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XI Domenica del Tempo ordinario. Quel dono gratuito da ridonare
“Non so a cosa Dio vi chiami in particolare, so molto bene a cosa Egli chiama tutti i cristiani, uomini e donne, sacerdoti e laici, celibi e sposati: a essere apostoli, apostoli attraverso l’esempio, attraverso la bontà, attraverso un contatto benefico, attraverso un amore che richiede reciprocità e che porta a Dio [...], «facendosi tutto per tutti per portarli tutti a Gesù»”.
Così scriveva san Charles de Foucauld all’amico Louis Massignon, accompagnandolo nella ricerca della sua vocazione. Queste parole possono aiutare anche noi a continuare il cammino del tempo ordinario dopo le celebrazioni del tempo pasquale, della SS. Trinità e del Corpo e del Sangue di Gesù. È il tempo in cui, accompagnati dal Vangelo secondo Matteo, abbiamo la possibilità di guardare a come Gesù ha vissuto e ha compiuto la sua missione e in cui siamo chiamati a imitarlo sempre più nella nostra vita di ogni giorno.
La missione dei Dodici
In questa domenica ascoltiamo il secondo dei cinque grandi discorsi con cui Matteo scrive il suo Vangelo. È l’inizio del discorso sulla missione dei Dodici apostoli che occupa tutto il capitolo 10 di questo Vangelo. Ascoltiamo, tuttavia, anche i versetti conclusivi del capitolo 9.
Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Gesù sta percorrendo la Galilea, annunciando il Regno e compiendo guarigioni. In questo cammino, il suo sguardo si posa sulle folle e le vede sfinite, perché non hanno una guida, non hanno una direzione sicura. Il Vangelo sembra descrivere la situazione contraria a quella che ci presenta il libro dell’Esodo nella prima lettura: il popolo ebraico, libero dalla condizione di schiavitù in Egitto e arrivato al monte Sinai, ha una meta precisa, ha una guida, ma soprattutto ha Dio che lo ha sollevato su ali di aquile, se n’è preso cura e continuerà a farlo.
Dunque, è dalla compassione di Gesù che nasce l’invio in missione dei Dodici, che nasce il nostro portare tutti a Gesù... attraverso la bontà. Possiamo trarre da qui alcune indicazioni per la nostra sequela in questo tempo ordinario che riprende: siamo invitati a interrogarci sul tipo di sguardo che abbiamo nei confronti degli altri, delle situazioni, della realtà; interrogarci su ciò che ci muove nell’incontro con gli altri, nelle dinamiche in famiglia, nel modo di vivere il nostro lavoro e le nostre relazioni; interrogarci se viviamo la bontà e la cura che Dio ha nei nostri stessi confronti.
Facciamo nostra la stessa compassione che muove Gesù quando, ad esempio, andiamo a trovare una persona sola o malata e le dedichiamo del tempo; quando, nonostante la stanchezza della giornata, prestiamo ascolto a un nostro caro; quando alleggeriamo, anche solo con una parola o un incoraggiamento, il carico di un collega in difficoltà...
Nominati singolarmente, inviati insieme
Matteo apre il discorso sulla missione con la chiamata dei Dodici apostoli, nominati uno per uno, ma inviati insieme. Ciascuno ha le sue caratteristiche, ma sono chiamati insieme a essere segno della compassione, della bontà, della cura che Dio, signore della messe, ha per tutti. Ciascuno di noi, personalmente, è chiamato a scegliere ogni giorno di seguire Gesù, ma possiamo imitarlo in modo efficace solo insieme, come comunità, vivendo la fraternità prima di tutto con chi ci è più vicino e portando in questo modo Gesù a tutti, trovando nella comunità cristiana sostegno reciproco per vivere tutto questo!
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Siamo invitati a riconoscere il dono ricevuto, ad accogliere la compassione che Dio ha per la nostra stessa vita, per essere a nostra volta - come comunità in cammino - apostoli di bontà, della bontà che Dio ha nei confronti di tutti!
sorella Marilisa Orlando, Discepole del Vangelo,San Giuliano Milanese



