Quello italiano è stato un “cammino esemplare della nascita di una democrazia”. Lo ha spiegato, recentemente,...
Il vescovo Michele nominato presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace
Il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, è stato eletto, nel pomeriggio del 26 maggio, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Conferenza episcopale italiana (Cei). L’elezione è avvenuta nel corso dell’Assemblea generale della Cei, svoltasi in settimana a Roma. Mons. Tomasi era membro della Commissione dal 2021, ed era poi stato nominato segretario. Nello stesso giorno, l’Assemblea ha provveduto alla nomina del vicepresidente per il Nord (mons. Gianmarco Busca, vescovo di Mantova), del Consiglio per gli affari economici e dei presidenti delle Commissioni (in tutto 12). L’elenco completo delle nomine è visibile sul sito del nostro settimanale.
L’assemblea aveva preso il via lunedì, con l’introduzione del presidente, il cardinale Matteo Maria Zuppi, il quale ha definito “un dono prezioso” l’enciclica Magnifica humanitas di Leone XIV. Quindi, un forte appello: “È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte”.
Ha proseguito il card. Zuppi: “E’ importante rilanciare l’azione degli Organismi internazionali per porre fine alla spirale della violenza, che stringe sempre più forte la sua morsa in tanti contesti del mondo, spesso noti come l’Ucraina e il Medio Oriente, la Terra Santa, spesso meno noti e, per questo, colpevolmente dimenticati”.
“Il nostro Paese conosce tante solitudini”, il ritratto dell’Italia: “Ci sono anziani che non aspettano più nessuno, giovani che faticano a immaginare il futuro, famiglie appesantite da ritmi e precarietà, adulti che portano in silenzio fallimenti e paure, fragili chiusi in un mondo in cui non sono padroni di sé stessi, poveri che diventano invisibili perché disturbano poco. “Anche le nostre comunità ecclesiali possono essere attraversate da stanchezza, frammentazione, incomprensioni”. “Costruire comunità non è un’operazione di marketing pastorale”, ha spiegato citando, tra gli altri fronti di impegno, “il cammino di promozione della tutela dei minori contro ogni forma di abuso”. “Una Chiesa adulta non nasconde le proprie ombre”, ha affermato Zuppi: “La comunità cristiana non è il luogo dei perfetti”.
“Per le riforme che riguardano l’architettura fondamentale della vita del Paese, è necessario un clima costituente, capace di coinvolgere il più possibile le forze politiche e la società civile”, l’invito a partire dal recente referendum sulla giustizia: “Quale giustizia vogliamo costruire? Una giustizia credibile ha bisogno di tempi ragionevoli, decisioni prevedibili, norme chiare, istituzioni rispettate e persone responsabili”.
“I giovani non possono essere descritti soltanto come violenti o smarriti. Accanto a chi si perde nella brutalità, esistono ragazzi capaci di una maturità straordinaria”, il riferimento ai recenti, tragici fatti di cronaca che hanno coinvolto il mondo giovanile.
Sul piano pastorale, Zuppi ha ribadito che la sinodalità “non riguarda solo alcune procedure”: “la riforma dei nostri processi decisionali è una responsabilità ecclesiale”, per “rendere più conforme le nostre strutture al cammino che abbiamo intrapreso”, all’insegna della collegialità. Oggetto dell’Assemblea, dunque saranno alcuni “nodi decisivi”: “l’annuncio del Vangelo, l’iniziazione cristiana, l’istituzione strutturata dei Consigli pastorali, la corresponsabilità e la trasparenza nella gestione economica diocesana, un processo di verifica e revisione dello Statuto e del Regolamento della Cei”. (M.M.N.)



