lunedì, 19 ottobre 2026
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Giovani, dopo l’assalto di Treviso e le proteste, cresce l’idea degli “Stati generali”

Li propone la sindaca di Silea, Angela Trevisin, dopo l’assalto di sabato mattina a un negozio di Corso del Popolo, a Treviso, da parte di una trentina di giovanissimi arrivati in gran parte da un altro comune della provincia, e dopo altri episodi che negli stessi giorni hanno coinvolto ragazzi in città

Gli Stati generali sulle ragazze e sui ragazzi: una giornata di confronto che riunisca Comuni, scuole superiori, Ulss 2 Marca Trevigiana, forze dell’ordine, aziende di trasporto, terzo settore, famiglie, categorie produttive e associazioni di categoria. Li propone la sindaca di Silea, Angela Trevisin, dopo l’assalto di sabato mattina a un negozio di Corso del Popolo, a Treviso, da parte di una trentina di giovanissimi arrivati in gran parte da un altro comune della provincia, e dopo altri episodi che negli stessi giorni hanno coinvolto ragazzi in città. La Sindaca era intervenuta nei giorni scorsi sui raduni organizzati via social, dopo aver raggiunto di persona un ritrovo di auto e moto elaborate vicino al casello di Treviso Sud.

“Chi ha commesso i fatti di sabato deve risponderne, e il primo pensiero va a chi lavorava in quel negozio e a chi si è trovato in mezzo – dichiara la sindaca Trevisin – Quello che è successo ha attraversato più territori. Se n’era parlato nei giorni precedenti, tra scuole e chat, dove i confini non esistono. Poi ha viaggiato da un Comune all’altro e si è consumato in centro a Treviso. Ogni amministrazione ne vede un pezzo, nessuna la catena intera. Se il problema si muove su questa scala, le risposte non possono fermarsi ai confini di un municipio”.

“Immagino una sorta di Stati generali, una giornata in cui ci fermiamo tutti a ragionare insieme – prosegue Trevisin – Non solo istituzioni, scuole e servizi, ma anche le categorie produttive e le associazioni di categoria. Ci sono i commercianti, che episodi come questo li vivono in prima linea, e le imprese, che per tanti ragazzi sono il primo posto in cui immaginare un futuro. Riguarda tutti, ma proprio tutti”.

Le sedi da cui partire esistono già, dalla Conferenza dei sindaci dell’ULSS 2 all’Ambito territoriale sociale, fino alla Prefettura. Per la Sindaca dalla giornata deve nascere un lavoro che continui nel tempo: condividere informazioni e segnalazioni tra comuni e scuole, coordinare la presenza di educatori di strada, come quelli già attivi a Silea, nei luoghi di passaggio, dalle stazioni alle fermate, ed estendere esperienze come i Patti Digitali, le regole sull’ingresso dei più piccoli nel mondo digitale che a Silea famiglie e Istituto Comprensivo hanno scelto di condividere.

“Ragazze e ragazzi devono esserci e prendere la parola, non essere solo l’argomento della discussione, anche quando quello che dicono è scomodo da ascoltare – aggiunge la sindaca – Sono loro a sapere che cosa li attira in certi gruppi e che cosa manca nei posti in cui passano le giornate. Le sanzioni sono necessarie, ma arrivano dopo e da sole non impediscono che succeda di nuovo. Un’etichetta, poi, mette insieme chi ha commesso un reato e chi si veste allo stesso modo. Distinguere è il primo lavoro di chi educa e chi viene trattato da colpevole in partenza ha poche ragioni per fidarsi degli adulti”.

Sempre più spesso episodi come questi nascono anche per essere filmati e condivisi. “Ogni video rilanciato, anche solo per indignarsi, dà a chi l’ha girato il pubblico che cercava – conclude Trevisin – Su questo la responsabilità è prima di tutto di noi adulti. Vale anche per il primo smartphone. La scelta resta alle famiglie, ma nessun genitore vuole essere l’unico a dire di no. Serve un accordo tra famiglie, oltre che tra istituzioni”.

Adesione dal sindaco di Villorba e da Volontarinsieme

Una proposta, quella della sindaca di Silea, che piace al mondo della politica e della società civile. “Il disagio giovanile è una questione complessa che richiede ascolto, prevenzione e una collaborazione concreta tra istituzioni, scuole, famiglie, servizi sociosanitari, forze dell’ordine e associazioni - dichiara il sindaco di Villorba, Francesco Soligo -. Positiva in quest’ottica la proposta della collega sindaca di Silea, Angela Trevisin. Proprio per questo mi farò portavoce di questa proposta all’interno della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 2, affinché si possa costruire un percorso condiviso, capace di coinvolgere in modo ampio e strutturato tutti i soggetti che, a vario titolo, si occupano di giovani, educazione, salute e benessere. Il contributo dei servizi sociosanitari è fondamentale per affrontare le situazioni di fragilità in maniera integrata, rafforzando la prevenzione e la capacità di intervenire tempestivamente. Come amministrazioni locali abbiamo il dovere di fare rete, superare i confini territoriali per rispondere a un fenomeno che confini non ne ha, e condividere esperienze e buone pratiche. Altrettanto importante è dare voce direttamente ai ragazzi e alle ragazze, rendendoli protagonisti delle scelte che riguardano il loro presente e il loro futuro. Mi auguro che la proposta possa tradursi in un’iniziativa concreta e continuativa, capace di mettere a sistema competenze ed energie del territorio e di offrire risposte più efficaci alle esigenze delle nuove generazioni».

Volontarinsieme OdV accoglie con favore la proposta della sindaca di Silea, Angela Trevisin: “Il disagio giovanile è una questione complessa che rifiuta risposte isolate o puramente emergenziali - dichiara Anna Corò, presidente di Volontarinsieme OdV -. Da anni la nostra associazione sta lavorando su molteplici fronti del benessere dei ragazzi: attraverso iniziative sistemiche come i progetti Sconfinamenti e Giovani in Centro, abbiamo promosso percorsi condivisi, inclusivi e partecipativi con il territorio. L’obiettivo è tracciare la strada per la firma di veri e propri Patti Educativi tra tutti gli attori sociali, gettando le basi per autentiche Comunità Educanti. In questa cornice, il volontariato offre la forza delle sue relazioni quotidiane. Gli Stati Generali rappresentano la sede ideale per mettere a sistema queste pratiche, trasformando il protagonismo diretto dei giovani e il dialogo istituzionale in impegni concreti e duraturi. Siamo dunque disponibili a contribuire a contribuire a questo percorso, nella convinzione che una comunità capace di fare rete e investire sulle nuove generazioni sia una comunità più inclusiva, coesa e attenta al futuro”.

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