di Treviso “Stella Maris”. E' stato un momento di riflessione sulla situazione dei Seminari; nominati i nuovi Vescovi delegati per le Commissioni regionali.

Otto discorsi in due giorni, un imperativo centrale e trasversale: la lotta contro la tratta, flagello che sfigura e rende schiavi le donne e i bambini. È la fotografia del viaggio del Papa in Thailandia, prima tappa del suo 32° viaggio apostolico che lo porterà nei prossimi tre giorni in Giappone. Pace, dialogo, tutela dei migranti gli altri temi dei discorsi. Lo stile da adottare: quello dei primi missionari. "Dobbiamo imparare da voi", l'elogio al piccolo gregge dei cattolici, in un Paese a stragrande maggioranza buddista.

La Grande Aerea di Tokyo include Tokyo ma anche oltre 30 prefetture che fanno di questo territorio la più grande area metropolitana del mondo con più di 30 milioni di residenti. Tokyo è un miscuglio di super modernità con i suoi grattacieli altissimi e antichità secolari ancora visibili nei kimono, templi e pagode che resistono nonostante l’urto potente delle più aggiornate tecnologie. E’ qui in questa isola bagnata dall’Oceano Pacifico che arriverà papa Francesco sabato 23 novembre. Accolto dalla piccola comunità cristiana.

"Si respira un’aria buona in Seminario, a Treviso. L’ho colta subito, venendo da fuori nella nostra Diocesi. Non ci sono più i numeri di seminaristi cui si era abituati in passato, può darsi. Ma l’atmosfera nelle sue varie comunità è quella di un’esperienza umana e cristiana seria e gioiosa al tempo stesso", scrive mons. Tomasi nel suo Messaggio. "Trovo consolante l’attenzione che gli educatori del Seminario stanno ponendo sulla dimensione delle qualità umane che debbono contraddistinguere i candidati al sacerdozio ministeriale, per farli giungere ad essere preti nella nostra Chiesa".

Chi entra in comunità lo fa per rispondere a un invito del Signore a stare con lui e a interrogarsi sulla propria vocazione. Ma Gesù rivolge contemporaneamente la chiamata esigente a vivere relazioni nuove con gli altri, relazioni da fratelli. Gesù chiama a uscire da sé per incontrare gli altri e costruire comunità, costruire Chiesa.

“Il discepolo missionario è un mendicante che riconosce che gli mancano i fratelli, le sorelle e le madri, con cui celebrare e festeggiare il dono irrevocabile della riconciliazione che Gesù dona a tutti noi”. È il ritratto dell’evangelizzatore tracciato dal Papa, che nel ricapitolare la storia del Paese – durante l’omelia della messa nello stadio di Bangkok – ha messo in primo piano l’azione dei missionari.