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“La materia dei sogni”: a Treviso arriva l’arte africana contemporanea

La mostra “La materia dei sogni. Radici dell’arte africana contemporanea”, organizzata da Promakos, sarà visitabile al Museo di Santa Caterina dal 3 settembre al 10 gennaio 2027
29/08/2026

È stata da più voci definita una “grande sfida” quella di portare al Museo di Santa Caterina, tempio della cultura trevigiana, una mostra sull’arte africana contemporanea, e probabilmente lo è. Solo dopo la chiusura, prevista per il 10 gennaio, numeri alla mano sapremo se è stata vinta e se i trevigiani hanno colto con curiosità e attenzione la novità piombata in città, che finora, se ha volto lo sguardo all’arte extra locale e nazionale, si è principalmente affacciata all’Europa e al Giappone.

La mostra “La materia dei sogni. Radici dell’arte africana contemporanea”, organizzata da Promakos (che ha firmato anche la recente mostra di Hokusai al Bailo), è pronta ad aprire le sue porte giovedì 3 settembre, esibendo a sguardi curiosi e probabilmente neofiti 120 opere di 23 artisti provenienti da 10 Paesi dell’Africa subsahariana. Il curatore, Enrico Mascelloni, esperto in questo ambito geografico, sottolinea il carattere poliedrico nei linguaggi espressivi, la sottotrama sognante delle opere e la volontà di questi artisti di raccontare storie, cosa che, per Mascelloni, distingue nettamente gli ultimi 50 anni di arte africana rispetto a quella occidentale, molto più concentrata sul linguaggio artistico. Tra gli autori esposti Seyni Awa Camara, figura fulcro dell’attuale Biennale di Venezia e scomparsa a gennaio 2026, inoltre Esther Mahlangu, Almighty God, Reinata Sadimba, Dago, Twins Seven Seven. Il percorso espositivo raccoglie dipinti, sculture, fotografie e installazioni provenienti da importanti collezioni private italiane e internazionali. Molte delle opere esposte sono considerate tra i lavori più significativi dei rispettivi autori e documentano una fase decisiva nella costruzione di un linguaggio artistico autonomo.

Si tratta dunque di una vera e propria ricognizione storica sulle origini dall’arte contemporanea africana, dalla fine degli anni Ottanta ad oggi. L’assessora alla cultura del Comune di Treviso, Maria Teresa De Gregorio, segnala che questa mostra “invita ad andare oltre quello che conosciamo dell’arte africana”, un mondo affascinante e poco noto, certamente non studiato a scuola e che, secondo Elena Sangiulio, direttrice di Promakos, sarà “comprensibile, alla portata di tutti, perché priva dello sconcerto che siamo abituati a conoscere dell’arte contemporanea e sarà invece ricca di espressioni artistiche che trasmettono emozioni che non hanno bisogno di essere concettualizzate”.

Esprime soddisfazione ed entusiasmo anche il sindaco Mario Conte: “aprire il Museo di Santa Caterina, vera e propria vetrina della città, a un continente a noi vicino ma poco indagato per noi è un grande salto di qualità culturale. Nel 2026 il ruolo della cultura deve essere quello dell’apertura e della bellezza: abbiamo bisogno di conoscerci tutti di più e sono convinto che i trevigiani daranno una risposta importante a questo progetto”.

Per quanto riguarda gli eventi collaterali della mostra non si hanno ancora notizie precise, ma sembrerebbe esserci un progetto di collaborazione con associazioni nazionali che operano nel sociale, oltre alle canoniche attività didattiche.

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