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Massanzago: Via crucis vissuta insieme
Mentre le prime ombre allungavano le ombre e il rumore del Venerdì santo di passione del 3 aprile scorso, le tre parrocchie di Massanzago, Sandono e Zeminiana si sono riunite, per celebrare il cammino antico della Via crucis. Nella cornice suggestiva del giardino di villa Baglioni, i numerosi e partecipi fedeli hanno seguito quella croce di legno, nuda e pesante, specchio di ogni croce quotidiana, ma, soprattutto, quel Maestro che si fa carne e sangue per noi oggi: ogni stazione è una sosta dell’anima dove i diversi gruppi delle tre parrocchie hanno offerto riflessioni e segni vivi.
La partenza, in chiesa, è del gruppo Noi oratorio che, nella stazione di “Gesù condannato e prende la croce” invita a rovesciare il senso del lavarsi le mani di Pilato per creare, attraverso il segno dei cuori, relazioni in cui ci “si vede” e ci si riconosce. Poi, i fedeli si sono sgranati in processione verso il parco dove i catechisti di Sandono e Zeminiana hanno proposto la riflessione su “Gesù incontra sua madre” e hanno invitato i ragazzi presenti a un gesto dolcissimo: ad abbracciare la propria mamma.
Terzo momento: il gruppo scout sulla stazione “Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce” ha sollecitato tutti i presenti a pensare ai pesi della vita, proponendo di trovare un momento per condividerli con una persona fidata... In due, i pesi sono più leggeri.
“Gesù cade sotto il peso della croce”: il gruppo del catechismo di Massanzago ha invitato a sostare sotto la croce e presentare neri sassi neri (ciò che ci opprime) che per la forza della croce si spaccano rivelando il cuore candido del nostro potenziale.
In una seconda riflessione del gruppo scout, su “Gesù è spogliato e inchiodato alla croce” si è riflettuto su cosa appesantisca lo zaino della vita, invitando a valutare bene su cosa tenere o cosa lasciare, perché inutile e pesante.
“Gesù muore in croce”; il Consiglio pastorale di Massanzago ha sottolineato, attraverso il segno della luce dei lumini, come il Signore accenda la speranza nonostante i tanti momenti di morte e mortificazione delle nostre parrocchie.
Infine, tornati in chiesa in un clima di intensa partecipazione, sulla deposizione e poi adorazione della Croce, l’Azione cattolica si è chiesta e ha chiesto: “Come scegliamo di vivere la fede nella nostra quotidianità e servizio?”.
E con queste riflessioni, domande e gesti, ciascuno è tornato a casa, sapendo che la croce quotidiana pesa, è difficile e dura, ma non è l’ultima parola della croce di Gesù, che spalanca, poi, la vita alla speranza che già cammina verso di noi e con noi.



