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Regione, attacchi sessisti alla consigliera Sambo, la condanna e la solidarietà del mondo politico
“Purtroppo non è la prima volta e non accade solo a me: tantissime donne, soprattutto in politica, subiscono lo stesso trattamento. Essere donna ed esporsi pubblicamente significa ancora, troppo spesso, diventare bersaglio di odio, sessismo e violenza. Mi rivolgerò alle autorità competenti, ma è fondamentale denunciare pubblicamente questi comportamenti per evitare che vengano normalizzati. Questa è violenza”. Lo afferma la consigliera regionale veneziana del Partito democratico Monica Sambo, in seguito a gravi attacchi sessisti ricevuti sui profili social.
Questa violenza, prosegue la consigliera, “finché continuerà a colpire le donne con questa sistematicità, non può essere ignorata né minimizzata. Chi offende deve risponderne. Chi guarda e tace, contribuisce a renderlo accettabile. E questo, semplicemente, non è più tollerabile”.
Molti gli attestati di solidarietà ricevuti da Sambo, a partire dal presidente della Regione, Alberto Stefani: “Esprimo la mia più ferma e inequivocabile condanna per gli insulti sessisti e le gravi minacce di violenza rivolte via social a Monica Sambo, consigliera regionale e segretaria cittadina del Partito Democratico di Venezia. A lei va la mia piena solidarietà personale e quella di tutta l’Amministrazione regionale”.
Prosegue Stefani: “L’odio verbale, specie quando degenera in violenza di genere non è mai una forma di critica politica, ma un attacco ai valori democratici che non può essere tollerato né normalizzato come un banale ‘sfogo’ del web”. Nessuna donna, nell’esercizio delle proprie funzioni o nella vita privata, deve essere bersaglio di espressioni così degradanti. Confido nel lavoro delle autorità affinché i responsabili siano rapidamente individuati, ribadendo con forza che in Veneto non può esserci alcuno spazio per l’intimidazione e l’inciviltà”.
“Gli insulti sessisti, violenti e offensivi rivolti sui social alla consigliera regionale Monica Sambo costituiscono un fatto grave e inaccettabile. Non c’è alcuna giustificazione possibile. Non è libertà di opinione, è violenza verbale, è regressione civile, è un attacco diretto alla dignità della persona e al ruolo istituzionale che essa rappresenta”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
Dichiara, Andrea Martella, segretario regionale del Pd veneto: “Voglio esprimere la mia totale solidarietà a Monica Sambo, consigliera regionale e segretaria cittadina del Partito democratico di Venezia, per i violenti attacchi sessisti che ha ricevuto via social. È una violenza vile e inaccettabile, che va condannata senza esitazioni. E non è un caso che si abbatta soprattutto sulle donne impegnate in politica: è un tentativo vergognoso di intimidire, zittire, umiliare”.
“La Cisl del Veneto esprime forte solidarietà e vicinanza a Monica Sambo e la più ferma condanna per gli insulti sessisti a lei rivolti”. Così il segretario generale di Cisl Veneto, Massimiliano Paglini, riguardo alle offese di cui è stata oggetto via social la consigliera Sambo.
“Simili comportamenti violenti e denigratori - sottolinea Paglini - non devono in alcun modo essere minimizzati perché ‘solamente’ verbali, né tantomeno giustificati come forma di libertà di espressione o di dialettica politica. Proprio perché volti a sminuire una donna in quanto tale, dimostrano come vi sia ancora molta strada da fare nell’educazione alla parità di genere e confermano come troppe volte i social siano considerati terreno franco dove dare sfogo agli istinti peggiori. E’ necessario che chi si rende responsabile di atti di questo tipo sia chiamato a risponderne. Al tempo stesso, episodi come questi ci richiamano tutti - istituzioni e attori della società - all’impegno per favorire il rispetto dell’altro e il confronto civile e democratico”.



