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Ucid: imprenditori cristiani impegnati a far crescere aziende e comunità

Il neopresidente Francesco Botter racconta l'Ucid, l'Unione cristiana imprenditori e dirigenti e i suoi scopi

Si possono coniugare impresa, business e fedeltà ai valori cristiani? Secondo Francesco Botter, presidente dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) di Treviso, non solo è possibile, ma è positivo sia per la comunità che per l’impresa. Sposato con Dalia, trevigiano della parrocchia di Fiera, dove gestisce l’azienza di famiglia con la sorella Paola, Botter, 44 anni, ex allievo del collegio Pio X, è stato eletto lo scorso febbraio, dopo l’improvvisa scomparsa dell’ing. Enrico Bettiol, che l’aveva invitato anni fa a frequentare l’associazione. “Lo spirito di questa realtà mi è piaciuto da subito - racconta Botter - e così ho accettato di mettermi a disposizione. Desidero restituire all’associazione un ruolo di catalizzatore per tutti quegli uomini con un ruolo di responsabilità che non si arrendono alle logiche dell’affarismo miope, dell’egoismo, dello spreco, ma orientano la propria attività al rispetto della persona, delle risorse, delle regole, al valore delle relazioni”.
Nata a livello nazionale nel 1947, presso l’Università del Sacro Cuore come federazione di gruppi regionali, i promotori dell’Ucid furono il card. Schuster di Milano ed il card. Siri di Genova che con grande spirito profetico vollero dare un contenuto morale cristiano alla rinascita del nostro Paese all’indomani delle devastazioni belliche. L’Ucid trevigiana nasce di lì a poco grazie anche all’ing. Aldo Tognana, ancora oggi presidente onorario. Dell’Ucid fanno parte imprenditori, dirigenti pubblici e privati, liberi professionisti, artigiani, commercianti e docenti universitari
“I nostri principi ispiratori, basati sulla Dottrina sociale della Chiesa - spiega il presidente -, sono la centralità della persona umana, in particolare nella promozione e crescita dei rapporti di lavoro; l’utilizzo dei beni della terra in modo etico, nel rispetto delle esigenze delle generazioni presenti e future, in continuazione con l’opera del Creatore; l’esercizio sano dell’impresa e della professione, in modo da mettere a frutto i talenti affidati a ciascuno; e poi il progresso economico e sociale di tutti gli operatori che vengono in contatto con l’impresa, favorendo la distribuzione del reddito, la divulgazione della cultura, il rispetto delle leggi, la solidarietà, la collaborazione con le istituzioni; infine, anche se non ultima, la diffusione del Vangelo e dei valori cristiani nell’impresa, nella famiglia e nella società”.
Scopo dell’associazione, inserita nella Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, è soprattutto la formazione cristiana degli iscritti. Per questo, qualche tempo fa l’Ucid trevigiana si è ritrovata per un pomeriggio di spiritualità con il monaco camaldolese don Firmino Bianchin, e ogni anno si incontra a Natale e a Pasqua con i vescovi delle due diocesi. Numerose sono poi durante l’anno le occasioni di confronto.
“Pur con i nostri limiti, e con le fatiche che ci impongono la crisi e la situazione in cui lavoriamo - concorrenza e regole diverse all’interno del mercato globale -, cerchiamo di far crescere le nostre imprese come delle comunità, un modello che i veneti hanno incarnato in modo forte, visto che nelle nostre aziende spesso lavora tutta la famiglia, fianco a fianco con i dipendenti, che per noi sono volti, non numeri”. E’ anche la storia dell’azienda LB Botter, un centro vendita, assistenza e riparazione di apparecchiature elettromeccaniche, con 10 dipendenti, nato nel dopoguerra con il papà e gli zii di Francesco ed oggi passato alla seconda generazione. “Fondamentale resta la testimonianza personale, la corenza di vita - conclude Botter - anche nell’essere imprenditori. Diceva S. Agostino «Sono tempi difficili, dicono gli uomini, viviamo bene ed i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi»”.

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