Certo è che nessun capo di Stato ha mai osato tanto.
Il Papa ha denunciato quel delirio di onnipotenza...
Serata molto partecipata lunedì 20 aprile, per la presentazione da parte dell’Amministrazione comunale di Camposampiero del progetto “Controllo del vicinato”.
Una sala consiliare gremita di cittadini, provenienti da varie zone e quartieri di Camposampiero e dalla frazione di Rustega, ha seguito la presentazione del progetto, a cura della sindaca, Katia Maccarrone, dell’assessore alla Sicurezza Attilio Marzaro e del comandante della Polizia locale della Federazione dei Comuni del Camposampierese, Antonio Paolocci.
“È la riprova che il tema della sicurezza urbana è particolarmente sentito dai cittadini - confermano gli amministratori, sindaca e assessore - La competenza naturalmente è delle Forze dell’ordine, ma anche i cittadini possono svolgere un ruolo molto importante, che vogliamo valorizzare con questo progetto”.
La sensibilità verso i problemi della sicurezza è aumentata. Il progetto del Controllo del vicinato può contribuire a creare un sistema integrato di sicurezza, in grado di affiancare gli addetti alla sicurezza pubblica.
Di cosa si tratta? “Si tratta - si legge in un comunicato dell’Amministrazione - di strutturare dei gruppi di controllo per zona, all’interno dei quali viene individuato un coordinatore. I gruppi fanno riferimento alla Polizia locale, che è responsabile del progetto. Ci sono, dunque delle regole ben precise da rispettare. Il Progetto necessita di una delibera della Giunta comunale e della sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con la Prefettura di Padova”.
Viene anche predisposta idonea cartellonistica, da apporre, secondo le vigenti disposizioni, nelle aree in cui i residenti aderiscono al progetto, finalizzata a comunicare a eventuali malintenzionati che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli.
“Un gruppo di Controllo del vicinato è il miglior strumento per prevenire i furti nelle case - ha spiegato il comandante Paolocci -. Nessuno conosce il vicinato meglio dei suoi residenti. Ma il principale obiettivo è ricostruire o rafforzare i rapporti di solidarietà e conoscenza di vicinato. In quest’epoca di vita frenetica, a volte, non ci si conosce nemmeno tra vicini. L’obiettivo è quello di essere attenti, aiutarsi, darsi una mano nel creare una miglior socialità della zona. Questo aiuta certamente anche la sicurezza. Non dobbiamo creare «sceriffi» di quartiere, ma persone attente e solidali”.
La serata è stata anche l’occasione per illustrare le norme di “difesa passiva”, cioè le attenzioni da avere nella propria casa e nei comportamenti per prevenire truffe, intrusioni, furti.