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Attentati in Spagna, il vescovo di Vicenza sulla morte di Luca Russo: "Non è possibile diventare strumenti di morte e di odio appellandosi al nome di Dio"

Mons. Pizziol esprime grande dolore per la morte del giovane di Bassano e il parroco della città chiede vicinanza alla famiglia e alla fidanzata

Il vescovo di Vicenza, mons. Beniamino Pizziol, ha appreso “con grande dolore la notizia dell’ennesimo attentato terroristico che ha colpito questa volta la Spagna causando la morte e il ferimento di numerose persone. Il coinvolgimento di due giovani vicentini, appartenenti alla nostra comunità e al nostro territorio, rende lo sgomento davanti a questi fatti ancora più forte, facendoci cogliere in modo purtroppo molto concreto quanto simili gesti siano assurdi, disumani e ingiustificabili”. Lo si legge in un comunicato della diocesi di Vicenza in seguito al riconoscimento della seconda vittima italiana nell’attentato di ieri a Barcellona: si tratta di Luca Russo, 25 anni, originario di Marostica e residente a Bassano del Grappa. “Siamo vicini e solidali verso tutte le famiglie coinvolte – afferma mons. Pizziol – e in modo particolare desidero esprimere tutta la mia vicinanza e assicurare la mia preghiera ai familiari di Luca e di Marta. Dio è in sé stesso bontà, misericordia e pace. Non è possibile diventare strumenti di morte e di odio appellandosi al suo nome. Questa è solo una perversa ideologia di terrore e di morte a cui ciascuno di noi è chiamato a far fronte con un sussulto di umanità e di giustizia, senza rinunciare a credere nella possibile convivenza pacifica e fraterna di culture e fedi religiose diverse”.

“Ancora faccio fatica a riordinare i pensieri. È stata una giornata piena di telefonate, per capire e accertare quello che era successo”. Don Andrea Guglielmi è da pochi mesi parroco del Duomo di Bassano del Grappa ed amministratore parrocchiale della parrocchia di San Leopoldo Mandic, quella in cui viveva Luca Russo, il venticinquenne originario di Marostica deceduto nell’attentato terroristico di Barcellona. “Devo dire che non lo conoscevo – dice al Sir don Andrea –. Io sono qui da pochi mesi e anche Luca veniva da Marostica e abitava da solo. L’ho forse salutato una volta, quando era insieme alla fidanzata Marta, che invece conoscevo molto bene”.
Marta Scomazzon, la fidanzata di Luca rimasta ferita e ora ricoverata in ospedale a Barcellona, è infatti molto impegnata nella sua parrocchia bassanese di san Vito: “Non sono il suo parroco, ma con le parrocchie della città lavoriamo insieme. E in particolare conosco bene Marta perché è educatrice dell’Acr, è molto brava e sensibile nel suo servizio. Oggi ho tenuto i contatti con un cugino di Marta, anch’egli molto impegnato in parrocchia. Anche con il vescovo ci siamo sentiti ed ha espresso tutta la sua vicinanza”.
Certo, continua il sacerdote, “è una notizia che sconvolge, in questo momento mi vengono in mente due preoccupazioni: da una parte, che ci sia prossimità verso i familiari di Luca, verso Marta e i suoi familiari. L’altra è che questo fatto susciti un’ulteriore ondata di contrapposizione verso l’Islam, che sia la religione islamica ad essere incriminata e non il terrorismo. Proprio in momenti come questi dobbiamo creare legami con i fratelli musulmani, a partire dalla nostra città”.

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