Purtroppo, questi sono anni calamitosi, nei quali più di qualche potenza e gruppo armato sono animati...
Papa Leone XIV al Meeting di Rimini
Si è concluso con un bagno di folla il Meeting di Rimini sabato 22 agosto. La visita di Papa Leone XIV al Meeting per l’amicizia fra i popoli, si inserisce in un rapporto consolidato tra la Santa Sede e la manifestazione riminese, iniziato con la prima edizione del 1980 e proseguito senza interruzioni fino a oggi. In oltre quarant’anni di storia, infatti, tutti i Pontefici hanno fatto pervenire annualmente un proprio messaggio al Meeting, offrendo orientamenti e spunti di riflessione sui temi proposti dall’evento. Una tappa fondamentale di questo legame resta la visita di san Giovanni Paolo II del 29 agosto 1982.
La giornata è iniziata a San Marino, con l’incontro con i capitani reggenti nel Palazzo Pubblico e con la comunità ecclesiale della diocesi di San Marino-Montefeltro nella basilica di San Marino. Nel pomeriggio il Papa ha visitato il 47° Meeting alla Fiera di Rimini, ha incontrato ammalati, disabili e poveri assistiti dalla Caritas nella cattedrale e ha celebrato la messa nel porto.
Durante la celebrazione eucaristica, che si è tenuta al porto, alla destra del Papa era presente monsignor Nicolò Anselmi, Vescovo di Rimini; alla sua sinistra il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente Cei. Tra i concelebranti il trevigiano Monsignor Adriano Cevolotto, Vescovo della Diocesi emiliana di Piacenza-Bobbio e in passato a lungo parroco a Castelfranco Veneto.
Tra i temi toccati dal pontefice il disarmo e la pace, i pericoli dello sviluppo tecnologico, il servizio, i giovani. Nell’omelia di papa Leone XIV anche il ricordo del riminese don Oreste Benzi.
“Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità”. Seguire Cristo dopo “le tragedie e le ripartenze del XX secolo” implica “una lucida consapevolezza: il male non si combatte col male”, ha affermato il Pontefice: “Come in cielo, così in terra l’amore è la legge della vita, il metodo della redenzione, del Messia crocifisso”. Per Leone XIV “anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi”, sulla scia dell’”amicizia sociale” insegnata da Papa Francesco nell’enciclica “Fratelli tutti”. “Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Il peccato esiste, ma più forte è l’amore redentore di Cristo, che ci impegna a purificare pensieri, interessi, abitudini, frequentazioni, progetti, investimenti – ogni aspetto della vita – da tutto ciò che la cultura della potenza ha inquinato”.
Rivolgendosi ai giovani, il papa inoltre ha detto: “Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani”, ha constatato il Pontefice, assicurando di aver avvertito la spinta alla speranza “intensamente fra i vostri coetanei in Libano, in Africa e in Spagna”. “L’amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare”, ha proseguito Leone XIV: “Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta”. Il Papa ha chiesto di fare del Movimento, dei gruppi e delle comunità “un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà” e di contrastare “ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse. Uscite, invece, incontro a tutti!”, l’invito del Pontefice, certo che “ad ogni latitudine” i giovani troveranno “chi è già pronto a costruire la civiltà dell’amore”.



