Quello italiano è stato un “cammino esemplare della nascita di una democrazia”. Lo ha spiegato, recentemente,...
In poche ore due morti sul lavoro nel trevigiano
Sono due le morti bianche di queste ultime ore, solo nella nostra diocesi: lunedì 8 giugno sono morti George Alexandrescu, 45enne di Campo San Martino al lavoro come operaio in un cantiere di Castello di Godego, e Stefano Minella, 37enne di Casella d’Asolo, saldatore della Tecnoproject di Riese. Alexandrescu è stato colto da un malore mentre si trovava sul tetto di un capannone in via Asiago per dei lavori di copertura e, nonostante i soccorsi tempestivi, l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero. Minella invece è stato coinvolto in un incidente stradale mentre si recava al lavoro: l’impatto, violentissimo, contro un furgone a soli 50 metri dall’ingresso della sede di lavoro non gli ha lasciato scampo.
Due casi, due lavoratori che tornano cronicamente a far parlare di sicurezza sul lavoro e sui tragitti casa-lavoro. Immediate le risposte dei sindacati, tra manifestazioni di cordoglio e vicinanza alle famiglie, e parole di denuncia.
“La salute e la sicurezza non possono essere considerate un costo, ma devono rappresentare una priorità assoluta per imprese, istituzioni e sistema dei controlli - ha sottolineato Sara Pasqualin, segretaria generale della Cgil di Treviso -. Di fronte all’aumento dei rischi legati alle temperature elevate non bastano richiami formali agli obblighi di legge: servono interventi concreti, dispositivi adeguati, controlli efficaci e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti”.
Così Francesco Orrù, segretario generale della Cisl Belluno Treviso: “Ogni incidente mortale lascia una ferita profonda nelle comunità e richiama tutti alle proprie responsabilità. Garantire un ambiente di lavoro salubre e sicuro non può essere considerato un costo o un adempimento burocratico: deve diventare un valore condiviso, presente in ogni azienda, in ogni cantiere e in ogni luogo di lavoro. Solo così sarà possibile ridurre davvero il numero di infortuni e impedire che altri lavoratori e altre famiglie siano costrette a pagare un prezzo così alto”.
I dati parlano chiaro. Secondo la Cisl Belluno Treviso, nei primi quattro mesi del 2026 le vittime in provincia di Treviso sono state 5, sulle 36 complessive registrate nella regione. Nello stesso periodo del 2025 si era verificato un solo decesso. In crescita anche le denunce di infortunio: 4.400 tra gennaio e aprile, contro le 4.210 dello stesso periodo dello scorso anno. Preoccupante anche il dato relativo agli infortuni in itinere, aumentati a livello regionale del 70% rispetto ai primi quattro mesi del 2025.



