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A Pasqua dodici battesimi in cattedrale: le storie dei nuovi “figli della luce”
È importante “ascoltare” le storie e le testimonianze di giovani e adulti che chiedono di diventare cristiani, come pure l’esperienza dei loro catechisti, padrini e madrine. La loro viva voce rinvigorisca la nostra fede e illumini i nostri passi
Quest’anno, 12 giovani-adulti celebrano i sacramenti dell’Iniziazione cristiana nella nostra diocesi di Treviso. È importante “ascoltare” queste testimonianze, come pure l’esperienza dei loro catechisti, padrini e madrine. La loro viva voce rinvigorisca la nostra fede e illumini i nostri passi.
Sono Davide, catecumeno di Scorzè. Per la prima volta nella mia vita ho deciso di andare a vedere cos’è questa luce piccola, che ho sempre sentito e che non sono mai riuscito a spegnere. Più mi avvicino a questa luce, più grande essa diventa: sto scoprendo qualcosa di immenso, qualcosa di indispensabile.
Ciò che non può morire veramente, prima o poi nasce; a me è successo grazie a padre Elvio, “amo” di salvezza, a don Stefano, “mulinello di fede” e al vescovo Michele e a don Marco, moltiplicatori di fede, speranza e salvezza. (Davide Pascali, neofita)
Durante questo cammino di iniziazione cristiana sono stato accolto con gli altri catecumeni nel battistero della cattedrale di Treviso, per un momento di preghiera insieme con il Vescovo. La vista del fonte battesimale e del gesto dell’acqua ha suscitato in me l’idea che con i sacramenti del Sabato Santo avrò il grande dono di essere immerso nella Parola di Dio, di permetterle di entrare in me. Credo che forse questo sia, tra i doni, il più grande che la vita possa riservarmi. Se Dio vuole, spero di saper ascoltare e leggere questa Parola più con il cuore, che con l’intelletto, perciò cosa potrò renderti, Signore, per tutti i benefici che mi hai fatto? (Matteo Pettenuzzo, neofita)
Sto per celebrare i sacramenti dell’iniziazione cristiana e provo una grande emozione! Ringrazio il Signore di avermi chiamata. Di avermi fatto vivere questo periodo di preparazione che mi ha permesso di conoscerlo più a fondo e di avvicinarmi di più a Lui. Mi sta insegnando a guardare con gli occhi del cuore, facendo di me una persona migliore, per me, per la mia famiglia e per gli altri. Sento anche una grossa responsabilità nel vivere ogni giorno e ogni situazione, mettendo Lui al primo posto e come Lui lo farebbe. Sono sicura che Lui mi darà la forza di seguirlo con pace e serenità. (Yudelsi Pozo, neofita)
Mi chiamo N., sto per celebrare i sacramenti e sono molto emozionata. Ho vissuto una lunga attesa che mi emoziona, anche perché non ho mai avuto una fede così profonda nella mia vita. Io non sono italiana, e dal primo giorno sono stata accolta dalla comunità dove ho avuto la mia prima residenza in Italia. Le persone di questa comunità, con il loro supporto, la disponibilità, la pazienza e la loro volontà nell’aiutare gli altri, mi hanno fatto capire cosa vuol dire essere cristiani. Con la loro vicinanza sono diventati come la mia famiglia. Loro mi dicono che sto regalando questo bellissimo momento da vivere, ma io dico che sono stati loro stessi il regalo che ho avuto io.
Sono grata a tutti loro e soprattutto al “mio” parroco, che in tutti questi anni mi è stato accanto e mi ha aiutata a conoscere la fede cristiana. Intuisco che essere cristiana significa essere forti, perché la forza viene dal Signore. Quando ti affidi al Signore vivi in pace, perché sai che il Signore ti vuole bene, anche se a volte siamo un po’ confusi, ma lui ti sta vicino lo stesso e ti perdona, con lui non ti senti mai solo e ti senti amato. Questo è l’atteggiamento che dobbiamo avere con le persone attorno a noi. (una neofita)
Sto per celebrare i sacramenti dell’iniziazione cristiana, come compimento di un lungo percorso di consapevolezza e fede, per il quale ringrazio profondamente la mia comunità, la mia madrina e la Chiesa, che mi ha guidato attraverso i suoi sacerdoti. Essere cristiano significa scegliere ogni giorno di continuare la ricerca della fede, significa cercare di portare con sé, nei giorni belli, ma soprattutto in quelli più difficili, la gioia del Signore, così come sono state gioiose le tappe del mio cammino. La gioia, però, è vera se condivisa, essere cristiano significa anche condivisione, amicizia, speranza. Continuerò il mio cammino con questo spirito, affidandomi sempre al Signore. (Jacopo Savino Zanetti, neofita)
Nell’accompagnamento di Jacopo, ho attraversato momenti e fasi diverse: la gioia di vederlo in cammino dopo due anni di riflessione, la paura di non essere in grado di accompagnarlo, la riscoperta di un tempo di riflessione per me, il silenzio di fronte alla Parola (in un tempo pieno di parole, video, commenti e chiacchiere, è stata una ricchezza), la vicinanza, sia a Jacopo che a Cristo, la scoperta di un cammino sempre uguale e, al contempo, sempre nuovo. Auguro a Jacopo di saper fare crescere la sua fede e i suoi doni ogni giorno, di saper gioire e insieme di saper accettare, di sapersi fidare, soprattutto quando gli sembrerà di essere solo, di saper sentire che proprio in quei momenti Dio si è seduto a casa sua. (Paola Zanetti, catechista e madrina)
Abbiamo accompagnato Yudelsi e ci siamo sentiti presi per mano da Dio. Abbiamo camminato con Lui nella semplicità, nell’amicizia, nella disponibilità, nell’esserci. E’ stato bello riconoscere, ancora una volta, che l’Amore di Dio si manifesta attraverso le cose semplici. Auguriamo a Yudelsi di continuare a coltivare il suo rapporto con Dio e a testimoniarlo con l’entusiasmo che la caratterizza. (Antonio e Chiara, catechisti)
Sarò la madrina di una neofita e sarò con lei quando celebrerà i sacramenti del Battesimo, Eucaristia e Cresima, che si compiono dopo un percorso di fede importante e a volte difficile. Il dono della fede si costruisce amando il prossimo, e in questa Settimana santa io sento che il mio compito è accompagnarla a testimoniare proprio quella fede che lei sente nel profondo del suo cuore. (una madrina)



