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Famiglia, solo promesse ma ancora una volta niente scelte
Un partecipante a nome del Forum Famiglie del Veneto racconta la recente Conferenza nazionale: ancora una volta la politica, dopo formali carezze, ha lasciato le famiglie a bocca asciutta e il tema delle politiche familiari è stato procrastinato ad un futuro indefinito e incerto.
“Non è tempo per noi, e forse non lo sarà mai. Fuori moda, fuori tempo, insomma sempre fuori dai!”. Recitano così alcune strofe di un vecchio successo di Luciano Ligabue che risuonano in testa al rientro dalla Conferenza nazionale della famiglia. Ancora una volta la politica, dopo formali carezze, ha lasciato le famiglie a bocca asciutta e il tema delle politiche familiari è stato procrastinato ad un futuro indefinito e incerto. Se a parole tutti hanno concordato che la famiglia non è un problema ma una risorsa, “un ancoraggio che garantisce la tenuta della società e uno straordinario produttore di coesione e identità”, come ha ricordato il premier Paolo Gentiloni, ci ritroviamo tuttavia a constatare come in Italia la famiglia venga invece penalizzata e misconosciuta.
Riprendiamo dall’inizio: il 29 e 30 settembre il Governo convoca a Roma la Conferenza a 7 anni dal precedente incontro di Milano (il governo è obbligato a convocarla ogni due anni!). La sala gremita del Campidoglio ospita anche 120 accrediti stampa a testimoniare che “la famiglia non passa di moda”. Il tema dell’assise è “Più forte la famiglia, più forte il Paese”, un vero e proprio programma politico.
Apre Gentiloni con un “grazie” alla famiglia, il riconoscimento che è necessario “irrobustire le politiche pubbliche” a suo favore e la constatazione che calo demografico e aumento delle prospettive di vita porteranno nei prossimi anni all’esplosione della solitudine come problema socioesistenziale.
Prosegue il presidente della Camera Laura Boldrini: “Senza un’inversione del calo demografico il nostro Paese rischia il declino”, offrendo la sua ricetta orientata a maggiori investimenti su lavoro e occupazione femminile. Concorda il presidente dell’Inps Tito Boeri, secondo il quale “la crescita della fecondità dipende dal tasso di occupazione femminile”. I due dimenticano, però, che il tasso di natalità non è tanto legato al tasso di occupazione quanto al livello del reddito, dei servizi alle famiglie, al lavoro flessibile.
Nel pomeriggio il lavoro dei 5 gruppi su linee di sviluppo proposte dall’Osservatorio. E’ in questo contesto, 4 ore di lavoro serrato, che emerge la voce dell’associazionismo espressa in una pluralità di proposte all’insegna della concretezza, illustrate la mattina seguente. Ecco una sintesi dei temi trattati nei gruppi.
Centralità delle famiglie come risorse sociali e educative.
Due macro obiettivi: il rafforzamento del soggetto famiglia e la responsabilizzazione delle famiglie lungo tutto il ciclo di vita, uscendo dalla logica assistenzialistica. Fondamentale introdurre la Valutazione di impatto famigliare (Vif) per analizzare l’impatto di tutte le norme sulla vita delle famiglie.
Crisi demografica. La situazione demografica è grave e avrà rilevanti conseguenze sul sistema previdenziale, quello sanitario ma anche sul mercato del lavoro e sul livello dei consumi. Se la maternità è una scelta, è necessario mettere le persone nella libertà di farlo. Tra le proposte: più servizi alla prima infanzia, a famiglie adottive o affidatarie. “E’ necessario riconoscere che un figlio è anche un bene comune”.
L’evoluzione della famiglia fra diritto e società. Problematica la comprensione della famiglia come un sistema giuridico e relazionale stabile. La svolta dei dotti giuristi convenuti lascia perplessi quando parlano di “famiglia degli affetti” e di prevalenza assoluta del rapporto genitori-figli rispetto a quello coniugale. Lo stesso articolo 29 della Costituzione sarebbe un retaggio del passato... Le associazioni hanno suggerito contributi di segno opposto manifestando una grande preoccupazione.
Conciliazione famiglia-lavoro. In epoca di crisi si deve investire su welfare e lavoro. Il mercato del lavoro ancora oggi non è parimenti accessibile per uomini e donne. Le donne pagano pesantemente le scelte procreative e si vedono precludere crescita professionale e adeguato trattamento economico.
Fisco a sostegno delle famiglie. La famiglia ancora oggi non è considerata come soggetto fiscale e questo crea distorsioni. Sono arrivate quattro proposte: il Fattore Famiglia, il Nafu (Nuovo assegno famigliare universale), la riforma della Tari, l’esenzione dal ticket sanitario. Il Fattore Famiglia prevede una no tax area mobile e crescente a seconda della numerosità del nucleo, mantiene la progressività dell’imposta sull’area di reddito eccedente la no tax area. Il Forum chiede al Governo un intervento tempestivo.
I ministri Padoan, Fedeli e la sottosegretaria alla Presidenza Boschi assistono in platea a tutte le relazioni. Padoan chiude subito l’orizzonte: “La situazione italiana non è facile, il sentiero è stretto”. In sostanza, nella prossima legge di stabilità non ci saranno risorse aggiuntive per le famiglie.
Forte la delusione delle parti sociali. Gigi De Palo, presidente del Forum delle Famiglie, commenta: “A parole siamo tutti d’accordo. Tutti ritengono la famiglia una risorsa insostituibile per il Paese, che il crollo della natalità non è più sostenibile, che va fatta una riforma fiscale family friendly. Tuttavia siamo profondamente rattristati dal fatto che c’è sempre qualcosa che viene prima della famiglia”. E continua: “Come possiamo credere a chi ci promette riforme strutturali nella prossima legislatura se non è in grado di dare un segnale già nella prossima legge di stabilità? Siamo arrivati a un punto di non ritorno”.
Ce ne torniamo a casa convinti che la politica non ha dato risposte soddisfacenti. “La sensazione è che non abbiano capito la domanda - dice De Palo - «Non ci sono soldi» è la risposta sbagliata. La domanda è molto più radicale: Avete capito che fra un po’ salta tutto?”.
Con questi esiti sale lo sconforto: “Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai”? Il Forum invece continua a crederci: assicura un pressing asfissiante fino alla prossima legge di stabilità e successivamente la convocazione di tutte le forze politiche intorno a un tavolo invitandole a fare un patto per la famiglia.



