Scuola e violenza
Sul piano educativo ci si trova, spesso, disarmati perché se la violenza minorile sta...
Si è conclusa da pochi giorni la 36ª edizione del viaggio interculturale umanitario organizzato dalla Rete progetto pace, che quest’anno ha coinvolto 49 giovani delle scuole di Treviso, di cui un nutrito gruppo dal liceo Duca degli Abruzzi, ma anche di Vicenza e Belluno, e alcuni frequentanti il primo anno di università. Questa edizione, che si è svolta dal 24 al 30 aprile, ha portato i giovani nei Balcani per scoprire la difficile eredità della guerra, ma anche le bellezze naturali di quel territorio.
Pre partenza
“S.k.a.m.b.i. di pace”, titolo del viaggio, nasce dall’acronimo “Serbia - Kosovo - Albania: Memoria, Beneficenza, Interculturalità”, e riunisce il senso profondo del viaggio. Prima di partire i ragazzi si sono auto-organizzati per raccogliere aiuti umanitari da portare, ad esempio prodotti per l’igiene, materiale scolastico, alimenti, ma anche fondi. Lo hanno fatto attraverso la vendita dei biscotti all’esterno delle chiese, posizionando cassette di raccolta materiali nelle rispettive scuole, organizzando addirittura tornei di calcetto.
L’itinerario
Accompagnati da un gruppo di adulti, tra i quali Marco Provenzale, presidente dell’associazione Rete progetto pace, e Marzia Val, docente di Filosofia e Scienze umane del Liceo Duca degli Abruzzi, la “compagnia” ha percorso ben 3 mila chilometri in sette giorni. Da Treviso sono arrivati a Vukovar (Croazia), dove hanno visitato il memoriale di guerra, poi l’arrivo a Belgrado (Serbia), dove il giorno dopo hanno avuto accesso al campo di concentramento di Niš e al memoriale bombardamento della Nato. Da Peja (Kosovo) hanno potuto vedere il memoriale Adem Jashari e visitare la casa famiglia Caritas Umbria; poi, Mitrovica ed Enclave Serba in Kosovo, il monastero Decani e suore di Madre Teresa, e la base militare italiana, con una cena a tu per tu con l’ambasciatore e il generale; a Scutari (Albania) sono stati all’orfanotrofio Acli Ipsia e al museo delle prigioni del regime; infine Mostar (Bosnia) e visita alla Caritas, ritorno a Treviso con sosta a Spalato (Croazia). Un viaggio ricco di spunti e stimoli, come hanno raccontato gli stessi ragazzi, fatto di pasti interculturali, momenti di solidarietà concreta, riflessione storica ma anche sulla situazione attuale e i conflitti recenti.
Esperienze inedite
Una delle cose che ha più colpito i ragazzi, come ha riferito la professoressa Val, è stata la difficoltà di attraversare le frontiere. La loro generazione è abituata a viaggiare senza barriere, non hanno mai sperimentato i tempi di attesa alle dogane, la gestione complessa, la difficoltà a comunicare in inglese. E poi i lunghi momenti offline: “poiché abbiamo attraversato molti Paesi diversi, ci siamo affidati solo al wi-fi negli alberghi” ha raccontato Val, “quindi siamo stati giornate intere senza internet, cosa a cui loro non sono abituati. Però ci hanno detto “finalmente viviamo la vita vera”. Soprattutto, il viaggio è stato un’occasione per conoscere dal vivo quello che leggono sui libri, che spesso sembra molto distante dalla vita, e fare esperienza diretta di diverse realtà di aiuto (orfanotrofi, ospedali psichiatrici, case famiglia), che ha cambiato molto la loro prospettiva sulla vita quotidiana. Infine, prezioso è stato l’incontro interculturale, che ha permesso loro di conoscere la storia da vari punti di vista: per esempio, accogliere le percezioni delle diverse popolazioni di uno stesso evento (ad esempio i bombardamenti dell’Onu) ha stimolato il pensiero critico e proprio dei ragazzi.
Rete progetto pace
Nata nel 2004 all’istituto Fabio Besta di Treviso sul Progetto pace (che esiste dal 1990), la Rete progetto pace è appunto una rete internazionale di scuole, enti e associazioni che collaborano per promuovere una cultura di pace nel senso più ampio del termine. Dal 2015 l’Istituto di riferimento della Rete è il liceo Duca degli Abruzzi di Treviso, mentre l’organizzazione degli eventi/attività è affidata a bNET, che svolge anche il compito di capofila. bNET (letteralmente “essere rete”) è un’associazione di promozione sociale nata nel 2008 dall’esigenza degli studenti animatori della Rete di formalizzare il proprio impegno continuativo nel promuovere una cultura di pace nelle scuole, associazioni e gruppi giovanili vari.