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VERSO LA GIORNATA DEL SEMINARIO/3 La famiglia: "Un dono averli come vicini di casa"

Le attese di una famiglia di Cendon dopo l'arrivo della Comunità vocazionale

22/11/2018

“Ma ora che i padri se ne vanno, chi verrà ad abitare nella loro casetta? Chi suonerà le campane? Ah, ma allora non andremo più a Messa?” le domane tanto innocenti, quanto a modo loro pertinenti, dei nostri bimbi di 4, 6 e 7 anni sono partite come una raffica non appena abbiamo loro spiegato che dovevano salutare padre Alvise, Giancarlo, Vitale e Federico, perché sarebbero andati a vivere in un’altra città.
Questi cambiamenti sono sempre un po’ difficili da comprendere e accogliere, anche nelle nostre menti di cristiani adulti: vi lascio immaginare quanta creatività serva per fornire risposte adeguate ad una squadra di bimbi iper-curiosi! Ma spesso cambiare punto di vista, e mettersi a guardare il mondo “con gli occhi trasparenti dei bambini”, è il miglior esercizio che si possa fare per vedere i fatti da un’altra luce e prospettiva.
La luce che ci ha sorpreso maggiormente è stata quella dei loro sorrisi quando abbiamo raccontato che, a vivere nella canonica in riva al Sile, sarebbero arrivati dei giovani che stavano imparando a conoscere più da vicino Gesù. “Ma sono gli amici di Samuele!” ci hanno subito risposto con gioia, ricordando il simpaticissimo seminarista che abbiamo avuto la fortuna di ospitare in casa nostra durante l’esperienza Siloe di quest’anno. “Ma potremmo andare a giocare con loro?”. Non abbiamo risposto, ma nei nostri cuori ci auguriamo di sì.
Come affrontiamo queste domande in famiglia con i nostri tre figli? Come coppia cristiana e come genitori ci siamo più volte interrogati sul tema e abbiamo letto questo dono alla nostra comunità di Cendon come un’opportunità stupenda per tanti gruppi e famiglie del territorio.
Infatti la vicinanza “abitativa” con questi giovani che stanno vivendo un periodo di discernimento fuori dalle mura del Seminario, spesso concepite come “invalicabili” da noi laici, può essere un’occasione per sensibilizzare ancora di più – o per la prima volta – i cuori di bambini, adolescenti, ragazzi, adulti e genitori al tema della vocazione.
Ci auguriamo che la presenza di questa Comunità Vocazionale sia non solo residenziale, ma viva e ricca di momenti di condivisione e scambio di esperienze quotidiane: sarebbe un vero peccato avere dei vicini di casa così speciali, senza sapere nulla di loro! Li aspettiamo quindi per le strade del paese, nei campetti da gioco, lungo il Sile per passeggiare e chiacchierare con noi… ma soprattutto per parlare e rispondere alle domande dei nostri bambini. (Franco e Sara Caldato)

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