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Gentiloni: "Il Governo continua a governare"
“L’Italia non si mette in pausa. Il governo si affida alle decisioni del Presidente della Repubblica” ma “ non tirerà i remi in barca”, ha detto il premier in occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno.
“L’Italia non si mette in pausa. Il governo si affida alle decisioni del Presidente della Repubblica” ma “ non tirerà i remi in barca”. “Nei limiti indicati dalla Costituzione, dalle leggi e dalla prassi, il governo governerà”. È questo il messaggio che il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha voluto lanciare al termine del suo intervento nella tradizionale conferenza stampa di fine anno – e stavolta anche di fine legislatura – che si è svolta nell’aula dei gruppi parlamentari alla Camera. Il premier, più volte sollecitato dalle domande dei giornalisti su scioglimento del Parlamento e data delle elezioni, è stato attentissimo a non invadere le competenze del presidente della Repubblica, invitando piuttosto ad avere il massimo rispetto per il suo ruolo istituzionale. “L’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopo guerra – ha detto Gentiloni – e il merito principale va alle famiglie, alle imprese, a chi lavora, a chi studia, a chi si prende cura delle persone. Non dilapidare questi sforzi è il primo impegno della prossima legislatura”. Il governo, dal canto suo, “non ha tirato a campare, ha fatto pochi annunci, ma non ha preso poche decisioni”. Per quanto riguarda la campagna elettorale che sta per aprirsi anche ufficialmente, il premier ha affermato che “c’è un interesse generale del Paese a che siano limitati per quanto possibile la diffusione di paure, la promozione di illusioni e il dilettantismo”. “I problemi dell’instabilità politica non sono una malattia esclusiva dell’Italia – ha aggiunto Gentiloni guardando al resto d’Europa – ma vanno affrontati con serietà e competenza”.
Nei rapporti tra Chiesa e Stato “faccio fatica a vedere le dissonanze”. “Registro una delusione, che condivido”, quella per la mancata approvazione della legge sullo ius soli, e “una posizione differente sul biotestamento”, peraltro con “un atteggiamento di grande rispetto per le decisioni del Parlamento”. Così si è espresso il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno, rispondendo alla domanda di un giornalista. “Su tutto – ha aggiunto – domina la straordinaria fonte d’ispirazione che Papa Francesco rappresenta
anche per un governo laico com’è quello della Repubblica italiana”. Gentiloni ha citato in particolare il discorso del Papa per il 60° anniversario dei Trattati di Roma, “un discorso che consiglio a tutti di leggere”, ha sottolineato. Quindi “da parte nostra – ha osservato ancora – non c’è stata soltanto una collaborazione tra due entità, com’è ovvio”, ma anche “un motivo d’ispirazione”.



