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Competere, o declinare: Confindustria chiede di potenziare strada del Santo e Valsugana
Confindustria Veneto Est chiede collegamenti veloci per le aziende del Camposampierese e dell’Alta padovana. Accanto alle grandi opere, c’è l’urgenza di rafforzare le altre, essenziali alle connessioni di un territorio tra i più dinamici in Italia, ma dipendente da collegamenti veloci. Le richieste riguardano il rafforzamento dei due principali assi viari della zona, paralleli, ma ugualmente importanti: il potenziamento della nuova strada del Santo (Sr 308) in direzione Padova Est, e completamento, dopo Castelfranco, con il collegamento diretto alla Pedemontana (la cosiddetta bretella di Loria); quindi, l’adeguamento della 47 Valsugana, da Limena a Cittadella e realizzazione della variante da Cittadella a Bassano, senza dimenticare la Sr 10 Padana Inferiore.
“Anni di appelli, tavoli istituzionali, protocolli sono caduti nel vuoto, nonostante le buone intenzioni, tra rimpalli di competenze e assenza di risorse. Oggi il territorio deve scegliere: competere o declinare. È tempo di compiere passi avanti decisivi sugli investimenti nella rete viaria, evitando ulteriori ritardi e concludendo, o potenziando, finalmente, opere strategiche come queste. Solo così potremo rafforzare la resilienza delle imprese, e scongiurare il rischio di deindustrializzazione del quadrante Nord della provincia, un’area che vale circa il 40% della produzione industriale e del fatturato provinciali”. A lanciare l’allarme è Francesco Nalini, vicepresidente per il territorio di Padova di Confindustria Veneto Est.
“Padova è un motore economico fondamentale per tutta l’area metropolitana e per l’intero Veneto - sottolinea Nalini -. La forza strutturale delle sue imprese, in larga parte manifatturiere, rende quest’area una vera eccellenza in grado di realizzare 13,3 miliardi di export nel 2024, un valore mai registrato prima. Una densità imprenditoriale ancora ad alto potenziale di sviluppo, ma alle prese con una rete stradale da anni satura e congestionata, inadeguata a sostenere la crescita e tanto meno l’aumento di flussi di persone e merci con l’entrata in servizio della Pedemontana e, nel futuro, del nuovo Policlinico”.
Necessario un “gioco di squadra”
Ora, per continuare a crescere e competere, secondo l’associazione imprenditoriale, diventa prioritario che tutti gli attori del territorio - dalla Regione alle Province, ai Comuni, alle forze sociali - giochino “di sistema” partite chiave come questa, anche verso il Ministero competente e l’Anas, senza ulteriori ritardi o divisioni. Così, prosegue Nalini, da “individuare con urgenza soluzioni per dare risposte al territorio ed evitare che si perda fiducia nelle Istituzioni. Dobbiamo rafforzare le infrastrutture e migliorare i collegamenti interni e con l’Europa, attingendo anche ai fondi europei per lo sviluppo regionale (Fesr), fare fronte comune e unanime sulla necessità del riconoscimento dell’interesse nazionale dell’asse viario Valsugana e, quindi, della competenza statale. Solo così Padova e tutta l’area metropolitana nel cuore del Veneto potranno aumentare la propria attrattività e mobilità sostenibile, e creare nuove opportunità per le nostre imprese e per le future generazioni”, conclude Nalini.
Maccarrone: “Subito un primo stralcio”
A stretto giro, arriva la voce di Katia Maccarrone, sindaca di Camposampiero: “La 308 è un’arteria fondamentale per i nostri territori e per il tessuto industriale che necessita del superamento dei tanti momenti di criticità che si verificano ogni giorno, in particolare in alcuni orari. Anche la sicurezza è un tema fondamentale. Anche un primo stralcio di raddoppio che venga realizzato verso nord (all’altezza di Bragni), sarebbe un buon miglioramento. Pertanto auspico che la Regione proceda in tal senso”.
I numeri
Nei due corridoi lungo e attorno al tracciato della nuova Strada del Santo SR 308 (perimetro di circa 70 km che copre un’area di circa 275 km2) e della 47 Valsugana (perimetro di circa 60 km e un’area di circa 190 km2) - rispettivamente, da Padova Est verso Castelfranco, e tra Limena e Cittadella - sono insediate, complessivamente, al 31 dicembre 2025, secondo i dati di InfoCamere, 7.037 unità locali di industria e costruzioni, pari al 25% dell’intero comparto provinciale, che occupano 77.849 addetti, pari al 28,9% degli occupati nell’industria padovana, con una dinamica di aumento del +83% rispetto al 2019 (35.293 addetti in più). Il tessuto produttivo insediato nelle due aree ha generato, nel 2024, un valore della produzione industriale pari a 13 miliardi di euro, equivalenti al 38,2% del valore della produzione manifatturiera dell’intera provincia di Padova (oltre 34 miliardi di euro), con un aumento del +47% rispetto al 2019.



