Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Decreto bollette e bonus energia, la soddisfazione di famiglie e artigiani
Il Forum delle associazioni familiari “è molto soddisfatto per i nuovi stanziamenti per il bonus energia. In una fase in cui il potere di acquisto delle retribuzioni è compromesso, questo intervento diventa significativo”, afferma il presidente nazionale, il trevigiano Adriano Bordignon. Il decreto rafforza il bonus sociale per l’energia elettrica con uno sconto aggiuntivo di 115 euro annui per le famiglie vulnerabili con Isee fino a 10.000 euro, che si aggiunge ai 200 euro già previsti, portando il totale a 315 euro. Si tratta però di un Isee ancora molto basso. Il decreto prevede inoltre la possibilità per i fornitori di offrire uno sconto volontario di almeno 60 euro annui ai consumatori con Isee fino a 25.000 euro che non accedono al bonus sociale. “Ci auspichiamo un’adesione massiccia dei fornitori - prosegue Bordignon -. Pur riconoscendo l’importanza delle risorse stanziate, come Forum chiediamo una revisione strutturale: da anni denunciamo che gli scaglioni di accesso e il valore del bonus non rispecchiano le esigenze delle famiglie bisognose, in particolare quelle numerose. Il numero di figli ha una incidenza diretta sull’aumento dei consumi energetici ed è strettamente correlato al rischio di povertà. Chiediamo quindi una revisione delle soglie Isee e dell’importo del bonus. Oggi per accedere è richiesto un Isee massimo di 9.796 euro o, per le famiglie con almeno quattro figli, di 20.000 euro, equiparando di fatto un single a una famiglia con tre figli. È necessario garantire una piena progressività delle soglie di accesso in base al numero dei figli e proporzionare meglio anche l’importo del bonus, applicando ai bonus energia e gas lo stesso criterio già adottato per il bonus idrico”.
«Apprezziamo l’impegno del Governo per la riduzione degli oneri di sistema a carico degli artigiani e delle piccole imprese, con risorse immediatamente disponibili». È il commento del presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto, al Decreto Bollette approvato dal Consiglio dei Ministri.
«È stata colta – prosegue Boschetto – la nostra preoccupazione per gli alti costi energetici che gravano su micro e piccole imprese e la sollecitazione a diminuire fin da quest’anno un peso iniquo che compromette la competitività del nostro sistema produttivo. Attendiamo ora di conoscere nel dettaglio i meccanismi applicativi del provvedimento, perché l’efficacia concreta delle misure dipenderà dalle modalità di utilizzo delle risorse».
Secondo le stime di Confartigianato, infatti, il beneficio varierà sensibilmente a seconda della gestione del gettito atteso: «Se le risorse fossero utilizzate anno per anno – spiega Boschetto – la riduzione si attesterebbe intorno ai 3 euro per megawattora, se invece si impiegasse nell’immediato l’intero miliardo previsto dall’aumento Irap in tre anni, salvo recupero attraverso gli oneri futuri, l’abbassamento potrebbe arrivare a circa 8 euro per MWh. Una differenza tutt’altro che marginale per chi lavora con margini sempre più compressi».
Resta invece critico il giudizio sul meccanismo di fuoriuscita volontaria dagli incentivi del “Conto Energia” con obbligo di repowering dal 2028: «Una misura che rischia di generare extracosti per il sistema stimabili in circa 3 miliardi di euro in dieci anni. La norma rischia di sprecare risorse che potrebbero essere destinate ad altre forme di transizione energetica più urgenti o meno costose.Il tema è particolarmente rilevante per il Veneto. Nel 2024 le micro e piccole imprese italiane hanno pagato 8,8 miliardi di euro per l’elettricità, con 1,6 miliardi in più rispetto alla media europea. Il Veneto è la seconda regione più penalizzata, con 231 milioni di euro di extracosti rispetto alla media UE, subito dopo la Lombardia (443 milioni). Questi dati sono stati al centro della 21ª edizione della convention “Energies and Transition Confartigianato High School” di Cagliari dove è emerso come il prezzo medio dell’elettricità per le micro e piccole imprese italiane si attesti a 28 centesimi di euro per kWh, superiore del 22,5% rispetto alla media UE. A pesare è soprattutto il prelievo fiscale e parafiscale, più che doppio (+117,4%) rispetto all’Unione Europea.
«La strada maestra – sottolinea Boschetto – è spostare almeno una parte del finanziamento degli oneri generali fuori dalla bolletta, per rendere il meccanismo più equo e trasparente utilizzando risorse alternative come, ad esempio, i proventi delle aste CO₂, come più volte segnalato anche da Confartigianato Imprese».



