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Trebaseleghe, addio scuola media. Se ne va una pagina di storia
Trebaseleghe ha vissuto oggi un momento di intensa partecipazione e profonda emozione collettiva: la visita di addio alla storica scuola media “Giovanni Ponti”, destinata alla demolizione nell’ambito del processo di rinnovamento edilizio scolastico finanziato dal Pnrr.
Per un pomeriggio, le porte dell’edificio – attivo dal 1962 – si sono riaperte per accogliere ex alunni, insegnanti, dirigenti, personale scolastico e cittadini. I corridoi, le aule ormai vuote, i laboratori silenziosi e le stanze degli insegnanti hanno fatto da cornice a incontri, abbracci e racconti: un ritorno carico di memoria in luoghi che per oltre sessant’anni hanno rappresentato un punto di riferimento educativo e umano per l’intera comunità.
Un clima di nostalgia diffusa, ma anche di consapevolezza del passaggio verso il futuro, ha accompagnato l’iniziativa. Come ha sottolineato la sindaca, Antonella Zoggia: «Per Trebaseleghe è un momento importante. La nuova scuola è già pronta e ci accingiamo a lasciare questa struttura e ad abbatterla. Ma non sono solo muri a cui diciamo addio: è un mondo di ricordi, di crescita, di comunità costruita da tutti noi dentro questi spazi. Non muore il valore che questa scuola ha rappresentato: resta nei principi che ci ha trasmesso, nel contributo degli insegnanti, dei dirigenti e del personale. È parte delle nostre radici. Oggi è un momento di nostalgia, ma anche di riconoscimento».
Parole che trovano eco anche nell’intervento del dirigente scolastico Paolo Lamon, che ha evidenziato il significato evolutivo di questo passaggio: «Per molti di noi questa è la seconda scuola che vediamo demolire. È inevitabile provare nostalgia, ma è una nostalgia costruttiva. La società evolve e con essa la scuola: passiamo a strutture nuove, più funzionali e inclusive. Questi edifici erano concepiti in un’epoca diversa, in cui non tutti gli alunni potevano accedervi. Oggi l’obiettivo è l’inclusione. È anche grazie a questa scuola che abbiamo potuto studiare, crescere e costruire qualcosa di nuovo».
Accanto alla visione istituzionale, si è levata la voce più intima e personale di chi quei luoghi li ha vissuti quotidianamente. Lucia Capobianco, ex insegnante di inglese, ha espresso con semplicità il sentimento condiviso da molti: «So che è inevitabile, ma lo vivo come uno spreco. È un edificio bellissimo, pieno di ricordi. Sapere che verrà abbattuto mi stringe il cuore. Qui sono nate amicizie durature, ci ritroviamo ancora oggi. Io ho il cuore legato a questa scuola e a questa città».
L’iniziativa, intitolata “Il colore dei nostri ricordi”, ha permesso ai partecipanti di lasciare un segno tangibile del proprio passaggio attraverso pensieri scritti e testimonianze, che saranno raccolti e digitalizzati per dare vita a un archivio permanente della memoria collettiva.
La dismissione dell’edificio, prevista entro il mese di giugno, segna la conclusione di una lunga storia educativa e l’avvio di una nuova fase: quella del moderno polo scolastico già realizzato, progettato per rispondere alle esigenze contemporanee di didattica, sicurezza e inclusione.



