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Mostra: I Collalto, conti di Treviso

10/09/2026

L’Ateneo di Treviso, in collaborazione con il Comune di Treviso e gli Archivi Statali Cechi di Brno e Rokycany, sotto gli auspici dell’odierna famiglia dei Principi di Collalto e San Salvatore, propone una mostra dedicata alla millenaria storia dei Collalto e al recupero della memoria documentaria della famiglia: un’iniziativa di particolare interesse storico, legata ai temi della riscoperta e della restituzione della memoria.
La nobile famiglia Collalto si affacciò alla storia della Marca Trevigiana fin dal secolo X, investita dell’ufficio di Conti di Treviso quali vicari del Sacro Romano Imperatore. Successivamente, tra i secoli XIII e XIV, con figure come Rambaldo VIII e Schinella V, ebbe un ruolo preminente nella politica del libero Comune trevigiano. Con l’avvento della Repubblica Serenissima mantenne, tra i secoli XV e XVI, un rapporto alterno di indipendenza e soggezione.
Fino alla soppressione napoleonica del 1806, i Collalto conservarono il proprio grande feudo, affacciato sul Piave nel cuore della Marca, governato in autonomia dall’alto dei grandiosi castelli di San Salvatore e di Collalto. Tra i secoli XVI e XVII, con il condottiero Rambaldo XIII al servizio dell’imperatore Ferdinando II d’Asburgo, un ramo della famiglia si affermò con prestigio anche in Moravia, acquisendo nuovi titoli, feudi e castelli. Tra questi Brtnice (Pirnitz), residenza stabile del ramo moravo, e Uherèice (Auertschitz), residenza estiva. Tra i secoli XVIII e XIX la famiglia molto si distinse presso la corte imperiale di Vienna, ottenendo nel 1822, con Odoardo III, il titolo di Principi dell’Impero. Nel loro palazzo viennese nell’ottobre 1762 per la prima volta l’estro musicale del giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart stupì il pubblico della capitale.
Tutta questa grande Storia, trevigiana ed europea, trovava diretto riscontro soprattutto nello straordinario archivio familiare, conservato fino al 1917 nel Castello di San Salvatore. I rarissimi diplomi imperiali originali vi erano stati studiati e pubblicati fin dal secolo XVIII da Ludovico Antonio Muratori.
Coinvolto San Salvatore nell’immane disastro della Grande Guerra e cannoneggiato senza tregua sul fronte del Piave nei mesi tra il 1917 e il 1918, parte dell’archivio fu fortunosamente recuperata e trasferita nei castelli in Moravia, dove si unì alla documentazione già conservata in quelle sedi.
Nella primavera del 1947 la Cecoslovacchia decretò la confisca integrale dei beni moravi dei Collalto, tra cui anche del prezioso archivio. Solo nel 1985 la presenza di quel tesoro documentario, ‘in salvo’ presso l’Archivio Statale Moravo di Brno, così come altri documenti collaltini anch’essi avventurosamente giunti nell’Archivio Statale del Distretto di Rokycany, fu resa nota dall’Ateneo di Treviso attraverso la pubblicazione di un primo saggio del prof. Pierangelo Passolunghi.
Oggi l’indagine storico-scientifica di quell’ingente patrimonio è molto avanzata, benché non ancora conclusa, grazie anche all’Università di Brno e al lavoro di studiosi di varie discipline. Tra questi i musicologi, che recentemente vi hanno rinvenuto parti manoscritte degli ultimi concerti di Vivaldi, ceduti a Vienna nel giugno 1741 al conte Vinciguerra Tommaso.
La mostra, grazie alla generosa collaborazione degli Archivi cechi, consente oggi di ‘leggere’ a Treviso i facsimili di alcuni tra i più significativi documenti dell’archivio Collalto. Essa assume così soprattutto il significato di un commovente “ritorno a casa”, sia pure virtuale: il millenario “filo della Storia” insperatamente recuperato, nonostante le dolorose traversie novecentesche della Storia stessa.

Per ogni altra informazione: segreteria@ateneoditreviso.it

tel: 348 2615856

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