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Ponte di Piave, i cento anni della chiesa

Concelebrazione presieduta dal Vescovo e una bella mostra. L’edificio è stato costruito tra il 1920 e il 1926, in sostituzione dell’antico tempio, distrutto in seguito agli eventi bellici della Prima guerra mondiale. Fu consacrato il 17 aprile, dal beato vescovo Longhin

“Avere un luogo caro da custodire, in cui la comunità può riunirsi e coltivare la relazione con Dio e con gli altri, non è cosa scontata. Ecco perché è bello ritrovarsi qui oggi, a ringraziare insieme della grazia che ci è donata. E anche per ricordare le tante persone che si spesero per la ricostruzione di questo tempio”. Questo in estrema sintesi il messaggio che il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, ha condiviso con la comunità parrocchiale di Ponte di Piave, domenica 19 aprile, in occasione delle celebrazioni per il centenario della consacrazione della chiesa di Ponte di Piave, dedicata a san Tommaso di Canterbury. Con lui ha concelebrato la messa il parroco, don Antonio Ziliotto, felice della buona partecipazione di fedeli; la celebrazione è stata allietata dal coro parrocchiale “Mia forza, mio canto”, mentre la festa è continuata in oratorio, con un pranzo preparato dal circolo Noi e una bella mostra fotografica sulla chiesa centenaria.

La storia dell’edificio

La chiesa di Ponte di Piave è stata edificata tra il 1920 e il 1926, in sostituzione dell’antico tempio distrutto in seguito agli eventi bellici della Prima guerra mondiale. Il confine tra Italia e Austria dopo la disfatta di Caporetto si era infatti stabilizzato lungo il fiume Piave per oltre un anno, portando alla distruzione di tutte le chiese costruite lungo il suo corso. Il 17 aprile 1926 il nuovo edificio di culto fu consacrato per opera del vescovo di Treviso, monsignor Giacinto Longhin, oggi beato.

La chiesa si presenta in stile basilicale-romanico con facciata in mattoni facciavista: l’interno ha un’unica grande navata e quattro altari laterali, affrescata dall’artista veneto Carlo Donati.

Sulla volta a catino che sovrasta il presbiterio c’è l’affresco raffigurante il Redentore che sale al cielo, ma il suo sguardo è attratto dalla Vergine seduta su un ricco trono con le braccia aperte, circondata da una triplice corona di angeli osannanti portando ciascuno un mazzo di rose e un titolo a testa delle litanie lauretane.

Nella cripta, costruita dopo l’alluvione del 1966, si trova l’altare, donato da mons. Gino Paro, nativo di Ponte di Piave, nunzio apostolico in varie parti del mondo. Morto nel 1988, nel 1992 la salma, per desiderio della popolazione, è stata traslocata in questa chiesa, dove ora riposa.

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