È indubbio che la vittoria del No, con oltre 6 punti percentuali di scarto sul Sì, al referendum confermativo...
“La linea sottile... che unisce” di Guglielmo Botter
Il 27 marzo, alle ore 18, il giornalista ed ex direttore di Antenna 3 Veneto, Domenico Basso presenta al pubblico la mostra di disegni intitolata: “La linea sottile... che unisce” di Guglielmo Botter, ospitata nello Spazio Insolito di via Inferiore 53, a Treviso. Questa mostra raccoglie una selezione di disegni delle città che Botter ha visitato negli ultimi quindici anni, dal 2012, quando, dice, è stato costretto ad “emigrare” a causa della crisi economica. Orario di visita: mercoledì, giovedì, venerdì, ore 15-19; sabato e domenica 10-13 e 16-20, ingresso libero. Info www.guglielmobotter.com.
Il significato di questa mostra vuole dare una speranza ai momenti difficili che stiamo attraversando, come spiega in questa nota.
La linea sottile... che unisce!
Sono sempre stato un viaggiatore... Appena ne ho avuto la possibilità, ancora “teenager”, ho ceduto al richiamo della frontiera... ricevendo in eredità, inconsciamente, quello spirito che aveva spinto i miei avi materni ad abbandonare le montagne del Cadore per raggiungere il Nuovo Mondo, a cercar fortuna e cambiar vita.
Dal primo viaggio in solitaria, in Germania, con la mia Vespa Piaggio, a soli 18 anni, alla “scorribande” in Maggiolino Volkswagen in Austria, Yugoslavia, Germania, Repubblica Ceca e Ungheria prima del crollo del Muro di Berlino, fino ai più recenti viaggi in camper in Nord Europa con la mia giovane famiglia e, per ultime, le attraversate oceaniche per fuggire alla crisi economica che si abbattè sul nostro Paese nella prima decade del 2000... La mia vita è stata sempre in movimento.
Ho spesso portato con me l’album da disegno e la fida penna a china - ingredienti dell’ambiente culturale familiare che mi ha cresciuto ed educato al bello - con cui ho colto l’essenza e le peculiarità di decine di città, paesi e comunità... Questi due elementi, il viaggio e il disegno, mi hanno accompagnato fino alla soglia dei sessant’anni, regalandomi esperienze e conoscenze che hanno plasmato e influenzato la mia personalità e, molto probabilmente, anche quella delle mie figlie.
Con il passare degli anni, la consapevolezza che il migrare, seppur momentaneo, fosse fonte di apprendimento, comprensione e assimilazione di altre culture e tradizioni si è resa sempre più chiara.
Soprattutto negli ultimi anni, quando il viaggio da ludico si è trasformato in necessario, a causa del perdurare della crisi economica nel mio paese d’origine, ho lasciato fare al caso e mi sono affidato alla Provvidenza...
Sospesa a tempo indeterminato l’esperienza di architetto, ho ripreso a disegnare, per passione ma anche per mestiere, cogliendo le occasioni che il destino mi offriva di volta in volta.
Ho così errato in lungo e in largo nella costa orientale degli Stati Uniti, cogliendo le sfumature che rendono ancor oggi “diversi” gli americani del nord e del sud. Ho disegnato i monumenti che abbellivano la ex capitale confederata, Richmond, rileggendo i fatti storici della Guerra di Secessione attraverso i documenti originali custoditi nel locale museo. Ho appreso di eventi e tragedie mai scritte sui libri di storia... e ho visto centinaia di bandierine confederate nei cimiteri di guerra. Una bella lezione di vita, dove vincitori e vinti hanno diritto alla pari dignità! La statua equestre del generale Robert Lee, il più famoso e rispettato tra quelli confederati, giganteggiava alla fine della Monument Avenue che attraversa longitudinalmente la città.
Ecco che i miei disegni, realizzati con fini linee di inchiostro di china, esprimono il desiderio di legare luoghi ed esperienze diverse e a volte contrastanti in un bagaglio unico personale che tutto comprende e rispetta. Le città idealmente perdono le loro sfumature di “colore” e si assimilano e uniformano nel segno a china, divenendo pezzi di un unico puzzle, tutte con pari valore e dignità, a creare un mondo dove le differenze e i contrasti diventano patrimonio comune.
È il sentimento che ho provato al mio arrivo a Belgrado, nel 2020, invitato ad esporre i miei schizzi dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ambasciata d’Italia. Conoscevo la Serbia “per sentito dire” e attraverso i notiziari e per questo non aveva mai attratto la mia attenzione, anche per essere stata “punita” dai bombardamenti della Nato nel 1999...
La mia presenza in città come “artist in residence” ha demolito queste premesse e mi sono innamorato di questa capitale, europea a tutti gli effetti, moderna e ospitale con gente dalla cordialità inusitata e dalle tradizioni millenarie. In sostanza Belgrado non era poi come era stata “dipinta” dai mass media!
Da architetto sono rimasto affascinato dall’architettura modernista socialista caratterizzata in gran parte da strutture ad appartamenti dalle dimensioni spettacolari ma ben inserite nel contesto generale con grande attenzione ai particolari costruttivi, all’estetica e agli spazi aperti, tutte caratteristiche spesso sottovalutate e disattese dall’urbanistica del mio paese. L’incontro con la religiosità ortodossa, fin ad allora sconosciuta, ben radicata e viva, ha arricchito ulteriormente la mia esperienza in terra serba.
Un altro prezioso tassello del mio puzzle...
Altri ne avevo raccolti alla fine degli anni ottanta, prima e dopo la caduta del Muro di Berlino. Lo spirito di avventura mi aveva fatto viaggiare negli ex paesi dell’est, dove l’arretratezza della società andava però di pari passo con la dignità, l’orgoglio e l’ospitalità offerta e le cui dissomiglianze sociali e politiche con la nostra Europa non bastavano a giustificare la “cortina di Ferro”.
“Tutto il mondo è paese” potrei confermare secondo il mio bagaglio personale di esperienze...
A questo punto mi vien da pensare che sarebbe auspicabile far viaggiare ancora di più i giovani, non solo i nostri, per far loro scoprire, apprendere e capire che nel mondo c’è spazio per tutti, che ogni popolo è parte del tutto e che, in fin dei conti, anche una semplice linea di inchiostro può unire ogni città e comunità in una ragnatela universale di comprensione e pacifica convivenza.



