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Padre Piccolo e il "puzzle" del discernimento

Si chiama “Testa o Cuore” ed è un agile manuale per approcciarsi a quella che l’autore definisce “l’arte del discernimento”. L’autore in questione è Gaetano Piccolo, padre gesuita e docente di Filosofia teoretica all’Università Gregoriana di Roma, venerdì 9 novembre a Treviso, in occasione della presentazione della sua ultima opera.

Si chiama “Testa o Cuore” ed è un agile manuale per approcciarsi a quella che l’autore definisce “l’arte del discernimento”. L’autore in questione è Gaetano Piccolo, padre gesuita e docente di Filosofia teoretica all’Università Gregoriana di Roma, venerdì 9 novembre a Treviso, in occasione della presentazione della sua ultima opera, un successo da oltre diecimila copie. Cornice dell’iniziativa, moderata da don Stefano Didoné e promossa dalla libreria Paoline, dalla Cappellania universitaria Oasi S. Bertilla e da #31Centro, la gremita sala dell’oratorio della parrocchia del Duomo, fresco di restauro e di inaugurazione, assieme all’attigua aula studio a disposizione degli studenti.
Piccolo, nella sua relazione, ha contestato l’affermazione comune che vuole confinare il discernimento fra le pratiche pensate per chi dispone di molto tempo per riflettere e quindi poco praticabili nella quotidiana frenesia. Pensa ad un discernimento come metodo, come stile che caratterizzi le scelte di tutti i giorni, anche sulla base della situazione contingente: “Noi abbiamo la responsabilità di scegliere. Per farlo dobbiamo disporre di elementi, di tessere del puzzle per distinguere il grano dalla zizzania, per distinguere chiaramente cosa è bene e cosa non lo è. E per fare questo ci occorre tempo, ma a un certo punto, anche se non ho tutti i tasselli, devo assumermi la responsabilità di scegliere sul quadro più o meno chiaro di cui dispongo: forse l’ultima tessera non la troverò mai, ma non posso correre il rischio di procrastinare”. Il gesuita ha esortato ad “essere consapevoli di cosa si muove dentro di noi in vista di operare delle scelte” meditando sulla differenza fra emozioni e sentimenti e richiamando il valore del saper operare questa distinzione nel quotidiano, ad esempio in un rapporto di coppia: “Le emozioni sono spontanee e non controllabili. Se mi faccio un’opinione, se ragiono su un’emozione, se faccio discernimento, questa diventa sentimento. Molte scelte sbagliate sono fondate su emozioni e non su sentimenti”. Quindi il monito: “Non assumete decisioni nel tempo della desolazione, sulla scia di emozioni, e non cambiate quelle prese in serenità”.

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