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Cresima per 39 giovani e adulti, che il Vescovo ha invitato a vivere la Chiesa

Nella celebrazione della solennità di Pentecoste, domenica 24 maggio scorso, in Cattedrale a Treviso, 39 giovani e adulti della nostra diocesi sono stati invitati a “ricevere nuovamente lo Spirito Santo”

Un solo Signore e 39 itinerari di vita e di fede, un solo Spirito e 39 cammini umani e spirituali, una sola Chiesa e 39 traiettorie di missione possibili. Nella celebrazione della solennità di Pentecoste, domenica 24 maggio scorso, in Cattedrale a Treviso, 39 giovani e adulti della nostra Diocesi sono stati invitati a “ricevere nuovamente lo Spirito Santo” (cf. Gv 20,22) e a lasciarsi conformare a Cristo Signore.

Lontano da ogni riduzionismo “passivo”, il “ricevere” costituisce una parte integrante e “attiva” del processo con il quale si diventa credenti in Gesù Cristo, nella Chiesa cattolica. Ricevere significa fare spazio, predisporsi ad accogliere, aderire. Nel testo giovanneo, che la liturgia propone proprio per la solennità di Pentecoste, il verbo greco lambano, usato dall’autore del quarto Vangelo per descrivere il “ricevere”, rimanda a questo ventaglio di prospettive alle quali vanno aggiunti anche i riferimenti all’aderire e allo scegliere. Il Risorto, quando appare ai discepoli riuniti nel cenacolo, non “impone” lo Spirito ma invita a riceverlo, ad accoglierlo tra le cose care e, più in profondità, ad aderire a Lui, scegliendolo liberamente come ispiratore per la propria vita. Lo stesso invito è risuonato forte anche per i 39 cresimandi: un invito a ricevere lo Spirito Santo, ad accoglierlo nella propria vita e a renderlo l’ispiratore delle proprie scelte, l’ispiratore della propria libertà.

Il vescovo Michele, che ha presieduto la celebrazione, ha invitato a sua volta i cresimandi a permettere allo Spirito di confermare la loro fede e a lasciarsi conformare a Cristo. Il Cristo, ha sottolineato ancora mons. Tomasi, si offre a noi nella forma del suo corpo che è la Chiesa. Conformarsi a Lui significa, quindi, “prendere sul serio” l’adesione alla Chiesa, partecipando attivamente alla missione: “Viviamo questa Chiesa, questa unità, questa comunione, perché siamo lo strumento che Dio ha per operare nella storia, siamo questo corpo”, l’invito del Vescovo.

I 39 cresimandi sono stati animati da motivazioni diverse e spinti da una varietà di ragioni nel chiedere alla Chiesa la celebrazione della Confermazione. Il loro bussare alle porte delle nostre comunità è stato un segno della vivacità dello Spirito. Certo, a volte alcuni giudizi superficiali portano molti a non ritenere “sufficienti” le motivazioni con le quali alcuni di essi hanno chiesto la celebrazione della Cresima. Eppure, proprio il cammino che anche una motivazione imperfetta fa iniziare, è ricco di sorprese, di scoperte e di opportunità, sia per i cresimandi che per le loro comunità. Quella domanda, per quanto apparentemente zoppicante, apre comunque uno spazio nel quale aiutare i giovani e gli adulti che si mettono in cammino, a ricevere lo Spirito Santo e a lasciarsi conformare a Cristo Signore. Certo, come accade per molte domande, a volte esse scomodano e provocano. Ma è forse proprio qui che anche per le nostre comunità si apre uno spazio per ricevere lo Spirito che agisce per vie sconosciute e il cui esito è spesso ignoto. Questo spazio si presenta anche come un’opportunità per rimanere continuamente una Chiesa in missione, preoccupata sì di annunciare il Vangelo ma preoccupata anche di aiutare a riceverlo e a sceglierlo come orientamento fondamentale per la propria vita.

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