Chiesa

Nella nostr diocesi i volontari saranno nei sagrati della Cattedrale e della Chiesa Votiva, a Treviso, del Duomo e della Piave a Castelfranco, della parrocchiale di Loria. L’edizione di quest’anno avrà come testimonial alcuni volti dello spettacolo e della televisione, primo tra tutti Flavio Insinna. Nell’arco dell’evento sarà ricordata anche la figura di Fabrizio Frizzi.

A pochi giorni dal primo anniversario dell’annuncio della sua nomina, il 6 luglio, il vescovo Michele ripercorre per i nostri lettori questi nove mesi di impegno pastorale, tra incontri, gioie da vivere, decisioni da prendere, situazioni complesse da affrontare. "Entrando un po’ alla volta, si capiscono le sfumature di una realtà bella, policentrica, che potrebbe vivere con maggiore arricchimento le proprie diversità. Mi manca la dimensione di vivere sul confine che caratterizzava il mio sguardo verso il mondo e verso gli altri". Molti i cantieri aperti, per una diocesi chiamata a far tesoro di quanto vissuto nella pandemia.

I Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet) si sono riuniti nella mattinata di oggi, in videoconferenza dalle rispettive sedi, per affrontare l’attuale situazione delle scuole paritarie per l’infanzia - sfide, difficoltà e responsabilità gestionali in tempo di coronavirus, nuove prospettive pastorali ed educativo-didattiche - nonché le previsioni e le modalità di riapertura nel prossimo mese di settembre. Sono intervenuti alla riunione, anche loro in videoconferenza, il presidente della Fism nazionale Stefano Giordano e il presidente della Fism del Veneto Stefano Cecchin con il responsabile della commissione triveneta Cet per la scuola don Domenico Consolini.

Con l'ultimo giorno di giugno si interrompe (l'augurio è temporaneamente) la rubrica quotidiana "Buongiorno di speranza". L'idea era nata in Quaresima, quest'anno coincisa con il momento più duro della quarantena. Ed è proseguito anche dopo Pasqua e per tutto il mese di giugno. Ora è tempo di una pausa estiva. Mentre ringraziamo di cuore don Antonio per l'appassionato impegno e la costanza, e i nostri lettori per il gradimento che ci hanno più volte manifestato, ci diamo un "arrivederci".

Cade l’obbligo dei guanti per il sacerdote al momento della distribuzione della Comunione ai fedeli. Gli sposi non dovranno più indossare la mascherina durante la celebrazione del loro matrimonio. Lo precisa una nota del ministero dell’Interno in risposta ai due quesiti posti lo scorso 17 giugno dalla segreteria generale della Cei che al riguardo chiedeva deroghe a quanto stabilito in precedenza.

“Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta/ Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta / e siamo noi che dobbiamo imparare a tenercela stretta /Tenersela stretta / Che sia benedetta...”. Con questa canzone Fiorella Mannoia conquistò il secondo posto al Festival di Sanremo 2017. Eppure al di là delle classifiche discografiche, questo testo ha trovato particolare risonanza in molte persone segnate da una vita “assurda e complessa”. C’è, però, un termine che forse può sembrare paradossale, se non “assurdo”: quello che definisce la vita come “perfetta”.

Nel suo commento alle parole della consacrazione eucaristica: “Prese il pane, lo benedisse, lo spezzò, lo diede”, Henri Nouwen, uno dei più noti maestri di spiritualità del nostro tempo, ci ricorda la verità profonda della nostra vita: Colui che ci ha presi e posti nell'esistenza è Colui che dice di ciascuno di noi: “Tu sei il figlio mio amato”.

“Se pensiamo che Dio ci chiede troppo, non abbiamo ancora sperimentato che Lui ci ha già donato tutto. La posta in gioco è «la vita e la vita in pienezza»: ne vale la pena. Grazie a Dio perché Lui si fida di noi, di voi. E a voi, grazie per il vostro Eccomi”: così il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, ha concluso sabato pomeriggio, 27 giugno, l’omelia della messa con il rito di ordinazione di un sacerdote, Samuele Moro, originario di Carbonera, e di due diaconi, Mattia Agostini, di Massanzago, e Riccardo Marchiori, di Spinea-

Era l'estate del 1949. Chiara Lubich (1920-2008) fondatrice del Movimento dei Focolari, racconta: “A un certo momento mi è venuto spontaneo di gridare dentro di me: Abbà, Padre. E quando ho detto Padre, è successo che io mi sono sentita come entrare dentro di me il paradiso, di entrare proprio nel seno del Padre, una cosa come entrare dentro il sole, come entrare in una luce".

“Spesso mi sembra di non concludere nulla... mi domando se sia proprio necessario che noi vediamo con gli occhi o se non basta che veda Dio. Ma alle volte penso ci vuole più fede di quanta ne ho io. Ecco, penso allora che Dio mi abbia messo al mondo per costringermi irrimediabilmente a fare atti di fede su fede e più si va avanti più vedi che la fede è tutt'altro che un pacchetto da portare nella propria borsa”. La lucida coscienza della fondatrice dello scautismo femminile a Treviso.

“Un’ulteriore tappa nel dinamico rinnovamento che la catechesi attua”. È il nuovo Direttorio per la catechesi, approvato da Papa Francesco il 23 marzo scorso e presentato oggi in sala stampa vaticana, a 23 anni dal Direttorio generale per la catechesi e a 15 anni dal Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica. Obiettivo: far fronte alle “nuove problematiche che la Chiesa è chiamata a vivere”, e in particolare il fenomeno della “cultura digitale” e la “globalizzazione della cultura”.

Scrive l'ordinando: "Prima di iniziare il cammino di ricerca vocazionale, per alcuni anni mi sono preso cura di loro come capo scout. È proprio in quell’esperienza di servizio ai più piccoli che il Signore ha iniziato a parlare al mio cuore offrendomi una gioia inaspettata, facendomi percepire parte di un Amore più grande: quello che Dio ha per il suo popolo".

Nonostante la presenza di fedeli all’interno della chiesa sia limitata ai 200 posti, famigliari e amici potranno partecipare alla messa con il rito di ordinazione sia all’interno della chiesa che negli spazi del Seminario collegati con un maxischermo. La partecipazione è possibile solo con il pass di invito distribuito in questi giorni dai giovani ordinandi. La celebrazione sarà trasmessa in diretta televisiva dall’emittente trevigiana Antenna 3 e in streaming sul canale YouTube della diocesi di Treviso.

 Il vescovo Michele ha presieduto la celebrazione eucaristica, incoraggiando tutti a vivere questo tempo - caratterizzato da restrizioni e sacrifici - in modo sobrio, senza però un “di meno”.  È questo il mistero del nascondimento, vissuto da Gesù a Nazareth e da Charles de Foucauld, che “grida il Vangelo” nell’ordinarietà della vita.

Ci sono giovani che rispondono al Risorto che li chiama. E questa è una buona notizia: è Vangelo. Tanti quanti essi sono, nelle differenti forme e storie di vita, sono ciascuno un segno di speranza. Un dono alla Chiesa, un dono al nostro tempo. Inizia così la riflessione di mons. Tomasi, che saluta l'ordinazione sacerdotale di don Samuele e le due ordinazioni diaconali di Mattia e Riccardo.

“Dove comincia la saggezza? Nell'agire semplice, come prepararsi la colazione". Da chi, se non da un monaco può venirci una tale lezione di saggezza quotidiana come quella del benedettino Benoit Standaert, in “Diario dell'umiltà”? Ci capita, invece, di vivere la giornata come un affastellarsi di tante attività da sbrigare.

La confidenza di una poetessa, come Vivian Lamarque (1946), circa l'uso delle parole nella sua opera poetica, parla anche al cuore di ciascuno di noi. Ci sono infatti delle parole che ritornano più frequentemente nel nostro modo di esprimerci. Fa bene rendercene conto perché svelano cosa portiamo dentro in negativo o positivo. In particolare chiediamoci quali sono le parole che amiamo di più, quelle che svelano ciò a cui siamo più interessati o affezionati.

C'è chi, ben più della principessa Nausica, continua ad essere un porto aperto, pronto ad accogliere tutti senza alcuna riserva: la Madre di Gesù. E che altro potrebbe fare Costei che è tutta suo Figlio?

“Ho visto un raggio di luce entrare da un buco del balcone e illuminare un punto della stanza buia e ho detto: se il sole, che è così lontano non si dimentica di entrare da quel piccolo foro, come farà il Signore a non entrare nei nostri cuori bui non appena si apra uno spiraglio?”. Di luce se ne intendeva il trevigiano Sergio Giromel.

Lo rivolge il vescovo Michele a tutti i fedeli della Diocesi in una lettera per il tempo estivo che si apre. Ricordando quanto abbiamo vissuto in questi mesi – il dolore, la sofferenza, il silenzio, e poi la cura e l’impegno quotidiano di tantissime persone -, il Vescovo coglie l’occasione per invitare alla riflessione sul tempo trascorso, sulle vicende che ci hanno toccato, a non dimenticare. E lo fa proponendo un tempo di ascolto reciproco e di racconto.

“Non faccio niente di straordinario, cammino come si cammina tutti, solo che la meta è sempre un santuario della Madonna: di mio metto solo i piedi; per le varie difficoltà che si possono incontrare è sempre la Provvidenza che rimette tutto a posto”. Così Emma Morosini racconta gli oltre 40.000 km percorsi a piedi, in 25 anni, raggiungendo i più grandi santuari mariani del mondo.

La semplicità diventa il diploma che regaliamo con una certa larghezza a chi è sprovvisto di qualifiche più valide”. Questa acuta osservazione don Alessandro Pronzato, ci ricorda quante volte anche a noi sarà capitato di assegnare diplomi di semplicità a qualcuno, magari anche a chi, per bontà nostra, non abbiamo osato definire “minus habens” (deficiente). Eppure che cosa c'è di più straordinario della semplicità?