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Vescovi a confronto sulla trasmissione della fede

I vescovi si sono riuniti a Roma dal 21 al 23 settembre per la sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente, guidata dal cardinale Zuppi

La responsabilità di trasmettere la fede oggi ha orientato il confronto dei vescovi riuniti a Roma dal 21 al 23 settembre per la sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente, guidata dal card. Matteo Zuppi, presidente della Cei. È quanto si legge nel comunicato finale. In apertura, il cardinale ha ricordato l’invito rivolto da papa Leone XIV all’Assemblea generale di maggio, a essere comunità “più libere di annunciare Cristo”. Occorre interrogarsi su come la fede si trasmetta nel contesto odierno, sottolineano i vescovi, considerando che la domanda riguarda anche chi vive assiduamente la vita ecclesiale. L’annuncio “non può essere mai astratto, ma capace di vicinanza e ascolto”, alimentato dalla Parola, dalla preghiera e dall’Eucaristia: diventano allora fondamentali la formazione del popolo di Dio, a partire dagli adulti, e una rinnovata cura dell’iniziazione cristiana. Accento anche sul valore del pensiero critico, nel ricordo del card. Camillo Ruini, scomparso lo scorso giugno, e della sua idea di una fede pensata e vissuta, e sul 50° anniversario del convegno ecclesiale “Evangelizzazione e promozione umana”: spetta in particolare ai laici “portare il pensiero cristiano negli ambienti dove si formano le coscienze e si decide per la collettività”.

Il Consiglio ha deciso di avviare un percorso per individuare i criteri di una possibile riforma dello Statuto della Cei. La decisione si inserisce nel percorso di ricezione del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, con i diversi documenti che indicano la necessità di riformare le “strutture” della Chiesa “perché siano più funzionali alla sua missione”. Nello stesso quadro, i vescovi hanno condiviso percorso, finalità e tempistiche delle Assemblee sinodali del 2027-2028: la prima tappa coinvolgerà le Chiese locali, chiamate a un lavoro di verifica e discernimento sulla recezione delle pratiche sinodali, in vista dell’appuntamento ecclesiale nazionale del 2028.

Sarà un’esperienza “di pellegrinaggio, preghiera e fraternità sacerdotale” l’incontro del clero italiano con papa Leone, in programma a Roma l’11 e il 12 dicembre. Un’attenzione particolare, spiegano i vescovi, è stata riservata alla vita dei sacerdoti e alle fatiche che accompagnano il loro ministero: occorre sostenerli perché possano ritrovare, “nell’incontro personale con Cristo, la gioia della vocazione e del servizio”. La fraternità presbiterale e la corresponsabilità con i laici sono indicate come “dimensioni essenziali per accompagnare le persone e costruire comunità vive”, insieme all’importanza di proseguire l’ascolto dei sacerdoti attraverso gli organismi di partecipazione e i momenti di confronto diocesani e regionali.

I vescovi ribadiscono “l’urgenza di una pace disarmata e disarmante, che interpella le coscienze e chiede un impegno concreto per contrastare le ingiustizie, fermare la violenza e percorrere con determinazione le vie del dialogo”. In questa prospettiva assumono un significato particolare l’8° centenario del transito di san Francesco e il 40° anniversario dell’incontro interreligioso di Assisi del 1986, che “ha mostrato la forza del dialogo e il contributo delle religioni alla costruzione della pace”. Alla responsabilità verso il mondo si affianca quella verso le nuove generazioni: il Consiglio si è soffermato sulla responsabilità educativa di famiglie, scuola e comunità cristiane e sulla necessità di offrire ai giovani “adulti capaci di ascoltarli, accompagnarli nella ricerca della verità e sostenerli nel maturare scelte consapevoli”.

Nel ribadire la contrarietà all’eutanasia e al suicidio assistito, i vescovi italiani sottolineano “la distinzione tra il rifiuto dell’accanimento terapeutico e l’intenzione di procurare la morte”: la dignità della persona “chiede accompagnamento, sollievo dalla sofferenza, sostegno alle famiglie, perché nessuno sia lasciato solo o si senta un peso”. Il confronto sul fine vita, spiegano i vescovi, ha posto al centro “un impegno culturale e formativo capace di affrontarne la complessità e di promuovere la cura della persona”. Il Consiglio ha insistito sulla conoscenza e la diffusione delle cure palliative e della terapia del dolore “anche dentro le comunità cristiane”. È stata, inoltre, rilevata l’urgenza di approfondire, alla luce della fede, le questioni poste dalle trasformazioni che la tecnica introduce “nel nascere e nel morire”, nella certezza che la formazione delle coscienze e il dialogo con il mondo della sanità e con le istituzioni “possono contribuire a un confronto pubblico più consapevole e alla diffusione di una cultura della cura”. Il tema è tornato al centro del dibattito pubblico dopo l’approvazione, il 2 settembre, della legge regionale del Veneto sul suicidio medicalmente assistito, quarta Regione a legiferare in materia dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.

“Unum corpus, multi sumus. L’Eucaristia segno di unità e fermento di pace”: è il tema del XXVIII Congresso eucaristico nazionale, in programma a Orvieto dal 23 al 26 settembre 2027, approvato dal Consiglio. Il Consiglio ha nominato i membri delle 12 Commissioni episcopali della Cei per il quinquennio 2026-2031, i cui presidenti erano stati eletti dall’Assemblea generale di maggio. Alla guida di due Commissioni, i vescovi di Treviso e di Vittorio Veneto: mons. Michele Tomasi (Problemi sociali e lavoro, giustizia e pace) e mons. Riccardo Battocchio (Dottrina della fede, annuncio e catechesi).

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