Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
XXV Domenica del Tempo ordinario. La logica poco “economica” del Regno
“La giustizia è dare a ciascuno il suo”. Siamo tutti d’accordo con questa antica definizione di giustizia che attribuisce a ciascuno ciò che è necessario alle sue esigenze, nel rispetto di ciò che ognuno vive.
Il Vangelo che ascolteremo in questa domenica, invece, sembra proprio contraddire questa affermazione! Nella parabola del padrone che esce in ore diverse a cercare dei lavoratori per la sua vigna, gli operai che hanno lavorato più ore sono pagati come quelli che arrivano a fine giornata!
Se leggiamo bene il testo, però, ci accorgiamo che, in fin dei conti, Gesù ci chiede di andare più in là della giustizia umana.
In questa domenica concludiamo l’ascolto del “discorso sulla comunità”, uno dei cinque grandi discorsi con cui Matteo scrive il suo Vangelo, che ci accompagna da due domeniche. Ci troviamo al capitolo 20 che inizia proprio con questa parabola. Essa sembra essere la prosecuzione della risposta di Gesù alla domanda di Pietro: “Noi (a differenza del giovane ricco) abbiamo lasciato tutto e ti seguiamo... cosa ne avremo in cambio?”. Come domenica scorsa, ritroviamo un Pietro che calcola, che chiede “cosa e quanto”... Gesù dà una risposta “quantitativa”, ma dice anche: «Molti degli ultimi saranno primi e i primi, ultimi», frase che troviamo anche a conclusione della parabola di questa domenica. Gesù vuole capovolgere la nostra logica e ci invita a cambiare sguardo, a non fare calcoli, a essere generosi.
La scena che Gesù presenta doveva essere normale nel contesto agricolo della Palestina del suo tempo: gruppi di lavoratori sono presi a giornata in una vigna. Quello che forse non è tanto normale è che sia il padrone stesso a cercare questi operai e a uscire a tutte le ore della giornata, anche quando è proprio inutile perché è tardi. Il momento della paga, poi, è ancora più strano: gli ultimi lavoratori assunti sono pagati per primi... e i primi ricevono la stessa paga degli ultimi! Di fronte a questa “ingiustizia”, chi di noi non avrebbe reagito come i lavoratori della prima ora, aspettandosi un trattamento migliore? Secondo la nostra logica sarebbe stato “giusto” pagare di più coloro che hanno lavorato di più.
Gesù, però, non ci vuole proporre un “corso per imprenditori” o stabilire un nuovo diritto del lavoro. Ce lo dice fin dall’inizio: «Il regno dei cieli è simile a un padrone...». Ecco l’obiettivo di Gesù: raccontarci la logica del regno dei cieli, dirci secondo quale prospettiva Dio agisce, rivelarci la bontà di Dio e invitare anche noi a viverla.
Il vero messaggio della parabola, allora, riguarda le relazioni. Dio, come il padrone della vigna, è buono e desidera stare in relazione con noi non attraverso un “contratto di lavoro”, ma con l’amore, la bontà, la generosità. Al tempo stesso, chiede anche a noi di guardare ai fratelli e alle sorelle, magari “operai dell’ultima ora”, non con invidia, ma con lo stesso sguardo di bontà. Del resto, potremmo essere proprio noi quell’operaio dell’ultima ora... e possiamo leggere la nostra vita come una continua chiamata di Dio a “lavorare nella sua vigna”, a coltivare e costruire la fraternità, a compiere il bene anche nelle situazioni più difficili, a vivere in pace con tutti, a gioire dei doni che abbiamo... A volte non rispondiamo subito a queste chiamate di Dio, ma Egli non si stanca di uscire a cercarci lì dove siamo e a invitarci, anche quando sarebbe troppo tardi per la nostra logica.
«Come sei buono, mio Dio, ami tutti gli uomini come un padre molto tenero ama tutti i suoi figli; e vuoi veder regnare tra loro gli stessi sentimenti, la stessa pace, lo stesso affetto, la stessa concordia, la stessa condiscendenza che un tenero padre vuol vedere tra i suoi figli...». Come ci suggerisce san Charles de Foucauld in una meditazione sui Vangeli, Dio è giusto perché ama, desidera il bene per tutti e ci chiama ad imitare la sua bontà... accogliamo il suo invito!
sorella Marilisa Orlando
Discepole del Vangelo - Viviers



