Dei tanti messaggi di congratulazioni che mi sono arrivati in questi giorni, porto nel cuore, in particolare,...
Il Giro d’Italia per la pace arriva nel territorio di Treviso
Sabato 19 settembre farà tappa a Treviso il Giro d'Italia per la Pace, il cammino itinerante che sta attraversando centinaia di comuni italiani. L'iniziativa è promossa dal Coordinamento nazionale degli enti locali per la Pace e i Diritti Umani, dalla Rete nazionale delle Scuole di Pace, dalla Rete delle Università per la Pace e dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace.
“A Treviso l’organizzazione di questa tappa ha incontrato il sostegno di molte associazioni e dell’Amministrazione comunale”, spiega Caterina Dozzo, tra i giovani organizzatori. “La tappa trevigiana parte da un percorso iniziato due anni per chiedere lo stop ai conflitti (come a Gaza e in Ucraina), fermare la corsa al riarmo e investire sulla cura della vita e del pianeta, e come conseguenza dell’adesione del Comune di Treviso alla Marcia PerugiAssisi dello scorso anno, partecipando con una delegazione ufficiale.”
Questa collaborazione inedita tra l’Amministrazione e circa una quarantina di associazioni si è attivata negli ultimi anni portando il Consiglio comunale ad adottare all’unanimità una mozione, nel mese di luglio, per l’ingresso nel Coordinamento nazionale degli enti locali per la Pace e i Diritti Umani.
Giovani protagonisti
Sulla valenza dell'appuntamento, Dozzo evidenzia come “l’evento vedrà la partecipazione delle scuole della città, protagoniste di un grande momento collettivo di riflessione civile rivolto alle giovani generazioni. Nel pomeriggio, inoltre, adulti, associazioni, gruppi e realtà ecclesiali si confronteranno all'interno di 5 laboratori di pace sparsi nel territorio comunale, per poi incamminarsi insieme verso Piazza Borsa.”
Riflettendo sul rinnovato impegno giovanile, aggiunge: “Come giovani, consapevoli del momento storico che stiamo vivendo, abbiamo sentito di nuovo la forte esigenza di posizionarci per la pace e di capire come poterla costruire nella nostra città. Negli ultimi due anni, anche a causa della situazione in Palestina, le piazze si sono riaccese, spingendoci – sia come cittadini che come istituzioni – a ribadire apertamente il nostro 'no' alla guerra e a cercare nuove strade per costruire la pace.”
Un territorio attivo per la pace
Si tratta di una storia che prosegue in un territorio da sempre sensibile ai temi della solidarietà. Basti ricordare le centinaia di giovani che negli anni ’80 e’90 scelsero l’obiezione di coscienza al servizio militare, le manifestazioni in piazza per le guerre nel Golfo e nella ex-Jugoslavia, le cooperative sociali nate a sostegno dei più fragili e la rete civica dei comuni trevigiani per la pace. Il Comune di Treviso e diverse realtà locali hanno partecipato alle edizioni della Marcia per la Pace Perugia-Assisi fin dagli anni Novanta nell'ambito del Coordinamento nazionale, arrivando a ospitare, nell’ottobre2007, il Quarto Forum Internazionale "Colombia Vive!" come appendice alla 7ª Assemblea dell’Onu dei Popoli. Successivamente, con il cambiare delle sensibilità politiche, la partecipazione comunale si è interrotta, fino al rilancio dello scorso anno.
Il viaggio della Lampada della Pace
La giornata del 19 settembre prenderà il via al mattino con un momento dedicato alle scuole: il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, insieme ad alcune classi degli istituti superiori, accoglierà la Lampada della Pace nel complesso di Santa Caterina. Seguiranno letture, brani musicali e testimonianze sui valori della pace, del dialogo e dell’impegno condiviso per un futuro fondato sulla cura reciproca. Alle 12, in Piazza dei Signori, la Lampada verrà consegnata al Consiglio Comunale come segno concreto di presa di responsabilità da parte della città. L’iniziativa si inserisce nel percorso di celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, Patrono d'Italia, simbolo universale di pace, fraternità e cura del creato. La Lampada ne rappresenta il simbolo itinerante: una luce proveniente da Assisi che viaggia di paese in paese per unire le comunità e le scuole.
Dai quartieri al cuore della città
Il programma si articolerà in più fasi con l'obiettivo di “avviare la costruzione di cantieri diffusi di pace nella nostra città che possano farci sentire meno isolati, da ciò che succede nel mondo, partendo dalle scelte che possiamo fare nella nostra quotidianità per un mondo diverso. Tutto parte dalla condivisione, dallo stare insieme, dalla conoscenza reciproca”, rimarca Dozzo. Se la mattina coinvolgerà gli studenti, a partire dalle 15:00 saranno cinque i quartieri coinvolti contemporaneamente - Santa Bona, Sant'Antonino, Fiera, Santa Maria del Sile e Santa Maria del Rovere - con laboratori aperti alla cittadinanza curati dalle associazioni del territorio. Al termine, da ciascun quartiere partirà una marcia per la pace che confluirà nel centro storico: piazza Borsa ospiterà il momento conclusivo tra musica, testimonianze e interventi istituzionali. Sull'atto di camminare insieme, Dozzo sottolinea: “Camminare può sembrare un gesto semplice, eppure racchiude un valore inestimabile: ci permette di riscoprire la bellezza del camminare insieme come fratelli. Riconoscerci compagni di strada per la pace infonde una forza nuova, da trasformare nell'impegno quotidiano di cui oggi c'è estremo bisogno. Abbiamo bisogno di ricostruire una coscienza, una cultura e una politica di pace. Ce lo chiedono a gran voce da Gaza, dall'Ucraina e dal Sudan: oggi siamo qui per dare voce al loro grido.” L’iniziativa, aperta a tutti, si concluderà alle 18,30 con il concerto di Erica Boschiero e dei Do’Storieski.
Verso un cantiere permanente
In merito agli sviluppi futuri, la giovane organizzatrice osserva: “Tra i promotori vi è la prospettiva di creare un cantiere permanente di pace dopo questo appuntamento. Auspichiamo che l’Amministrazione prenda coscienza del grande movimento nato attorno a questo tema e dell’esigenza di spazi di incontro avvertita dalle associazioni. A livello civico sarebbe interessante attivare una delega per le politiche di pace soprattutto per mettersi in relazione anche con altri comuni che sono già impegnate in quest’ambito. Esiste già un coordinamento veneto di amministratori per la pace a cui confidiamo anche Treviso possa unirsi. Sarebbe interessante iniziare un dialogo più ampio anche a livello provinciale.”
In conclusione, nell'auspicare un continuo allargamento della rete, Caterina invita alla partecipazione con un gesto concreto: “Portiamo il 19 settembre anche quell’amico o quell’amica che di solito sono più restii a farsi coinvolgere.”



