Purtroppo, questi sono anni calamitosi, nei quali più di qualche potenza e gruppo armato sono animati...
Fondazione Tina Anselmi: al via un progetto che mette in rete le realtà del territorio
Come si costruisce un futuro possibile per una persona con disabilità o fragilità psichica? E chi aiuta la famiglia a orientarsi, quando le domande sono tante e le risposte sembrano lontane? È da queste domande molto concrete che parte il progetto “Vita - Valorizzare l’inclusione, tessere autonomie”, promosso dalla Fondazione Tina Anselmi ets di Castelfranco Veneto nel territorio dell’Ulss 2 Marca trevigiana, e finanziato dalla Regione Veneto nell’ambito della dgr1295 del 20 ottobre 2025, con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
L’iniziativa, attiva fino al 28 febbraio 2027, affianca le persone con disabilità, fragilità psichica e le loro famiglie nella costruzione del cosiddetto “Progetto di vita”: lo strumento introdotto dal decreto legislativo 62/2024 per garantire percorsi personalizzati di autonomia e inclusione sociale. Un diritto ancora poco conosciuto: solo il 12% degli aventi diritto in Italia ne beneficia, percentuale che scende al 6% in Veneto (dati Osservatorio nazionale disabilità). Con l’entrata in vigore della riforma nazionale, anche la provincia di Treviso potrebbe essere coinvolta in una sperimentazione pilota, rendendo urgente la preparazione del territorio.
“Il progetto - spiegano dalla Fondazione - si articola in cinque azioni principali. Il cuore dell’iniziativa sarà uno sportello informativo e di prossimità, attivo nella sede operativa della Fondazione a Castelfranco Veneto, ma disponibile anche a domicilio, per le famiglie con difficoltà negli spostamenti, con l’obiettivo di raggiungere almeno 60 nuclei familiari attraverso oltre 100 incontri”.
Parallelamente, prenderanno il via 10-12 percorsi personalizzati di accompagnamento al Progetto di vita, curati da un’équipe multidisciplinare composta da assistenti sociali, educatori, counselor, psicologi e legali. Una quota dei percorsi sarà riservata ai giovani con disabilità, nella delicata fase di passaggio dalla scuola alla vita adulta, momento in cui il rischio di isolamento sociale risulta più alto. Non mancheranno un corso di formazione rivolto a familiari, caregiver, operatori e volontari sugli strumenti giuridici e patrimoniali a tutela delle persone fragili (amministrazione di sostegno, tutele, la legge sul Dopo di noi), e un gruppo di confronto per genitori e caregiver, condotto da un counselor, pensato come spazio di ascolto e sostegno reciproco.
Capofila del progetto è la Fondazione Tina Anselmi ets che lavora in rete con le associazioni In punta di piedi odv, Familiari Atlantis aps, Alphabeta aps, Area D’Agio aps e il circolo Noi Duomo San Liberale e Sant’Antonio aps. Collaborano, inoltre, a titolo gratuito, il Servizio disabilità dell’Ulss 2, il Comune di Pieve del Grappa, le cooperative sociali Ca’ Speranza e Orchidea, il Csv Treviso Belluno e l’istituto Discepole del Vangelo.
“L’iniziativa nasce dall’ascolto diretto del territorio - spiegano ancora -: la Fondazione ha condotto un’indagine su 180 questionari rivolti a familiari, educatori e operatori dell’Ulss 2 - Distretto di Asolo, da cui sono emerse le principali criticità: difficoltà di accesso alle informazioni, frammentazione tra servizi sociali e sanitari e solitudine vissuta dalle famiglie nell’affrontare bisogni complessi”. Il costo complessivo dell’iniziativa è di 29.734 euro, di cui 22.300,50 euro coperti dal contributo regionale (75%) e i restanti 7.433,50 euro a carico della Fondazione. Al progetto, oltre al personale retribuito, parteciperà anche una ventina di volontari messi a disposizione dalle associazioni partner. Terminato il finanziamento regionale, lo sportello informativo dovrebbe proseguire come servizio permanente, mentre le équipe formate continueranno a operare secondo il nuovo modello previsto dalla riforma del Progetto di vita.



