martedì, 28 luglio 2026
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L’alimentare artigiano ai primi posti in Veneto, ma manca personale

Le imprese artigiane dell’alimentare danno lavoro a 5.298 addetti, il 18,8% dell’intero comparto veneto, con Treviso al secondo posto per province.

La Marca Trevigiana ai primi posti in Veneto per imprese artigiane nel settore alimentare. Sono 1.081, pari al 17,9% dell’intero comparto artigiano, dato che colloca la provincia al terzo posto in Veneto. Un settore che “tiene” visto il calo marginale dello 0,3% contro una media regionale del meno 1,1%. Le imprese artigiane dell’alimentare danno lavoro a 5.298 addetti, il 18,8% dell’intero comparto veneto, con Treviso al secondo posto per province.

“L’alimentare artigiano - spiega Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - rappresenta un settore che ben testimonia la capacità di rispettare la tradizione di qualità e unicità, reinterpretandola nella contemporaneità. Le imprese artigiane da tempo hanno fatto della sostenibilità la loro visione”.

A fare la parte del leone il cibo da asporto, con 353 imprese registrate e una crescita del 3,2%. A seguire gelatieri e pasticcieri, con 303 imprese e un più 2,4%, dato che pone la Marca Trevigiana al secondo posto in Veneto. Al terzo posto ci sono i 225 panificatori, con una flessione del meno 3,8%.

La componente artigiana è molto forte nei vari ambiti dell’alimentare. Al primo posto nella Marca Trevigiana i cioccolatieri artigiani (85,7% del settore), seguiti da gelatieri e pasticcieri (60,5%), panificatori (50,6%), cibi per asporto (50,1%), birrifici (38,2%), caseari (12,9%), pastai (8,4%), molitori (4,9%), lavorazione carni (4,3%), alimentari vari (2,4%) e ristorazione (0,4%).

Sulle 28.208 aziende venete dell’alimentare, in media il 10% nella Marca Trevigiana è artigiana, secondo miglior dato provinciale, contro una media regionale dell’8,1%.

“Il sistema produttivo della Marca Trevigiana - sottolinea il presidente Armando Sartori - e in particolare quello legato ai prodotti alimentari, presenta un deciso carattere glocal, associando una elevata penetrazione sui mercati esteri a una domanda interna con una elevata propensione all’acquisto di prodotti a chilometri zero. Tuttavia, anche questo ambito soffre la carenza di manodopera specializzata. In particolare, panettieri e pastai, due professioni tipiche dell’artigianato, sono quelle più difficili da trovare, succede nel 60,6% dei casi”.

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